BIOPIC FEST: TORNA DAL 23 AL 28 AGOSTO A VILLA BORGHESE, 38 TITOLI IN CONCORSO

Torna, dal 23 al 28 settembre, la 3a edizione del Biopic Fest. Il Festival si propone di promuovere tematiche sociali attraverso la selezione di 38 opere di genere biopic e si svolgerà nel cuore di Roma, all’interno di Villa Borghese, presso la Casa del Cinema e il Cinema dei Piccoli riconosciuto come il cinematografo più piccolo del mondo dalla Guinnes World Records Ltd.

La 3a edizione del Biopic Fest comprende in selezione documentari, lungometraggi di finzione e cortometraggi.
Tutti i film in concorso saranno trasmessi in diretta anche nella sala cinematografica virtuale di MyMovies Biopic Fest Live per raggiungere il pubblico e coinvolgerlo prima durante e dopo la proiezione attraverso una chat in cui condividere con gli altri compagni di sala opinioni e riflessioni. In questo modo, anche chi impossibilitato a partecipare fisicamente al festival potrà diventare spettatore attivo e votare ogni film al termine della proiezione.

A giudicare le opere in concorso una giuria di esperti che assegnerà il Premio al Miglior Film di Lungometraggio, al Miglior documentario e al Miglior Cortometraggio.

Giurati dell’edizione 2022 per lungometraggi di finzione e documentari: la produttrice creativa Adele dell’Erario, la regista Mujah Maraini-Melehi, il giornalista Stefano Coccia, lo sceneggiatore & regista Matteo Scifoni, il produttore Xavier Guerrero, la regista Victoria Yakubov, il montatore & filmmaker Alessandro Giordani, la regista Marisa Vallone.

Giurati per la sezione cortometraggi: La direttrice di Festival Francesca Castriconi, il regista Alessandro Grande, il direttore della fotografia Davide Manca, il regista Guido Casale.

Al Biopic Fest anche il pubblico sarà giurato con il compito di assegnare gli stessi premi della giuria ufficiale per i miglior film di lungometraggio e documentario. Le opere arrivano da ben 24 paesi del mondo: Albania, Austria, Burkina Faso, Canada, Croazia, Cile, Danimarca, Finlandia, Francia, Germania, Kosovo, Italia, Libano, Macedonia, Messico, Paesi Bassi, Polonia, Regno Unito, Spagna, Stati Uniti, Svezia, Svizzera, Ucraina e Russia, a conferma della vocazione internazionale della kermesse.

12 titoli in anteprima tra lungometraggi di finzione, documentari e cortometraggi, tra cui uno in anteprima mondiale: Gino Soldà – una vita straordinaria; due in anteprima europea: Nika e Tyson’s Run, due anteprime internazionali: Explorer e Jonas Deichmann – The limit is just me, sette anteprime italiane, ventuno in anteprima regionale, due in anteprima romana.

Il Biopic Fest è un festival cinematografico internazionale che promuove tematiche sociali e opere biografiche dedicate a personaggi che hanno segnato la Storia in tutti i suoi campi: politica, musica, pittura, scultura, poesia, danza, cinema, architettura, sport e scienza. Vite straordinarie ed eventi epocali da scoprire, approfondire e rivivere insieme attraverso la magia del cinema. A partire da questa edizione 2022, nasce la sezione Incontri. Ogni anno il BiopicFest incontrerà un ospite di eccezione che ha segnato la Storia in uno dei suoi campi: politica, musica, pittura, scultura, poesia, danza, cinema, architettura, sport e scienza. L’incontro sarà accompagnato dalla proiezione di un film a tema con il campo di competenza dell’ospite.

Quest’anno il BiopicFest incontra lo Sport ospitando due personalità di eccezione come Beppe Signori e Simone Moro. Per la sezione documentari 10 titoli in concorso: After Antarctica di Tasha Van Zandt (Stati Uniti). La prima epica traversata del Polo Sud a piedi, compiuta nel 1989-90 da sei uomini di paesi diversi, rivive negli splendidi filmati originali e nei ricordi di uno di loro: Will Steger, leggendario esploratore polare, testimone diretto dei più grandi cambiamenti nelle regioni polari del pianeta. Attraverso avvincenti filmati d’archivio che rendono il passato più attuale che mai, il film diventa un thriller naturalistico che ci tiene con il fiato sospeso. Oggi, le riflessioni del settantenne Steger si cristallizzano in una profonda autobiografia filmata, una meditazione sulla mortalità e un requiem per il ghiaccio.

Explorer di Matthew Dyas (Regno Unito). Sir Ranulph Fiennes è considerato il più grande esploratore vivente del mondo. Tra le sue straordinarie imprese, è stato il primo a circumnavigare il mondo da un polo all’altro, ha attraversato l’Antartico a piedi, ha battuto innumerevoli record mondiali e ha scoperto una città perduta in Arabia. Ha viaggiato nei luoghi più pericolosi della Terra, ha perso metà delle dita per congelamento, ha raccolto milioni di sterline per beneficenza ed è stato quasi scritturato come James Bond. Ma chi è l’uomo che preferisce essere conosciuto solo come “Ran”? Grazie alla testimonianza esclusiva di Ran, al suo incredibile archivio di filmati che coprono decenni di spedizioni e ai contributi di amici e colleghi di una vita, il film racconta la storia di un leader ispiratore, andando oltre la semplice retrospettiva e rivelando alla fine l’uomo dietro il mito.

Fuorigioco – una storia di vita e di sport di Pier Paolo Paganelli (Italia). Fuorigioco racconta la vita di Giuseppe Signori, ma soprattutto gli anni vissuti all’ombra dell’infamia e del sospetto. Un percorso sportivo distrutto per un’accusa che si è rivelata priva di prove. La forza di un uomo che, dopo esser stato radiato dal calcio perdendo contratti televisivi e la possibilità di allenare, rifiuta la prescrizione delle accuse e allunga i tempi processuali per cominciare la sua battaglia: essere proclamato innocente. Finalmente nella primavera del 2021 arrivano le assoluzioni e, a seguire, la sua riabilitazione sportiva. Sarà presente Beppe Signori.

Gino Soldà – una vita straordinaria di Giorgia Lorenzato e Manuel Zarpellon (Italia), in anteprima mondiale al festival. Classe 1907, Gino Soldà si distinse come grande arrampicatore aprendo numerose vie su roccia e conquistando pareti e vette che gli valsero la Medaglia d’oro al valore atletico nel 1936. Nel 1954, a 47 anni, prese parte alla spedizione italiana per la conquista del K2 che rappresentò per l’Italia del dopoguerra una grande vittoria sul piano del prestigio internazionale. Non fu soltanto un grande scalatore ma anche un uomo esemplare. Dopo l’8 settembre del 1943 entra in clandestinità come partigiano salvando molte vite umane dalle persecuzioni razziali attraverso la sua conoscenza delle vie e dei sentieri alpini. Grazie ai racconti di chi lo ha conosciuto e di chi ne ha seguito l’esempio di determinazione e passione, tra cui l’alpinista di fama internazionale Simone Moro, il film ripercorre alcune tra le vie che hanno segnato la carriera sportiva di Gino Soldà. Paesaggi italiani cambiati nel tempo che ancora oggi rimangono teatro di imprese che mettono alla prova la capacità fisica e psichica di molti sportivi e che portano lo spettatore ad una riflessione sui cambiamenti climatici ed il rispetto e l’amore per la natura. Sarà presente Simone Moro.

If you are a Man di Simon Panay (Burkina Faso, Francia). Miniera d’oro di Perkoa, Burkina Faso. Il tredicenne Opio lavora nei terreni guadagnando solo un sacco di pietre al mese. Suo padre vuole che vada a scuola, ma non può permettersi la retta. Opio deve trovare i soldi da solo e l’unico modo per farlo è chiedere al suo capo una promozione: il diritto di scendere nelle gallerie sotterranee che tanto lo spaventano.

Into the Ice di Lars Ostenfeld (Danimarca, Germania). Un viaggio alla scoperta del ghiaccio e del segreto che nasconde sul nostro futuro. Il regista accompagna tre dei principali glaciologi al mondo in spedizioni scientifiche pionieristiche verso e all’interno della calotta glaciale della Groenlandia. Dorthe Dahl-Jensen, Jason Box e Alun Hubbard sono impegnati a raccogliere nuovi dati fondamentali per aiutarci a rispondere ad alcune domande chiave del nostro tempo: quanto rapidamente si sta sciogliendo il ghiaccio? Quanto velocemente si sta alzando il livello del mare? Quanto tempo ci rimane per cambiare il corso di questi eventi? Gli scienziati sono di fronte un dilemma: mentre raccolgono nuove prove di una verità scomoda, le persone al potere non sono disposte ad agire per evitare che la Terra muoia. Il film offre immagini mozzafiato di un luogo che presto non sarà più come lo conosciamo ora.

Jonas Deichmann – the limit is just me di Markus Weinberg e Steffi Rostoski (Germania). Forrest Gump esiste nella vita reale, non è più soltanto il simpatico personaggio interpretato nel 1994 da Tom Hanks nella pellicola diretta da Robert Zemeckis. Jonas Deichmann non è una figura inventata dalla mente di uno sceneggiatore ma è un uomo in carne ossa, un triatleta tedesco protagonista di un’impresa clamorosa: il giro del mondo compiuto soltanto correndo, nuotando e pedalando in bici. Ha realizzato l’impossibile: mentre il mondo rimane in isolamento, lui lo circumnaviga, in 14 mesi pieni di esperienze limite e di momenti di massima felicità. Deichmann attraversa a nuoto il mare Adriatico, pedala per 20.000 chilometri fino a Vladivostok e corre attraverso il Messico in 120 maratone. Accompagnato da persone, giovani e vecchie, che si uniscono a lui per diventare una piccola parte della sua avventura. Il risultato finale è un’incredibile storia di coraggio e motivazione, di spostamento di montagne, del magico potere delle barrette di cioccolato e dell’infinità del nostro mondo.

Nelly & Nadine di Magnus Gertten (Svezia, Belgio, Norvegia). Nelly e Nadine si incontrano nel campo di concentramento di Ravensbrück. Trascorrono il resto della loro vita insieme. Decenni dopo, la nipote di Nelly va alla ricerca di indizi. Un film toccante su una storia d’amore e sul bisogno di memoria individuale e collettiva.

Sirens di Rita Baghdadi (Libano, Stati Uniti). Slave to Sirens è una band di thrash metal composta da Lilas, Shery, Maya, Alma e Tatyana. La chitarrista, Lilas Mayassi, è una 23enne che vive con la madre e il fratello minore alla periferia di Beirut. Di giorno insegna musica ai bambini e di notte si esibisce con la sua band. Segretamente, si innamora di una donna che vive oltre il confine, in Siria. Crescendo all’ombra della guerra civile vissuta dai loro genitori, Lilas e le altre hanno grandi sogni e poche opportunità. Neanche la partecipazione a uno dei maggiori festival musicali mondiali, a Glastonbury, in Gran Bretagna riesce a cambiare le loro vite. Lilas rientra a Beirut distrutta e sfoga la sua frustrazione sulla band, specialmente su Shery, l’enigmatica co-fondatrice, con cui condivide un passato misterioso. Sullo sfondo, il futuro del Libano è sempre più incerto, in una regione complessa tanto quanto ciascuna delle Sirens.

Three minutes: a Lengthening di Bianca Stigter (Paesi Bassi, Regno Unito). Il documentario si apre con un filmato amatoriale di tre minuti in 16 mm. Le immagini si stanno sgretolando e i colori sono pallidi, ma possiamo vedere alcune persone di tutte le età che si radunano, scorci di un paesaggio di una piccola città che potrebbe essere ovunque in Europa, con alcuni volti sorridenti, alcuni che lasciano una sinagoga, altri che pensano agli affari propri, e questo è tutto. Quando irrompe la voce fuori campo scopriamo che nel 2009 un uomo di nome Glenn Kurtz trovò quella bobina di tre minuti nell’armadio dei suoi genitori in Florida. Il filmato sarebbe stato girato da suo nonno David nel 1938, quando era in vacanza in Europa. La città raffigurata nei filmati amatoriali è Nasielsk, una comunità polacca abitata prevalentemente da ebrei e luogo di nascita di David. È un raro documento che mostra l’aspetto della città prima dell’occupazione nazista, dove meno di 100 persone sopravvissero all’Olocausto. Un nuovo modo di raccontare il cinema e il peso della memoria dando vita a un’opera di forte impatto emotivo.

Saranno 8 i lungometraggi in concorso:

All our Fears di Lukasz Gutt e Lukasz Ronduda (Polonia). Daniel, artista, attivista e fervente cattolico, vive nella campagna polacca dove è cresciuto sotto una ferrea educazione religiosa. La sua relazione con Olek prosegue in gran segreto e quando una loro amica, omosessuale e credente, improvvisamente si suicida, sente il dovere di battersi contro i pregiudizi dei compaesani. Diviso tra due mondi in conflitto, tenta con grande difficoltà e in solitudine di costruire un ponte tra le due comunità. Una battaglia, combattuta anche attraverso l’arte, che rende evidente come la realtà sia molto più paradossale e complessa di quanto si possa percepirla secondo rigidi posizionamenti culturali che stigmatizzano ogni deviazione dalla norma e disciplinano chi si allontana dalla dottrina. Il film è basato sulla storia vera di Daniel Rycharski.

Chasing the line di Andreas Schmied (Austria). Appena ventiduenne, Franz Klammer si ritrova al centro dell’attenzione quando si presenta per la gara di discesa libera maschile ai Giochi olimpici invernali del 1976 dopo aver vinto tutte le gare della stagione precedente. La pressione di mass media, fan e sponsor sono al massimo: Franz sa che dovrà dare il massimo e che solo l’amore della sua vita potrà dargli la giusta spinta. Franz Klammer è ancora oggi riconosciuto a livello internazionale come il miglior sciatore di discesa di tutti i tempi.

Hive di Blerta Basholli (Kosovo, Svizzera, Albania, Macedonia). Dopo la scomparsa del marito durante la guerra del Kosovo, Fahrije cercherà di portare avanti la famiglia costruendo una piccola impresa. Nella sua battaglia contro la società patriarcale in cui si trova a vivere, dovrà decidere se fermarsi e aspettare il ritorno del marito o continuare con la strada che ha intrapreso. Basato su eventi reali, Hive racconta la storia di una donna che affronta pregiudizi e incertezze mentre ispira le altre donne della sua comunità a prendere il controllo del proprio destino con perseveranza e ingegnosità.

Nika di Vasilisa Kuzmina (Russia). La storia di Nika Turbina, poetessa sovietica che ha raggiunto fama internazionale quando era appena una bambina e poi è stata dimenticata nel corso degli anni ’90. All’età di 27 anni Nika vorrebbe entrare alla scuola d’arte drammatica, ma ha solo una possibilità perché poi non rientrerà più nella fascia di età ammessa alla scuola. Il momento è decisivo, perché solo grazie a questo percorso sente di poter dar forma finalmente alla sua arte, anche da adulta, e allo stesso tempo liberarsi dal giogo della madre oppressiva, con cui ancora è costretta a convivere.

Olga di Elie Grappe (Ucraina, Svizzera, Francia). 2013. Olga, una giovane ginnasta di quindici anni, è divisa tra la Svizzera, dove si sta allenando per il Campionato Europeo in preparazione delle Olimpiadi, e l’Ucraina, dove sua madre lavora come giornalista, occupandosi dei fatti di Euromaidan, le proteste scoppiate nell’ex regione dell’Unione Sovietica tra la fine del 2013 e l’inizio del 2014.

Sonata di Bartosz Blaschke (Polonia). Questa storia incredibile è successa davvero. Grzegorz Płonka, dopo anni vissuti in completo silenzio, grazie alla tenacia dei suoi genitori, al sostegno di un gruppo di brave persone e alla chirurgia implantare presso l’Istituto del Professor Henryk Skarżyński, ha riacquistato l’udito e ha potuto realizzare il suo sogno più grande: suonare la ‘Serenata al chiaro di luna’ di Beethoven, andando oltre le barriere, gli ostacoli, il pregiudizio.

Tove di Zaida Bergroth (Finlandia, Svezia). Helsinki, 1945. La fine della guerra porta un nuovo senso di libertà artistica e sociale per la giovane pittrice Tove Jansson. Arte moderna, feste e una relazione aperta con un politico sposato: la sua vita anticonformista la mette in contrasto con i rigidi ideali del padre scultore. Il desiderio di libertà di Tove viene messo alla prova quando incontra la regista teatrale Vivica Bandler. Il suo amore per lei è elettrico e divorante. Nel frattempo Tove trova il successo mondiale grazie al suo inaspettato progetto collaterale: la creazione dell’amato mondo dei Moomin. Come conciliare amori, passioni, sogni, doveri e piaceri?

Tyson’s run di Kim Bass (Stati Uniti). Quando il quindicenne Tyson inizia a frequentare il liceo, la sua vita cambia per sempre. Tyson fa amicizia con il campione di maratona Aklilu. Senza mai farsi frenare dall’autismo, Tyson è determinato a correre la sua prima maratona nella speranza di ottenere l’approvazione del padre. Con l’aiuto di un amico improbabile e dei suoi genitori, Tyson impara che con la fiducia in sé stessi e il coraggio di fare il primo passo, tutto è possibile. Tyson’s Run è un film ispirato a una storia vera.

20 i titoli dei cortometraggi in concorso:

Acqua che scorre non porta veleno di Letizia Zatti (Italia); Amal di Matteo Russo e Antonio Buscema (Italia); Argento Vivo, di Giantommaso Puglisi (Italia); Bad suns di Kevin Ryan (Stati Uniti); Break any spell di Anton Josef (Canada); Incontro con Federico Fellini di Giuseppe Alessio Nuzzo (Italia); Jihad summer camp di Luca Bedini (Italia); Oey di  William Ash e Andrew Knott (Regno Unito); Lo Spioncino  di  Tiziana Martini (Italia); Lupo + Agnello di Giuseppe Schettino (Italia); Marko di  Marko Santic (Croazia); Ofelia di Pierfrancesco Bigazzi (Italia); Pocos, Buenos Y Seguros di  Ales Payá & Gorka.

Lasaosa (Spagna); Sissy di Eitan Pitigliani (Italia); The boy and the mountain di Santiago Aguilera & Gabriel Monreal (Cile); The Nightwalk di Adriano Valerio (Francia); The story of a trout di Gareth Leah (Stati Uniti); Turning man – 81 rpm di Robin Trouillet (Germania); Valtierra di Juan Pablo Elorriaga (Messico); Zenerù di Daniele Grasselli (Italia).

Il Biopic Fest è prodotto e programmato da Mescalito Film con il sostegno della Regione Lazio, con la collaborazione di Arte Settima, Associak Distribuzione, Giordani Studio, Doc/It – Associazione Documentaristi Italiani, Casa del Cinema e Cinema dei Piccoli. Media partner UAM.TV, MYmovies e CineClandestino.

L’ingresso è gratuito fino a esaurimento posti.

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