“CALICI DI STELLE 2022” STREET FOOD FEST EDITION: CANTINE NICOSIA ESALTA IL LEGAME TRA CIBO DI STRADA SICILIANO E SPUMANTI E VINI ETNEI

Le Cantine Nicosia, nella loro sede di Trecastagni, hanno celebrato il 9 agosto l’appuntamento di Calici di Stelle, evento estivo creato dal Movimento Turismo del Vino e che si svolge in varie regioni italiane, nella formula denominata “Calici Di Stelle 2022” Street Food Fest Edition”.
Attraverso la cooperazione con Street Food Fest ed il suo direttore tecnico, Francesco Lelio, l’azienda etnea ha generato un interessantissimo confronto tra le diverse realtà del cibo di strada siculo con una serie di abbinamenti e degustazioni di grande impatto per i convenuti ed un pregevole laboratorio di assaggi ed accoppiamenti tra prodotti della cultura culinaria tradizionale di strada sicula e spumanti méthode champenoise, tenuto dal noto giornalista enogastronomico del Gambero Rosso Nino Aiello.
Quest’ultimo ha dichiarato come lo street food esista sostanzialmente da epoche antichissime in quanto ha trovato impulso dal sorgere dei commerci e la sua storia trova degli esempi in Sicilia già duemila e settecento anni fa con i greci che vendevano le interiora, la stigghiola ed altri alimenti che fanno parte delle tipicità della tradizione gastronomica sicula.
Lo stesso Aiello ha aggiunto come lo street food abbia una sua definizione sia in un testo eccellente sul cibo qual è “Storia dell’alimentazione” di Jean-Louis Flandrin e Massimo Montanari e come anche un ente come la FAO abbia stabilito che esso “è costituito da quegli alimenti, incluse le bevande, già pronti per il consumo, che sono venduti (e spesso anche preparati) soprattutto in strada o in altri luoghi pubblici (come mercatini o fiere), anche da commercianti ambulanti, spesso su un banchetto provvisorio, ma anche da furgoni o carretti ambulanti”. Il tutto a sottolineare l’importanza di un settore della gastronomia spesso in passato snobbato o sottovalutato nel suo valore che è anche storico e culturale.
Il giornalista palermitano ha inoltre asserito come il cibo di strada abbia un grande legame con l’uso delle mani per il consumo, traducendosi quindi anche nella forma del finger food che tanto successo sta avendo negli ultimi anni.
Analizzando due realtà peculiari della Trinacria, ossia Palermo e Catania, Aiello ha affermato come le diversità dei prodotti gastronomici da strada che le caratterizzano trovino spiegazione nella storia che le due città hanno vissuto.
Palermo era la città capitale del Regno delle due Sicilie ed era espressione di un grande potere a cui faceva da contraltare la presenza di un livello elevato di povertà diffusa, per cui gli indigenti dovevano letteralmente “inventarsi” alimenti come la frittola o la già citata stigghiola, poggiando sulla fantasia perché spinti dalla fame.
Catania esprime invece prodotti in cui la creatività trova consonanza con una varietà importante sostenuta da un livello di “selezion”e non indifferente riscontrabile in prodotti come le crispelle, dolci e salate, e tanti altri fino alla carne di cavallo.
Lo stesso Aiello ha poi guidato, assieme all’enologa di Cantine Nicosia, Maria Carella, il laboratorio di degustazione a numero chiuso sull’abbinamento tra cibo da strada siculo e spumanti metodo classico etnei dell’azienda.
Un interessante excursus sulla storia dello spumante etneo ha evidenziato le sue origini risalenti a dopo la metà del diciannovesimo secolo con il Barone Felice Spitaleri di Muglia (a riguardo, ma non solo, Aiello ha consigliato la lettura del testo di un erede del barone, Arnaldo, intitolato “Introduzione a mille anni di storia dei migliori vini dell’Etna – Castello Solicchiata come ha origine il vino di qualità per il nascente Regno d’Italia – il Barone Spitaleri pioniere del Risorgimento Vitivinicolo italiano”) che, anche se non gradiva il Nerello mascalese né il Carricante amava profondamente i vini francesi e, grazie al suo staff francese capeggiato da un enologo tedesco, creò sull’Etna uno spumante a base di pinot nero, chiamato Champagne dell’Etna (nome mantenuto fino al 1887, anno da cui venne tutelato dai francesi il marchio “Champagne”)che tanti premi riscosse anche in terra d’oltralpe, continuando poi con uno Spumante dell’Etna di grande pregevolezza. A riprendere quelle antiche tradizioni, dopo un secolo in cui la spumantizzazione sicula trovò una sorta di oblio, furono Murgo, prima e Benanti, poi, aprendo la strada ad un cammino pieno di tante soddisfazioni per varie cantine etnee, tra cui proprio Cantine Nicosia.
Aiello ha affermato inoltre come parecchi testi francesi non parlino di abbinamento, in quanto esso attiene molto alle determinazioni e definizioni gustative del singolo soggetto, sottolineando inoltre come la tecnica di abbinamento vino-cibo espressa dal Metodo ideato da Pietro Mercadini abbia, rispetto al passato, un rilievo minore anche nella stessa AIS.
La Carella ha evidenziato le caratteristiche della spumantizzazione con metodo classico e come occorra, per realizzare il vino mosso, utilizzare uve raccolte dieci giorni (quest’anno quindici) prima rispetto a quelle per gli altri vini. La stessa enologa ha ricordato come il disciplinare del 2011 consente di denominare come spumante dell’Etna DOC solo quello a base di Nerello Mascalese (che deve costituire almeno il 60% del vitigno tradotto in vino mosso), mentre, per ora, quello a base di Catarratto (con una percentuale minima del 50%) può fregiarsi solo della DOC Sicilia.
Il laboratorio è proseguito con l’illustrazione degli abbinamenti che sono stati i seguenti:
Sosta Tre Santi Carricante Brut millesimato 2019 con il “pitone Messinese” (a base di acciughe, scarola e tuma fresca o primo sale); Sosta Tre Santi Etna Brut Rosato Millesimato 2019 con la polpetta di cavallo (tipica del catanese); Sosta Tre Santi Etna Brut Bianco Millesimato 2018 con la stigghiola (che abbraccia la cultura gastronomica di varie parti della Sicilia con varie declinazioni e che, di base, è un budello arrostito arrotolato su un cipollotto); Sosta Tre Santi Etna Brut Bianco Sessantamesi Millesimato 2012 con la “vastidduzza ca’ meusa” (la classica pagnotta siciliana con la milza- a volte anche con polmone e trachea- di vitello, propria del palermitano).
Gli accostamenti hanno mostrato una buona rispondenza con la polpetta abbinabile anche allo splendido sessantamesi ed il “pitone” anche al Bianco Millesimato 2018, proponendo spumanti di grande interess ad opera di una cantina che nel 2011 produceva 2.500-3.000 bottiglie per tipo ed oggi 50.000 mila circa per tutti questi prodotti enoici mossi che sono millesimati per esprimere appieno le caratteristiche della vendemmia e del varietale, con il Carricante che sul mercato si troverà anche nella versione con 50 mesi di sosta sui lieviti (anziché gli attuali 20).

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E proprio il Carricante del 2019 ha espresso, in quanto derivante da un’annata più fredda una maggiore verticalità di profumi rispetto al Bianco 2018, prodotto di un’annata calda, caratterizzato dall’essere un vino più rotondo, con il Sessantamesi che esprime una profondità di tipo aromatico e gustativo notevole, regalando in bocca una persistenza ed una lunghezza molto decise ed il Rosato 2019 che dimostra possibilità di abbinamento anche con la carne , come ad esempio con il saltimbocca alla romana, contraddistinto dalla sapidità del prosciutto abbinato alla carne e dai grassi abbondanti ( burro) presenti in questo piatto tradizionale capitolino.
I quattro vin mousseux hanno espresso appieno le differenti caratteristiche dei vitigni da cui sono stati originati ossia il Carricante, vino più rotondo ed alla portata di un ampio range di palati e il Nerello Mascalese che promana note più eleganti.

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Luigi Salvo, importante sommelier AIS, ha affermato come Cantine Nicosia abbia il pregio di intercettare, con prodotti di qualità, consumatori diversi con la diversificazione della clientela che rappresenta la cifra tipica di quest’azienda. Il padrone di casa, Graziano Nicosia, ha evidenziato come lo spumante sia un vino della festa, ma non solo, mentre Francesco Lelio, direttore tecnico di Street fodd Fest, ringraziando i membri del suo team , ha ricordato come la sua famiglia, di origini piemontesi, faccia street food da decenni, tramandando, di generazione in generazione, la tradizione delle “panelle”, delle “cazzille” e la “rascatura” (di cui c’è un’accademia).

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Angelo Cinquerughe, resident chef, ha infine dato inizio alla tenzone culinaria che ha ammaliato i tanti convenuti all’evento seguito al laboratorio e che ha avuto il seguente programma:

STREET FOOD FEST
SOTTO LE STELLE
Dalle 21.00 alle 23.00
Isole del gusto a cura di Francesco Lelio, storico interprete del cibo di strada siciliano e Direttore tecnico di Street Food Fest, e di Angelo Cinquerughe, resident chef de L’Osteria di Cantine Nicosia.

IL CIBO DI STRADA PALERMITANO:
– Focaccine panelle e crocchè (live cooking)
– Rascature (live cooking)
– Arancinette con carne (live cooking)
– Arancinette al limone (live cooking)
– Spitinu palermitano mignon (live cooking)
– Vastidduzza câ meusa, schietta e maritata (live cooking)
– Sfincione palermitano e in versione bagherese
– Insalata di mussu e carcagnolu
– Polpo bollito (live cooking)

IL CIBO DI STRADA DI CATANIA E DELLA SICILIA ORIENTALE:
– Polpette di cavallo (live cooking)
– Cipuddata(live cooking)
– Arancini alla catanese
– Sicilianette tuma e acciughe
– Pidoni messinesi
– Scacce ragusane

SPECIALITÀ DOLCI:
– Frutta fresca assortita a buffet
– Mini sfince di San Giuseppe con ricotta madonita (live cooking)
– Iris alla crema e al cioccolato
– Granita di mandorla e mini brioches
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BANCO D’ASSAGGIO VINI ETNA DOC (E NON SOLO)
Dalle 19.30 alle 24.00
In degustazione libera:
– Sosta Tre Santi Carricante Brut Metodo Classico Doc Sicilia 2019
– Tenute Nicosia Monte Gorna Etna Bianco Biologico 2020
– Tenute Nicosia Monte San Nicolò Etna Bianco Biologico 2020
– Tenute Nicosia Monte San Nicolò Etna Rosso 2019
– Nicosia Bio Vegan Grillo Doc Sicilia 2021
– Nicosia Bio Vegan Frappato IGT Terre Siciliane Senza Solfiti Aggiunti 2021
– Garì Grillo Brut Spumante Charmat Doc Sicilia
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OSSERVAZIONI ASTRONOMICHE GUIDATE
a cura del Gruppo Astrofili Catanesi
– Dalle ore 21.00
Osservazioni astronomiche guidate dei principali oggetti celesti con l’utilizzo di un telescopio; illustrazione delle costellazioni visibili a occhio nudo con l’ausilio di un puntatore laser
– Dalle 23.30
Osservazione ad occhio nudo delle “Lacrime di San Lorenzo”

RADIO LONDRA DJ SET
Le selezioni musicali new wave, indie e alternative rock di Antonio Vetrano
Calici di Stelle è un evento promosso dal Movimento Turismo del Vino Italia
In collaborazione con:
Movimento Turismo del Vino Sicilia
Street Food Fest
Gruppo Astrofili Catanesi

di Gianmaria Tesei

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