L’ESTATE 2022 DI TEATRO PUBBLICO LIGURE

Sergio Maifredi dirige “Aiace” di Sofocle. La scena è un cubo nel nulla come il monolite conficcato a terra di “2001 Odissea nello spazio”. L’azione è sospesa nel tempo presente. Questo è un “Aiace in scatola”. Tre attori per coprire tutti i ruoli, come era nel principio della tragedia greca, più uno per la voce del coro. Il nuovo spettacolo di Teatro Pubblico Ligure è prodotto per STAR – Sistema Teatri Antichi Romani, un progetto realizzato con la Direzione Regionale Musei Liguria. Dopo l’anteprima del 27 giugno alla settima edizione del “Portus Lunae Art Festival” nell’anfiteatro di Luni, in provincia della Spezia, la prima nazionale va in scena martedì 28 giugno al Teatro Romano di Fiesole, ospite della 75ª Estate Fiesolana. Il tour prosegue l’8 luglio nel teatro romano di Ventimiglia per la seconda edizione dell’Albintimilium Art fEst, il 17 luglio alla Fortezza di Castelfranco di Finale Ligure in provincia di Savona e il 28 luglio all’area archeologica di Carsulae a Terni. «”Aiace” – dichiara il regista Sergio Maifredi – lo lessi per la prima volta in quinta ginnasio, nella traduzione di Umberto Albini. Partii per la Grecia portandomelo nello zaino. Un eroe smisurato e inflessibile. Come lo è la giovinezza. Poi per quaranta anni è rimasto lì, come un eroe sempre più distante da me. Ora lo ritrovo, guardandolo dalla prospettiva di Odisseo: della maturità che sconfina con la vecchiaia o, se vogliamo essere ottimisti, con la saggezza. Odisseo sa curare, seppur post mortem, il gigantesco furore di Aiace, sa trovare una via di uscita al conflitto che aveva dato scacco matto all’eroe. Odisseo è l’eroe moderno. Forse anzi un anti eroe, che davvero ambisce al suo destino di essere finalmente nessuno».

“Aiace” mette in campo la fine dell’età eroica che cede il passo alla logica del compromesso, quindi della politica. Le armi di Achille, secondo le regole d’onore della guerra, dovevano andare al più valoroso tra gli Achei, Aiace. Ma a ottenerle, grazie alla sua abilità retorica, è Ulisse. Un’ingiustizia che conduce a pensieri di vendetta, trasformati presto in azione. La messa in scena si avvale e della consulenza letteraria di Giorgio Ieranò, professore ordinario di Letteratura greca all’Università di Trento, considerato da Maifredi «un vero e proprio coach» che insieme alla traduzione di Maria Grazia Ciani, già docente di Storia della tradizione classica all’Università di Padova, lo hanno fatto entrare nel mondo potente di Sofocle. Tutti i personaggi sono interpretati da Corrado d’Elia, Alberto Giusta, Andrea Nicolini e Marco Rivolta, diretti da Sergio Maifredi, attori e compagni di viaggio che hanno dato corpo e voce ai suoi pensieri. I doppi e tripli ruoli di cui si fanno carico gli interpreti, mettono in luce cortocircuiti tra i personaggi: Teucro è anche Aiace; i due eroi fratelli sono indissolubili, sovrapponibili. Come lo sono Agamennone e Menelao. Odisseo ha la stessa voce, lo stesso volto di Tecmessa, la donna di Aiace. Odia Aiace ma è capace di compassione per Aiace, come Tecmessa. Le musiche originali composte da Mario Incudine con la collaborazione di Antonio Vasta ed eseguite dal vivo da Giorgio Rizzo, sono il vero e proprio coro di questa tragedia essenziale. Domenico Franchi, scenografo e costumista, ha sospeso la tragedia in un tempo presente, in cui ognuno può cercare il senso di una storia d’armi, onore, giustizia e memoria, temi presenti in ogni battaglia.

Con “Aiace” prende avvio la trilogia odissiaca, che proseguirà con “Filottete” ed “Ecuba”, sempre dirette da Sergio Maifredi per Teatro Pubblico Ligure. Queste tragedie hanno in comune il personaggio di Odisseo e l’ambientazione: una spiaggia, quasi una terra desolata, un deserto beckettiano, dove si stagliano solo i corpi degli attori e dove rivive, in scena, il mito dell’uomo dal multiforme ingegno. Dopo aver lavorato per oltre dieci anni sull’Odissea, Sergio Maifredi porta in scena le tragedie Odissiache: Aiace (nel 2022), Filottete (nel 2023) e Ecuba (nel 2024).

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