Intervista con Annalisa Minetti, che ha pubblicato il singolo “Déjà Vu”: “Questa metamorfosi è partita dalla volontà di uscire fuori dal guscio con delle ali che potessero sollevarmi”

“Ho fatto molte esperienze che davano l’impressione a tutti che volassi ma in realtà c’era sempre qualcosa che mi lasciava a terra, o comunque il volo era faticoso. Ora invece è libero”. Una donna, un’artista, un’atleta coraggiosa, determinata, solare, di grande talento: Annalisa Minetti ha pubblicato per Smilax Publishing “Déjà Vu”, il nuovo singolo con testo e musiche di Laura Polverini e Marcello Balena, con il quale si presenta al suo pubblico con una nuova maturità artistica ed un nuovo sorriso.

Un brano elettro pop dalle sonorità fresche ed accattivanti, con un inciso ipnotico che mette in luce una differente espressività vocale e interpretativa della cantante, sancendo una vera metamorfosi artistica e personale, che apre un inedito e intrigante percorso musicale tutto da scoprire.

Nel video che accompagna il singolo la protagonista intraprende un viaggio mentale con quella sensazione di rivivere un momento già vissuto. L’attrazione per un uomo e la percezione di averlo già incontrato. Una voglia di cambiamento e di buttarsi senza paura in quell’avventura vivendola fino in fondo.

In questa intervista Annalisa Minetti ci ha parlato del singolo “Dejà Vu” ma anche dell’obiettivo di tornare al Festival di Sanremo, del desiderio di duettare con il rapper Free, di “Io Talent” che la vedrà nelle vesti di conduttrice, del triathlon e dei Giochi Paralimpici di Parigi 2024.

Annalisa, è uscito il suo nuovo singolo “Déjà Vu”, un brano dal sound elettro pop, accompagnato da un video girato in spiaggia. Cosa può raccontarci a riguardo?

“La regia del video è anche un po’ mia nel senso che avevo l’idea di inserire queste immagini veloci legate a quelle storie che si vivono e consumano in un’estate e che poi tornano nei ricordi quando sei a casa o al lavoro mentre parli con le amiche. Non è la mia storia perchè sono felicemente sposata e per me l’oggetto del desiderio non è un uomo ma la musica che torna nella mia vita. Il déjà vu è quell’Annalisa che ho già visto ballare, innamorarsi, vivere delle situazioni con grande empatia ed energia ma forse non con autenticità, in quanto non ero così consapevole, forte, realmente determinata. Adesso ho risolto tante cose con me stessa e ho la libertà di viverle perchè lo voglio davvero. Il mio sorriso è spontaneo e rivela quella che sono. Mi sento più vera. Quindi questo déjà vu ritorna ma restituendo alla musica quello che mi ha dato per tanto tempo, infatti è stata un sostegno e anche un po’ la mia psicologa”.

Un cambiamento completo, infatti ha anche una nuova squadra di lavoro…

“Tutta la squadra è completamente nuova e crede che io possa portare un genere audace per quello che avete sempre sentito nelle mie corde, anche nei colori del video, nel modo di pormi, nell’affrontare la musica. Mi sento come se mi avessero tolto tanti anni di dosso”.

03 Annalisa Minetti_singolo Dejà vu

Da cosa nasce questa metamorfosi personale e artistica?

“Questa metamorfosi è partita dalla volontà di vivere e di uscire fuori dal guscio con delle ali che potessero sollevarmi. Ho fatto molte esperienze che davano l’impressione a tutti che volassi ma in realtà c’era sempre qualcosa che mi lasciava a terra, o comunque il volo era faticoso. Ora invece è libero. Questo deriva dalla consapevolezza di aver superato e risolto delle cose che prima stavo solo affrontando”.

Tra i suoi prossimi progetti c’è anche un nuovo disco?

“Insieme a Marcello Balena e Laura Polverini stiamo lavorando a una serie di altri brani, perchè vorrei tornare in maniera incisiva nelle radio e nel panorama musicale italiano per avere la possibilità, il prossimo anno magari, di partecipare anche al Festival di Sanremo”.

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Foto © Carlo Panza

Cosa ci può anticipare invece riguardo a “Io Talent” che la vedrà nelle vesti di conduttrice?

“Non vedo l’ora, sarà un’esperienza pazzesca anche perchè daremo la possibilità ai ragazzi di credere nuovamente nei sogni, facendo loro capire che il talento vero non basta. Quindi offriremo anche un percorso formativo. Insieme a Manuela Arcuri ho preteso che si cambiasse il linguaggio televisivo. Non deve essere il talent di oggi ma quello di una volta dove era importante il talento che si stava valutando e, sottolineo, non giudicando. Non vogliamo la giuria che litiga o persone che alzano i toni. Sarò severissima con chi non rimane eticamente nel linguaggio televisivo che insieme agli autori abbiamo scelto di utilizzare”.

Ha cantato il brano “Io con me” che fa da colonna sonora al film “Tre sorelle” di Enrico Vanzina e che è stato scritto dallo stesso regista con Umberto Smaila e Silvio Amato. Che esperienza è stata? 

“Adoro il cinema e adoro Vanzina. Quando mi ha chiamato per dirmi che c’era una canzone che avrei potuto cantare per il suo film sono impazzita dalla gioia perchè era il mio sogno. Nel cast di “Tre Sorelle” poi c’è Serena Autieri che è un’amica. Era un bel gruppo di lavoro e mi sono tanto divertita”.

Parlando di sport e in particolare di triathlon, tra i suoi prossimi obiettivi immagino ci siano i Giochi Paralimpici di Parigi 2024…

“Esattamente, sono reduce da un allenamento pazzesco e a volte mi chiedo se sono sicura di quello che sto facendo, ma allo stesso tempo sono convinta di poter fare bene”.

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Lei ha un passato nell’atletica leggera, nel mezzofondo, com’è avvenuto il passaggio al triathlon?

“Adoro le cose faticose, quindi ho triplicato la sfida perchè nasco con la corsa, non avevo mai fatto nuoto ed è un anno che ho iniziato, e adoro il ciclismo, quindi mettere insieme tutte e tre le discipline e dimostrare che se vuoi puoi davvero farcela è il messaggio sportivo più grande che voglio dare. La prima volta che sono entrata in acqua avevo una nuotata in stile Torvaianica, nel senso che rimanevo a galla ma senza nessuna pretesa e quando mi hanno vista mi han chiesto se fossi matta (sorride). Allora ho risposto di darmi del tempo e in un anno ho imparato quello che normalmente fanno i bambini in 3-4 anni. Da adulta è ancora più difficile”.

Con quali obiettivi si presenterà a Parigi 2024?

“Partecipare è molto bello ma vincere mi piace ancora di più, quindi voglio salire sul podio. Non pretendo l’oro perchè le mie avversarie sono molto giovani, però non sanno che sono una sprinter, arrivo dall’atletica e sono molto brava nella corsa. Un 5000 è l’evoluzione dei 1500 quindi punterò sulla mia capacità di arrivare all’ultimo chilometro e sprintare fino al traguardo”.

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Qual è per lei il punto di contatto tra musica e sport?

“La connessione è il ritmo, musica e sport devono supportarlo ed essere supportati. Poi ci sono delle parole che collegano entrambi, come ad esempio la pista, intesa come mixer e come luogo per correre. Adoro questo connubio. Io ho un’andatura quando corro, nuoto o vado in bici ed è tutto sostenuto dalla musica. Infatti canto sempre mentalmente, dandomi il tempo con una canzone che mi aiuta nel recupero e con un’altra che mi deve motivare”.

Dai Giochi Paralimpici di Londra 2012 in poi c’è stata una crescita di interesse da parte dei mass media e del pubblico nei confronti dello sport paralimpico. Cosa manca per superare i pregiudizi che purtroppo ancora esistono e fare un ulteriore step in avanti?

“Bisognerebbe partire dalle scuole. Sto lavorando con un nuovo sport inclusivo che mette tutti in campo e si chiama SkyMano®. E’ una pallamano adattata ed era il mio sogno tornare a praticarla dopo che avevo dovuto rinunciarci fin da piccola in quanto non vedevo. Può giocare chiunque, normodotati, disabili, anziani, giovani, bambini, pigri. E’ uno degli sport che dovrebbe girare nelle scuole perchè ha una funzione didattica e permette di acquisire o recuperare le diverse capacità coordinative e condizionali. E’ come se fosse un vero esperimento psico-sociale e dà la possibilità allo sport di parlare ai ragazzi e di insegnare quello che vuol dire educarsi a livello sociale. I genitori devono sapere che c’è un’opportunità per chiunque e che la vita è un diritto di tutti”.

Tornando alla musica, c’è un artista dell’attuale scena musicale con cui le piacerebbe duettare?

“Sto osservando i giovani artisti e mi ha colpito Free, è un rapper, mi piace tanto il suo modo di fare musica e vorrei duettare con lui”.

di Francesca Monti

Grazie a Mauro Caldera

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