Intervista con Enrico Bertolino, in scena il 25 luglio al Castello Sforzesco con “Instant Theatre”: “L’unica maniera che abbiamo per vivere è prendere le cose con ironia”

Enrico Bertolino approda al Castello Sforzesco di Milano, lunedì 25 luglio, con uno spettacolo tutto da ridere, “Instant Theatre”, all’interno della rassegna Milano è Viva al Castello, prodotto da ITC2000 e presentato in questa occasione in collaborazione con TDB impresa sociale, realtà che da diversi anni porta il teatro all’interno dei luoghi della quotidianità e che ha rivoluzionato il mondo dell’intrattenimento serale grazie al pluripremiato format culturale: “Tournée da Bar”.

Proprio per il ruolo che Enrico Bertolino riveste in qualità di attore popolare ed esempio virtuoso della congiunzione tra teatro e intrattenimento, questa serata ha l’intento di riportare il teatro popolare a coinvolgere e attivare gli spettatori accompagnandoli all’interno del mondo della risata. Uno spettacolo adatto a tutti, che vive “con il pubblico e per il pubblico” e che da diversi anni continua a mutare di replica in replica entusiasmando gli spettatori di tutta Italia.

L’instant theatre è incentrato sull’attualità, ed è stato inventato da Enrico Bertolino e Luca Bottura e sviluppato con Massimo Navone.

Un uomo solo in scena per 75 minuti di narrazione umoristica, insieme a tre musicisti polistrumentisti che lo accompagnano colorando il racconto di sonorità suggestive e rivisitando in chiave ironicamente attuale motivi famosi. Di che cosa si parlerà il 25 luglio? Dell’estate bollente in Italia nella politica, ma non solo? Della scissione di Luigi Di Maio? Della politica che a breve dovrà finalmente uscire allo scoperto per fare qualcosa di convincente e concreto? Se già è difficile avere certezze sul presente figuriamoci riguardo al domani, che ‘scopriremo solo ridendo’.

Enrico, il 25 luglio sarà in scena al Castello Sforzesco di Milano con “Instant Theatre”. Cosa può anticiparci?

“E’ una sfida abbastanza complessa che mi è stata proposta dai ragazzi di “Tournée da Bar” e che ho deciso di accettare per l’amore che provo verso la mia città, anche se il periodo è proibitivo a causa del caldo. Mi piace l’idea di mettere in scena lo spettacolo all’interno del Castello Sforzesco che è un luogo emblematico. L’instant theatre è un contenitore nel quale vengono inserite diverse cose, a partire dall’attualità, quindi parleremo di tanti argomenti riguardanti Milano che doveva essere fino a due anni fa la nuova capitale Europea e che si trova oggi in una situazione complessa. E’ una città di grande prospettiva ma le certezze e i sogni vanno riverificati. Il covid è stato come un ingresso della safety car in un Gp di Formula 1, ha riallineato tutti i valori. L’unico problema che affrontiamo nello show, in termini divertenti, è legato al fatto che abbiamo in atto un processo di tropicalizzazione, cioè noi che criticavamo le abitudini di alcune latitudini del mondo ora viviamo quel clima, oggi Milano è sullo stesso parallelo di Tunisi, Tripoli o Palermo, e dobbiamo metterci nell’ottica di cambiare il modo di vivere. Se andiamo avanti con questo modello di vita che se ne frega di tutto, della sostenibilità, dell’ambiente, probabilmente andremo incontro a delle risposte che la natura sta dando in maniera equivocabile. Allora Milano avrà ad esempio il Castello Sforzesco senza la fontana con l’acqua… Oggi l’italiano medio ha difficoltà a fare il pieno di benzina, a mangiare la verdura perchè costa, il bagno deve farlo con poca acqua. A differenza della generazione dei miei genitori che usciva dalla seconda guerra mondiale, noi non siamo abituati a queste cose. Se si aggiunge anche l’ipotesi di una tempesta solare che ogni cento anni torna in auge, che nell’Ottocento bruciò i cavi del telegrafo e che oggi attaccherebbe internet, saremmo paralizzati. L’unica maniera che abbiamo per vivere è prendere le cose con ironia”.

Uno spettacolo che unisce ironia, attualità, ma anche musica…

“L’instant theatre contiene molte cose, dalle immagini alle parole alla musica. Cercheremo di far sorridere il pubblico e sarò affiancato da tre musicisti, Roberto Di Bitonto, Tiziano Cannas Aghedu e Raffaele Kohler, il ragazzo che durante il lockdown tutte le sere alle 18 dalla sua casa suonava O mia bela Madunina con la tromba. Parleremo della nostalgia di com’era Milano, non per tornare indietro perchè non è possibile ma per salvare quello che di buono c’era nel passato, come i rapporti nelle case di ringhiera, il modo di vivere meno stressante, l’aiutarsi a vicenda. Proveremo a dare un po’ di sollievo dalla calura a chi avrà l’ardire di venirci a vedere. Tra i personaggi di Instant Theatre ci sarà anche il muratore bergamasco Elvio Paramatti, perchè nel Castello Sforzesco si trova a suo agio con tutte quelle mura davanti”.

enrico-bertolino

Quanto è difficile oggi far ridere, tenendo conto anche del politically correct che tende a limitare un po’ la comicità?

“E’ vero, però dobbiamo prendere esempio dagli stand up americani tipo Ricky Gervais. Noi lavoriamo sempre sul filo, siamo borderline tra chi ti capisce e sorride e chi ti biasima e pensa che invece sei andato oltre. Mi sono sempre posto il problema, facendo spettacoli o stand up, che qualcuno potesse offendersi ma se dico a un politico che non è un politico o che pensa di esserlo ma non lo è e se si offende certifica solo quanto sto affermando. Bisogna soltanto riuscire a tenere alta l’asticella sopra la volgarità ma questo i media non l’hanno capito per tempo. La volgarità non è la parolaccia ma toccare certi argomenti dal punto di vista sbagliato. Far ridere è diventata una funzione sociale, soprattutto quando le cose non vanno bene”.

E in questo periodo di cose che non vanno bene ce ne sono molte, dal covid alla guerra in Ucraina, all’aumento dei prezzi per arrivare alla crisi di governo…

“Oggi la guerra ad esempio non è più una priorità, il fatto che un missile colpisca un centro commerciale a Dnipro o a Kiev lascia abbastanza indifferenti perchè ci sono altre urgenze qui in Italia come il caldo, l’aumento della bolletta del gas. Quando vedo che questo gruppo di “mal tra insema” (detto milanese che significa “messi insieme senza un criterio”) di politici critica un Premier che è stato messo lì per cercare di tenere il timone di una barca alla deriva mi chiedo chi nella posizione di Draghi non avrebbe voglia di andarsene. Penso che anche il Presidente Mattarella abbia pensato di non proseguire con un altro mandato. Abbiamo bisogno di simboli ma se poi non si permette di lavorare bene a queste persone è come avere dei francobolli e non spedire mai la lettera. L’idea che la barca sia alla deriva nelle mani di alcuni soggetti, dalla destra alla sinistra, mi inquieta tanto che mi verrebbe voglia di dire: piuttosto la faccio a nuoto”.

50giornate

Nel 2020 ha pubblicato il libro “Le 50 giornate di Milano. Diario semiserio di un barricato sentimentale” (Solferino), scritto con Enrico Nocera, in cui dice che Milano, come in generale l’Italia, ha sempre preso qualcosa di buono dai suoi invasori. Pensa che dopo la pandemia le persone siano realmente cambiate in meglio?

“Le persone che sono migliorate erano già migliori prima, come ad esempio quelle che durante la pandemia hanno fatto volontariato. Durante il lockdown ci hanno fatto credere che gli eroi erano quelli che stavano in casa ma era il nostro dovere, gli eroi sono coloro che sono andati a lavorare, che hanno anche lasciato la pelle per aiutare gli altri. Negli ospedali ci sono stati grandi personaggi a livello medico e infermieristico che hanno dato un prezioso contributo. Ma ci sono stati anche alcuni primari che si sono dati malati o hanno preso le ferie. Non siamo tutti uguali, siamo esseri umani e abbiamo le nostre paure. Quel libro voleva testimoniare che possiamo trovare qualcosa di buono anche nelle situazioni difficili. Le Cinque Giornate di Milano sono passate alla storia come rivoluzione ma sono arrivate quando i milanesi erano esasperati e usavano i martinitt, i ragazzi degli orfanotrofi, come telefoni senza fili e molti sono morti sulle barricate solo per portare un messaggio perchè gli austriaci non avevano pietà. Durante la dominazione austriaca abbiamo appeso ai muri i numeri civici delle case, quindi qualcosa di buono comunque c’è stato. Milano è una città che dovrebbe fare il peso e il contrappeso. La tropicalizzazione del clima ad esempio ci porterà finalmente ad accettare che ci sono degli arabi che stanno bene qui. Nello spettacolo “Instant Theatre” stiamo cercando di inserire anche il video cult della signora stravolta che per strada parla delle fettine di vitello, ovviamente eliminando le bestemmie. Quello è simbolico di quanto sta succedendo. Per rispondere alla tua domanda utilizzo la citazione del professor Galimberti, che quando un giornalista chiese se saremmo usciti migliori dalla pandemia non rispose ma invogliato ad indicare almeno una categoria di persone affermò che “gli stronzi lo saranno ancora di più a causa dell’astinenza”. E l’ho potuto verificare perchè c’è gente per strada che sclera per niente, non è solo il caldo, ma siamo arrivati ad accumulare tante cose, ad aver paura di aprire una bolletta del gas, di mangiarti le ferie per pagare la luce, di andare a fare il pieno e vedere che ti costa più dell’albergo. Sono stato recentemente a Malta dove la benzina costa 1,3 euro al litro, perchè in Italia la paghiamo 2 euro? A Marrakech, dove sono andato per lavoro, c’erano 26 gradi e starnutivano i cammelli. Il mondo sta cambiando. Con Massimo Navone e Luca Bottura vogliamo fare ridere ma con un retrogusto amarognolo, perché un po’ di amarezza in questo periodo per me è necessaria”.

Qual è il suo luogo del cuore di Milano?

“Dove sono nato e vivo ancora, l’Isola, l’ho vista trasformarsi da quartiere malfamato a centro della movida. Quando ero piccolo la sera non si usciva perchè c’era prima la malavita e poi lo scontro politico, oggi non si esce perchè è pieno di gente. L’Isola è chiamata così perchè era circoscritta dai Navigli che adesso sono interrati. Tra i miei posti preferiti ci sono anche la Pinacoteca di Brera, dove è conservato il Cristo del Mantegna, Santa Maria delle Grazie, la Bovisa, diventato un quartiere per i giovani universitari. Mi piace fare la Martesana in bicicletta fino a  Trezzo o Cassano d’Adda. Un posto del cuore nuovo è l’Opera San Francesco, perchè un mio amico, Padre Marcello, mi ha chiamato a fare volontariato una mattina e lì ho trovato delle belle persone. Ci sono signore che potrebbero stare a casa con i nipoti o signori che potrebbero andare ai cantieri, invece si danno da fare per aiutare e accogliere chi ha bisogno. Del resto Milano è ai primi posti per il numero di volontari”.

Facciamo un passo indietro fino al 1997, anno del suo esordio sul grande schermo con il film “Incontri proibiti”, diretto dal grande Alberto sordi. Che ricordo conserva di lui?

“Personalmente lo chiamavo Maestro. Era il suo 192° film, per me era il primo. Ricordo soprattutto il backstage più che la pellicola che tra l’altro non ebbe purtroppo un grande successo. Alberto Sordi mi colpì per la sua gentilezza nel trattare anche gente come me, che ero un figurante, neanche un attore. Aveva l’educazione classica delle persone garbate, trattava tutti in modo educato, dando il giusto peso specifico ad ognuno. Ho fatto anche un dialogo finale nel film sul treno e l’idea di recitare con lui e dovergli dare la battuta è stata una delle due emozioni più belle della mia vita. L’altra è avere una mia piccola foto sulla pagina della Settimana Enigmistica. Mia mamma era felicissima per entrambe le cose”.

Enrico Bertolino

Quali sono i suoi progetti per l’autunno?

“Vogliamo andare in tournée con un altro instant theatre che sarà completamente diverso da quello che porterò al Castello Sforzesco e poi ci sarà probabilmente una ripresa di Zelig, a cui mi iscrivo nel senso che nessuno può essere certo di partecipare perchè bisogna rifare la trafila di prove a settembre. Ho preso anche parte a Only fun, uno show comico in quattro puntate che andrà in onda su Discovery Channel, condotto da Elettra Lamborghini e i PanPers dove farò dei monologhi, e che è stato registrato al Teatro Galleria di Legnano. Nel frattempo porto avanti anche la mia professione, che mi ha salvato personalmente da alcune produzioni televisive per le quali non mi reputavo pronto o adeguato, cioè la formazione manageriale e non solo, per cui faccio interventi, meeting e speech ed è un grande privilegio. Infine c’è la collaborazione con Radio24, per la quale realizziamo anche dei podcast con storielibere.fm. Sono strumenti nuovi con cui bisogna misurarsi. “ConTanti Saluti” spiega ai giovani l’economia domestica, mentre “Effetto Giorno” con Alessio Maurizi e “Si può fare” con Laura Bettini, sono programmi sulla sostenibilità. Mi piace provare uno strumento come la radio che sta diventando sempre più importante perchè le persone hanno cominciato a capire che a volte non serve vedere ma basta ascoltare”.

Da tifoso interista cosa si aspetta dalla prossima stagione, visto anche il ritorno di Lukaku?

“La vedo con grande sofferenza. Se uno è un po’ malinconico non può che scegliere di tifare Inter (sorride). Persino quando vince lo scudetto il tifoso interista pensa “è andata bene ma non succederà più”, infatti la scorsa stagione non è accaduto. L’Inter è una buona squadra, bisogna fare le nozze con i fichi secchi, perchè la proprietà non mi sembra intenzionata a spendere tanti soldi e lo trovo anche un segnale di rigore in un periodo come questo. Non possiamo dare 300 milioni di ingaggio ad un giocatore, come fa il PSG. Sono curioso di vedere se questa necessità diventerà virtù e verranno lanciati dei giovani talenti. Ben vengano ragazzi come Di Marco. Spero ce ne siano tanti altri che riescano a farsi spazio in prima squadra”.

di Francesca Monti

Grazie a Luca Alberti

Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...