MASSIMO VENTURIELLO: protagonista dal 4 al 27 novembre di due spettacoli a Roma, “La prima indagine di Montalbano” e “Agamennone” con i giovani artisti di Officina Pasolini

Il palcoscenico del Teatro Tor Bella Monaca accoglie dal 4 al 6 novembre LA PRIMA INDAGINE DI MONTALBANO, spettacolo di Andrea Camilleri, interpretato da Massimo Venturiello con l’accompagnamento alle tastiere di Alessandro Greggia.

“L’idea di portare per la prima volta in teatro il commissario più famoso della narrativa contemporanea italiana – spiega Massimo Venturiello – è nata in seguito allo straordinario successo che hanno ottenuto gli audiolibri, recentemente pubblicati in Rete dalla Storytel, che io stesso ho avuto il privilegio di interpretare. La lingua inventata dal Maestro, carica di musicalità, arriva nella sua interezza a chiunque, la parola diventa immagine ammaliante, la trama inchioda e non consente distrazione alcuna. Ho pertanto sentito la naturale esigenza di proseguire il percorso iniziato allestendo un reading teatrale su “La prima indagine di Montalbano”. Qui prendono vita i personaggi dei successivi numerosi romanzi che hanno conquistato l’interesse di milioni di lettori. Nasce soprattutto il commissario Montalbano”.

Dall’11 al 27 novembre, con spettacoli dal venerdì alla domenica, Massimo Venturiello dirige ed interpreta al Teatro Arcobaleno un nuovo allestimento della tragedia AGAMENNONE, nella versione di Ghiannis Ritsos, considerato uno dei più grandi poeti greci del ventesimo secolo, in uno spettacolo di grande impatto emotivo.

Dopo i dieci anni della guerra di Troia, Agamennone torna a Micene dove trova sua moglie Clitennestra che intanto ha tessuto una relazione con Egisto e maturato un odio profondo nei suoi confronti per aver sacrificato sua figlia Ifigenia, tanto da predisporne l’assassinio.

Partendo da questi fatti mitologici narrati da Eschilo, Ritsos, torturato e perseguitato per le sue idee progressiste e rivoluzionarie, compie un lavoro di modernizzazione e umanizzazione mettendo in evidenza nuove prospettive nelle azioni dei protagonisti, portando alla luce elementi sconosciuti dei loro caratteri e disvelando la loro natura universale che non può prescindere da un discorso di protesta politica. Agamennone, nostro contemporaneo, la cui nota arroganza ha ora ceduto il passo a una dolente umanità, riflette sulle conseguenze della guerra, sull’ineluttabilità del destino, sul senso della Storia.

Lo spettacolo è realizzato in collaborazione con il Laboratorio di Alta Formazione “Officina Pasolini” della Regione Lazio, nato nel 2015, con l’obiettivo di consentire un primo concreto accesso “in arte” ai giovani allievi che lo frequentano. Non è un caso quindi che in questo spettacolo, come in altri precedenti, Massimo Venturiello sia affiancato proprio da alcuni giovani attori diplomati all’interno della scuola da lui diretta.

©Giovanni Canitano

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