Dal libro di Concita De Gregorio, DORA PRO NOBIS con Federica Fracassi, in scena il 6 luglio al Chiostro di San Francesco

Nell’ambito della rassegna Che spettacolo! L’estate a Cesena organizzata dal Comune di Cesena, Emilia Romagna Teatro ERT / Teatro Nazionale presenta al Chiostro di San Francesco IL BONCI SOTTO LE STELLE, due serate di teatro, letteratura e musica a cielo aperto: mercoledì 6 luglio (ore 21.30) Federica Fracassi, fra le voci più intense e sensibili del teatro contemporaneo, in dialogo con il violoncello di Lamberto Curtoni, porta in scena con DORA PRO NOBIS le parole del libro di Concita De Gregorio Malamore (Einaudi, 2017), dedicato alla figura della fotografa Dora Maar e al suo tormentato amore con Pablo Picasso.

Ossessionata fin da bambina dalla biografia di questa donna un po’ croata e un po’ argentina, cresciuta in Francia – la musa di Picasso che ha incontrato George Bataille, Paul Eluard e Jaques Lacan – la giornalista e scrittrice Concita De Gregorio ha dedicato a Dora Maar una ricerca narrativa ed esistenziale, suggestionata dai racconti di una persona della sua famiglia che l’aveva conosciuta.

Grande fotografa esponente del surrealismo, nel 1936 dopo l’incontro con il pittore e l’inizio del loro rapporto, Dora diventò la sua maggiore fonte d’ispirazione. A lei si deve tutta la documentazione sulla realizzazione del quadro Guernica. Fu vittima del genio distruttivo dell’artista che, nel tentativo di cancellarne la personalità e il talento, le chiese di lasciare la fotografia per dedicarsi alla pittura, in cui non ottenne grandi risultati. Dal loro travagliato amore durato circa dieci anni, Dora uscì devastata pagando un prezzo altissimo con la reclusione in una clinica per la salute mentale.

«Dora è nostra sorella, l’emblema della Donna che riluce a tal punto da essere violata, misconosciuta. Una potenza che è quasi impossibile catturare» scrive Federica Fracassi, attrice di talento che interpreta il personaggio in un dialogo serrato con il violoncello di Lamberto Curtoni: un vero e proprio concerto parallelo, un’alternanza di musica appassionata e suoni algidi, intessuta di sottile tragicità.

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