Premio Hystrio alla Vocazione: i vincitori

La prima edizione di Hystrio Festival si è conclusa lunedì 19 settembre, nella affollatissima Sala Shakespeare del Teatro Elfo Puccini di Milano, con la consegna dei Premi Hystrio, giunti alla XXXI° edizione.

Rese note ieri le motivazioni che hanno portato alla scelta dei premiati da parte della giuria composta dai collaboratori, dai redattori e dalla direttrice della rivista Hystrio, Claudia Cannella.

Il Premio Hystrio all’Interpretazione è assegnato a Valentina Picello: “Esile e dallo sguardo ceruleo, Valentina Picello ha una potenza comica che provoca ferite nell’animo dello spettatore. Che sia l’impiegata esilarante e dolente di Edificio 3 di Claudio Tolcachir o l’Agnese atterrita, ma non sconfitta e remissiva, de Scuola delle mogli di Molière diretta da Arturo Cirillo, sa essere fragile e forte al tempo stesso. La sua forza arriva da un’apparente inconsapevolezza, da un’incoscienza adamantina che la rende anima bella e coraggiosa, in grado di saper frequentare con maestria anche i ritmi della comicità e dell’autoironia. Ed è questa sua estraneità fanciullesca che fa di Valentina, fin dai tempi de La scimia di Emma Dante, un corpo esile e sottile che si agita al vento della vita e della creazione registica, tanto duttile quanto resistente e orgoglioso della propria femminilità. Come nel ruolo di una casta Rossana nel Cyrano de Bergerac di Arturo Cirillo, ultima prova di un lungo sodalizio con il regista napoletano, che l’ha vista interprete anche di Chi ha paura di Virginia Woof di Edward Albee e di Orgoglio e pregiudizio da Jane Austen. Queste sono solo alcune delle prove d’attrice di Valentina Picello che, tra i tanti, ha lavorato con Luca Ronconi, Federico Tiezzi, Giorgio Barberio Corsetti, Serena Sinigaglia, Carlo Cerciello, Renzo Martinelli e Roberto Rustioni. A lei il nostro Premio Hystrio all’interpretazione, a dimostrarne la coerenza interpretativa e la capacità di cucirsi addosso i personaggi senza rinunciare a se stessa, ma anzi mettendo a nudo la fragilità ipersensibile di un femminile in cerca di un doloroso riscatto emotivo e sentimentale.

A Veronica Cruciani, il Premio Hystrio alla regia. “L’antro semivuoto de La palestra, perché rimbombi la crudeltà della storia che verrà narrata tra poco. L’intreccio di sguardi che precede lo scontro di Due donne che ballano. O gli stridori di Quasi Grazia, attraverso cui torna la voce della Deledda. Il trono piazzato in un bunker, durante il Preamleto. La schiena di Anna Della Rosa che, poggiata a una sedia, suggerisce che l’Accabadora è stremata. Il finale de La febbre, con Federica Fracassi che diventa una poltiglia di sangue, di colpe e rimorsi. Dettagli, porzioni d’immagini che raccontano una vocazione registica e il valore di una poetica. Che da vent’anni adopera lo studio del testo, la cura visiva e la misura data alla presenza attoriale per fare anche e soprattutto un discorso umano e civile. Partita dalla periferia di Roma, e contando soltanto sulla propria determinazione e la propria bravura, Veronica Cruciani non ha realizzato solo spettacoli, necessari e preziosi. Ha generato anche laboratori di collettività; ha praticato l’insegnamento del mestiere ai più giovani; ha diretto un teatro in un quartiere in cui alle persone manca il lavoro e la casa; ha fondato una compagnia. E ha preso posizione, sempre, rispetto a ciò che avveniva e avviene in questo Paese. Per la qualità con cui intende e pratica quotidianamente il teatro, dunque, e per la coerenza politica e intellettuale che la contraddistingue, e per l’indipendenza culturale e creativa che dimostra ogni volta, il Premio Hystrio alla regia va a Veronica Cruciani”.

Vince il Premio Hystrio alla Drammaturgia Letizia Russo. “È un po’ come quando ti innamori dell’album di debutto di una band. All’improvviso ti sembra che qualcuno della tua età stia dicendo esattamente le cose che hai in testa in quel momento. E le dice con un notevolissimo carico di stile. Ecco, con Letizia Russo è successo più o meno così. Un amour fou ai primi battiti con Tomba di cani, che le fece vincere nel 2001 il Premio Riccione-Tondelli. A vent’anni. Già con una scrittura corale e disperata. Bellissima, come evidenziò la regia di Cristina Pezzoli un paio di anni dopo. Un ottimo inizio, seguito da Binario morto su commissione del National Theatre di Londra, Babele e Primo amore, Edeyen portato in scena da Fausto Russo Alesi, l’adattamento della Trilogia della Villeggiatura per Antonio Latella a Colonia. E poi ancora la collaborazione con Andrea Baracco per Madame Bovary e Il Maestro e Margherita, il lavoro con Serena Sinigaglia sul Macbeth e l’Odissea, le attività di insegnamento e di curatela, il recente Un Purgatorio diretto da Fabrizio Arcuri. Due decenni di teatro in grado di dar vita ai propri demoni come ai grandi intrecci della letteratura, per poi riaprirsi ancora una volta a immaginari propri, complessi, sempre più in stretto dialogo con i classici. A Letizia Russo va dunque quest’anno il nostro Premio Hystrio alla drammaturgia. Per quella sua scrittura caleidoscopica, così legata allo spirito del tempo. Ma anche per la rara sensibilità di chi si mette al servizio del teatro, dei progetti, dei colleghi più giovani. In una visione plurale della scena. Eppure fermamente autoriale.”

Premio Hystrio-Altre Muse, destinato a progetti e professioni del teatro, viene assegnato a Terreni Creativi Festival, di Albenga. “Terreni Creativi Festival porta ogni agosto il teatro, la danza e la musica nel cuore economico di Albenga: le serre. È un progetto che, nelle forme di una rinata convivialità sociale, intreccia tessuto produttivo e culturale, con l’obiettivo e di spiazzare e di far ragionare il pubblico, proponendo un modo alternativo di vivere la scena contemporanea, con spettacoli spesso mai visti prima in Liguria, ma anche nel resto d’Italia.Maurizio Sguotti, Tommaso Bianco, Alex Nesti e tutta la compagnia hanno voluto e realizzato Terreni Creativi in queste tredici edizioni nonostante tutto. Nonostante intralci, contrattempi e chiusure, ben prima del covid-19. Nonostante la sofferenza finanziaria delle aziende agricole che lo ospitano. Nonostante il ripetuto appiattimento del sostegno e degli investimenti a livello nazionale e locale. Ciò è stato possibile grazie a una comunità – quest’anno definita tribù – di spettatori, artisti, maestranze, operatori, giornalisti, che non ha mai fatto mancare il proprio aiuto concreto. Una sensibilità che, al di là dell’affetto, dimostra di trovare nel Festival la forza, la dedizione e l’entusiasmo della costruzione della propria identità. Terreni Creativi Festival, a cui va un meritatissimo Premio Hystrio-Altre Muse, è una sfida in cui Kronoteatro crede e per cui – l’ha dimostrato – è pronto a giocarsi tutto. Tutto, eccetto se stesso. Ovvero chi con impegno, fatica e irriverenza, è diventato e vuole continuare a essere.”

Premio Hystrio-Iceberg, per una compagnia emergente, a Controcanto Collettivo, una formazione giovane che, partendo dalla provincia, dove spesso le realtà creative sembrano non poter trovare possibilità di emergere, ha in tempi rapidi saputo conquistare l’attenzione del mondo teatrale con lavori che seguono la strada di un vigoroso realismo. La drammaturgia, sempre collettiva (anche se ideazione e regia sono firmate da Clara Sancricca) è tradizionale nel linguaggio e nella forma. Ma ciò che impressione negli spettacoli di Controcanto Collettivo, è l’intensità forte, se non prepotente, con la quale si affrontano questioni brucianti, nodi drammatici, incalzanti interrogativi morali posti di fronte allo spettatore sul filo di una tensione spesso coinvolgente, che sembra chiedere una presa di posizione alla coscienza del singolo spettatore. Sempre domenica (sui giovani e il problema del lavoro), Settanta volte sette (sul tema del perdono, trattato attraverso l’evocazione di un tragico fatto di cronaca, immaginario ma plausibile) e ora Salto di specie (sull’atteggiamento contraddittorio della nostra società verso gli animali, alcuni umanizzati o adorati, altri crudelmente sterminati) sono tre lavori di indiscutibile impatto sul pubblico, e non solo su quello degli “addetti ai lavori”. E per essere tali non potevano che essere sostenuti dall’ottima qualità di interpreti dei giovani di Controcanto Collettivo e dalla sicura padronanza delle regole di una scrittura teatrale di grande efficacia.

A Roberto Zappalà è assegnato il Premio Hystrio-Corpo a Corpo, dedicato ai molteplici linguaggi del corpo. Dall’Etna ha preso l’impulso al movimento viscerale e dal mar Ionio quell’animo levantino che lo ha portato a esplorare e conquistare palcoscenici di molti continenti. In oltre trent’anni di attività, il coreografo catanese Roberto Zappalà si è sempre distinto per il rigore e la solidità della sua arte, oltre che per lo spirito nobile e generoso. Dal 1989 alla testa della sua Compagnia Zappalà Danza, ha saputo creare un ensemble stabile, riconosciuto e apprezzato anche all’estero, e dal 2002, con la fondazione a Catania di Scenario Pubblico, ha creato una delle prime “case della danza” d’Italia, proprio nel profondo Meridione. Non solo sede della compagnia ma anche luogo deputato a ospitalità, residenze creative e formazione, Scenario Pubblico è oggi riconosciuto dal Ministero della Cultura quale “Centro di Rilevante Interesse nell’ambito della Danza”.

Zappalà, primo coreografo in Italia a lavorare in stretta e continua simbiosi con un dramaturg, Nello Calabrò, ha plasmato nel corso degli anni spettacoli indimenticabili, forgiando danzatori come fini strumenti (vedi la serie Instruments) di un messaggio sempre universale e mai circoscritto ai localismi, come in A.semu tutti devoti tutti? e Sudvirus. Il piacere di sentirsi terroni. Un confronto carnale con i grandi compositori, grazie a La Nona, La Giara e Rifare Bach, ha animato la sua poetica, approdata infine al teatro di parola con l’ultima creazione Kristo. Quadri di dubbia saggezza.

Allo spettacolo Le Sedie di Eugène Ionesco, regia di Valerio Binasco, con Michele Di Mauro e Federica Fracassi, prodotto dal Teatro Stabile di Torino, va il Premio Hystrio Twister, assegnato dal pubblico mediante un sondaggio online in una rosa di 10 titoli di spettacoli selezionati dalla redazione e dai collaboratori di Hystrio. Questa la motivazione ricavata dalle testimonianze di alcuni spettatori che lo hanno votato: “Grottesco, comico, vacillante, immobile, strabiliante, malinconico, struggente, ammaliante, onirico, dadaistico, picassiano, amabile, beckettiano… uno spettacolo che mi rimarrà nel cuore e negli occhi! – Uno spettacolo che non si dimentica, sono proprio felice abbia avuto questi riconoscimenti! – Grandissimi!!!! Felice felice felice per voi di questo premio a un lavoro straordinario!” – Grandissimi. Era ora. Strameritate tutto quello che avete ricevuto – Visto ieri sera…. testo, regia, scenografia, attori: tutto fantastico… grazie! – Federica Fracassi e Michele Di Mauro magnifici! Una coppia perfetta di clown pieni di malinconia che si affannano per trovare un ordine, un senso, anche, alla propria vita, lasciando un segno nel mondo. Struggenti! – Una scena sfasciata piena di rottami accoglie lui e lei, Michele e Federica, comici, amabili, fantasmi, maschere, esseri umanissimi capaci di commuoverti e farti ridere. La scena finale lascia una immensa malinconia. Che bello, che bravi!”.

Completano il palmares i vincitori e i segnalati del Premio Hystrio Scritture di Scena per drammaturghi under 35, il Premio Hystrio alla Vocazione per attori under 30 e il Premio Mariangela Melato.

Premio Hystrio Scritture di Scena 2022

La giuria del Premio– formata da Antonio Latella (presidente), Federico Bellini, Laura Bevione, Fabrizio Caleffi, Claudia Cannella, Roberto Canziani, Sara Chiappori, Renato Gabrielli, Tindaro Granata, Stefania Maraucci, Roberto Rizzente, Letizia Russo, Francesco Tei e Diego Vincenti – dopo lunga e meditata analisi dei 124 copioni in concorso, ha deciso, all’interno di una rosa di otto testi, di assegnare il Premio Hystrio-Scritture di Scena 2022 a Paesaggio estivo con allocco che ascolta di Matteo Caniglia Matteo Caniglia, alternando con raffinata fluidità narrazione e dramma, dà corpo a un rapporto padre-figlio intenso e credibile grazie a una scrittura intima che sorprende per rigore e per come sa muoversi fra i semitoni e le sfumature. Di particolare originalità è l’ambientazione in un bosco, che diviene un territorio denso di ambiguità e di resa dei conti, in primo luogo con se stessi. Ai due attori viene affidato un “paesaggio verbale” di grande precisione e forza evocativa, che invita a mettersi in ascolto, ma anche una meditazione sul potere e la fragilità dello sguardo. Un’immersione sensoriale nella tenerezza, nelle lotte e nella perdita che caratterizzano la storia degli affetti più profondi.

La giuria ha poi deciso di segnalare Joanna Karol Paul di Giulia Massimini. Joanna, Karol e Paul sono i tre vertici di un triangolo amoroso per nulla convenzionale, in cui il desiderio si spinge pericolosamente ai limiti della distruzione e dell’autodistruzione. Il gioco crudele dell’attrazione e della ripulsa è sostenuto da un linguaggio adeguato alla giovane età dei protagonisti, mai soltanto mimetico, ricco anzi di accensioni poetiche e di una tensione adrenalinica che si sviluppa in una febbricitante ricerca formale e che stupisce per lucidità di intenti e ambizione.

Sono stati inoltre segnalati dai partner: segnalazione Romaeuropa per Situazione Drammatica a Il libro delle parole nuove di Simone Corso. La scrittura di Simone Corso ha quella giusta attenzione ai dettagli del racconto tipica dei narratori. Il testo, che sperimenta il passaggio da un mondo all’altro, da un tempo all’altro, da un personaggio all’altro per cercare un nuovo modo di raccontare la guerra, ci ha sorpreso per la capacità di non avere paura di descrivere, attraverso un modo fantasioso, la violenza dell’essere umano sui suoi simili. E se è vero che ai protagonisti basta guardare in un fondo di un caffè per passare a un’altra dimensione, tutto si svolge in un luogo preciso: nell’anima violenta di chi non sa avere compassione. Segnalazione PAV/Fabulamundi – Beyond Borders? a Paesaggio estivo con allocco che ascolta di Matteo Caniglia “Per una scrittura in cui la tematica del confine e degli umani, rischiosi, tentativi di attraversarlo alimentano la relazione tra i personaggi, permeano il dialogo e lo strutturano, traducendosi in partitura agita. Il confine si fa tattile, sensoriale, ineffabile e proprio per questo dirompente, esplorabile nelle sue più indicibili sfaccettature: è il senso del confine a emergere, senza bisogno di spiegazioni, immediatamente esperibile dal pubblico”. Segnalazione In Scena! Italian Theatre Festival New York a Amazon Crime di BR Franchi “Scrittura fresca, che trova nella costruzione dei dialoghi un ottimo ritmo e una tagliente ironia. Pur nella leggerezza, il testo affronta un tema scottante e molto dibattuto anche in America in modo diretto, intelligente e privo di retorica. Entrambi gli aspetti, forma e contenuto, costituiscono le basi per una efficace traduzione e presentazione all’estero.” Infine la segnalazione Teatro Aperto/Centro Teatrale Bresciano a Alcune semplicissime avvertenze per una fruizione godibile e sicura dello spettacolo a venire di Alessandro Paschitto: “Un testo molto divertente, alimentato da un’intelligenza puntuta e ironica, capace di attivare nello spettatore cortocircuiti e nonsense che mettono a nudo la sfumatura di assurdo che caratterizza le regole sociali, quelle dell’arte, del linguaggio, dei desideri e del senso della libertà stessa, avvalendosi di una struttura che elude il meccanismo e sa scartare sempre nella direzione della sorpresa. Un testo che sa (ri)consegnare alla parola il suo ruolo e la sua centralità.

Premio Hystrio alla Vocazione

Dopo accurata valutazione dei 236 iscritti al Premio Hystrio alla Vocazione 2022, 40 di loro sono stati ammessi alle selezioni finali di Milano. In questa sede la giuria – composta da Ferdinando Bruni, Fabrizio Caleffi, Claudia Cannella, Arturo Cirillo, Monica Conti, Veronica Cruciani, Andrea Paolucci, Roberto Rustioni, Gilberto Santini e Serena Sinigaglia – ha deciso all’unanimità di assegnare il Premio Hystrio alla Vocazione 2022 a Fabrizio Costella e Cristiana Tramparulo e il Premio Ugo Ronfani, destinato ai più giovani partecipanti al Premio alla Vocazione con un percorso formativo ancora da concludere a Matilda Farrington. Fabrizio Costella, classe 1996, diplomato alla scuola di recitazione Mariangela Melato del Teatro Nazionale di Genova, ha convinto la giuria per l’ampiezza di registri e la padronanza dei mezzi tecnici con cui ha affrontato sia un classico come Cechov sia un contemporaneo come Koltès, dimostrando sensibilità e versatilità, precisione e consapevolezza nell’uso della voce, del corpo e dello spazio. Cristiana Tramparulo, nata nel 1996 a Modena e lì diplomata alla scuola di teatro “Iolanda Gazzerro” di Ert Fondazione, cattura l’attenzione per la forte personalità e intelligenza interpretativa, coadiuvata da una sorprendente vocalità e da una fisicità dirompente, che sa calibrare su autori molto diversi fra loro, spaziando da Sofocle fino a Sartre e Ruccello. Dal 2015 il Premio Hystrio ha istituito il “Premio Ugo Ronfani”, riconoscimento attribuito quest’anno a Matilda Farrington, ventunenne dalla presenza scenica magnetica, ha colpito la giuria per sensibilità, eleganza e già maturi mezzi tecnici rispetto alla giovanissima età.

Accanto ai vincitori, la giuria ha ritenuto opportuno segnalare Sem Bonventre e Vincenzo Grassi: ironicamente malinconico il primo, alle prese con un testo di Bogosian; autorevole e di bella sensibilità il secondo, nello spaziare da Eschilo a Hilborn.

Premio Mariangela Melato

Ospitato dal 2015 all’interno della serata finale del Premio Hystrio. Il Premio Mariangela Melato per giovani attori, consegnato nel corso della premiazione da Anna Melato, è nato nel 2015 per ricordare Mariangela Melato e celebrare lo spazio insostituibile che ha occupato nella storia della cultura teatrale, ma anche per cercare nelle nuove generazioni, nei giovani che hanno il coraggio (perché coraggio ci vuole, oggi) di dedicare la propria vita a quest’arte anacronistica eppure allo stesso tempo ostinatamente attuale, qualche segno, qualcuna delle caratteristiche che hanno contribuito alla grandezza di un’attrice che è sempre nel nostro cuore. La curiosità, innanzitutto, la voglia di mettersi ogni volta in gioco, di ricominciare da capo, il piacere di spaziare fra i cosiddetti generi senza pregiudizi, di sparigliare le carte, il rispetto per i modelli del passato, unito alla capacità di ribaltarli per andare oltre, per trovare la propria voce, unica e inimitabile. E poi il rapporto attento e continuo con il mondo, con il presente, con la vita, fuori dal circolo autoreferenziale in cui a volte il teatro si chiude. Quest’anno la nostra scelta, indirizzata anche dai suggerimenti di chi ha vinto le precedenti edizioni, premia Alfonso De Vreese, tra i protagonisti del progetto “Lingua Madre-Capsule per il futuro”, ideato da Paola Tripoli e Carmelo Rifici, e del Sogno di una notte di mezza estate per la regia di Andrea Chiodi per il LAC di Lugano, e Alice Francesca Redini, attrice diplomata presso l’Accademia dei Filodrammatici di Milano, fra gli interpreti di La vita ferma e Si nota all’imbrunire di Lucia Calamaro, dopo numerose collaborazioni con Elio De Capitani, Ferdinando Bruni, César Brie, Giulio Bosetti, Giuseppe Emiliani e Stefano Benni.

Hystrio Festival è inserito nel palinsesto del Comune di Milano “Milano è viva” ed è realizzato con il contributo di MiC Ministero della Cultura, Regione Lombardia e Fondazione Cariplo.

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