La Danza di Jenna … da un altro punto di vista

Certe cose si possono dire con le parole, altre con i movimenti. Ma ci sono anche dei momenti, in cui si rimane senza parole, completamente perduti e disorientati non si sa’ più che fare. A questo punto comincia la Danza e per motivi del tutto diversi dalla vanità. […] Non si tratta di Arte e neanche di una semplice capacità. Si tratta della Vita, e dunque di trovare un linguaggio per la vita” (Pina Bausch).

jacopo jenna

Il coreografo performer e filmaker toscano, Jacopo Jenna, porta in scena al Teatro Ponchielli di Cremona, un linguaggio che rompe gli schemi e destruttura il concetto stesso di creazione per una coreografia, in questo caso composto in un assolo di 40 minuti, interpretato da Ramona Caia, dal titolo “ Alcune coreografie”, osservando il movimento da un altro punto di vista.

Una prospettiva che porta il pubblico seduto direttamente in scena, invadendo lo spazio del proscenio e la buca dell’orchestra allineata al quadro scenico in cui il piano prospettico protende verso l’azione, le video immagini e le luci che incorporano l’artista, ideato dal coreografo a cui collabora anche Roberto Fassone.

Jacopo-alcunecoreografie2©Jacopo Jenna-

Il rapporto ravvicinato tra pubblico e danzatrice, sovverte, come per altre location viste alla Biennale Danza Arsenale, o in contesti simili, il concetto di spettatore e “mover”, accogliendo i convenuti come parte integrante del quadro vivente, ove attraverso il collage delle immagini della storia della danza, dei gesti quotidiani ed agonistici sportivi, il corpo si rappresenta e si racconta sempre diverso in ogni epoca, ma uguale a se stesso, nella ripetizione ed emulazione del gesto, nella sua ritualità antropologica e liturgica, come nella normale gestualità del quotidiano, spogliata dalla solennità del tecnicismo tout court.

Con i costumi minimal di Eva di Franco e il disegno luci di Mattia Bagnoli, la danzatrice interprete Ramona Caia, cuce in scena una nuova coreografia sul trait d’union delle movenze delle Star internazionali proiettate, presentando stilemi e passi propri della danza e del balletto, a tratti semplificandoli.

ramona caia

Un dialogo tra immagini e tempo presente, ove la musica originale di Francesco Casciaro, enfatizza il focus finale sulle proiezioni di animali e natura, lasciando un senso di non finito, in cui la bestialità umana giace a terra, apparentemente inerte nel corpo fisico della ballerina sul pavimento, mentre la fisicità dei corpi degli animali assumono le posizioni posturali protagoniste di molte movenze dell’essere umano, nel quotidiano.

Voluto o meno, senza però creare ed entrare in rel-azione tra loro, la natura sovrasta ed impera nella vastità delle sue rappresentazioni, mentre lo spettatore rimane inerte, nella condivisione dell’esperienza vissuta, smorzato come la flebile luce della candela, senza poter ammiccare a nessun invito a partecipare all’evento rituale compiuto. Organizzazione Luisa Zuffo.

di Emanuela Cassola Soldati

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