Lunedì 14, martedì 15 e giovedì 17 novembre in prima serata su Rai 1 va in onda “Esterno Notte” di Marco Bellocchio. Le dichiarazioni del regista e del cast

Lunedì 14, martedì 15 e giovedì 17 novembre in prima serata su Rai 1 va in onda “Esterno Notte” di Marco Bellocchio, che racconta i tragici giorni del rapimento di Aldo Moro, visti attraverso i molteplici punti di vista dei personaggi che di quella tragedia furono protagonisti e vittime.

Il titolo rimanda al fatto che stavolta i protagonisti sono gli uomini e le donne che agirono fuori della prigione, coinvolti a vario titolo nel sequestro: la famiglia, i politici, i preti, il Papa, i professori, i maghi, le forze dell’ordine, i servizi segreti, i brigatisti in libertà e in galera, persino i mafiosi, gli infiltrati”.

Nel cast, Fabrizio Gifuni nel ruolo di Aldo Moro, Margherita Buy (Eleonora), Toni Servillo (Paolo VI), Fausto Russo Alesi (Francesco Cossiga), Gabriel Montesi (Valerio Morucci), Daniela Marra (Adriana Faranda), Paolo Pierobon (Cesare Curioni), Gigio Alberti (Benigno Zaccagnini) e Aurora Peres (Maria Fida Moro). 

Scritta da Marco Bellocchio, Stefano Bises, Ludovica Rampoldi, Davide Serino, “Esterno Notte” è una serie Rai prodotta da Lorenzo Mieli per The Apartment, società del gruppo Fremantle, con Simone Gattoni per Kavac Film, in collaborazione con Rai Fiction, in coproduzione con Arte France.

1978. L’anno tra i più tormentati e ingombranti per la storia del nostro Paese. Violenza di piazza, rapimenti, gambizzazioni, scontri a fuoco, attentati. L’anno del rapimento e dell’omicidio del presidente della Democrazia Cristiana, Aldo Moro, da parte delle Brigate Rosse, l’organizzazione terroristica italiana di estrema sinistra costituitasi nel 1970 per propagandare e sviluppare la lotta armata rivoluzionaria per il comunismo. L’anno in cui sta per insediarsi, per la prima volta in un paese occidentale, un governo sostenuto dal Partito Comunista (PCI), in una storica alleanza con la Democrazia Cristiana. Aldo Moro, il suo Presidente, è il principale fautore di questo accordo che segna un passo decisivo nel reciproco riconoscimento con il più grande partito comunista in Occidente guidato da Enrico Berlinguer. Proprio nel giorno dell’insediamento del Governo che con la sua abilità politica è riuscito a costruire, il 16 marzo 1978, sulla strada che lo porta in Parlamento, Aldo Moro e gli uomini della sua scorta cadono in un agguato in via Fani a Roma. Il presidente della Dc viene rapito e l’intera scorta sterminata. È un attacco diretto al cuore dello Stato. La sua prigionia durerà cinquantacinque giorni, scanditi dalle lettere di Moro e dai comunicati dei brigatisti. Cinquantacinque giorni di speranza, paura, trattative, fallimenti, buone e cattive azioni. Cinquantacinque giorni al termine dei quali il suo cadavere verrà abbandonato in un’automobile in via Caetani, esattamente a metà strada tra la sede della Democrazia Cristiana e quella del Partito Comunista Italiano. 

“E’ una grande felicità per noi presentare questa serie, acclamata a Cannes, premiata all’EFA e in Brasile, che rientra in quello che dovrebbe essere il servizio pubblico. Ringrazio Marco Bellocchio che ha fatto un grande lavoro e gli chiedo di impegnarsi per dirigere un nuovo lavoro tv”, ha esordito in conferenza stampa l’ad della Rai Carlo Fuortes, annunciando anche che Paolo Sorrentino ha appena finito di girare tutta la produzione teatrale di Mattia Torre, che andrà in onda a fine novembre sulle reti Rai. 

“Marco ha fatto un ottimo lavoro attraverso un grande cast e dei bravissimi sceneggiatori. Da quel 16 marzo fino al 9 maggio, giorno del ritrovamento del corpo rannicchiato di Moro, non solo non abbiamo dimenticato ma ricordiamo esattamente cosa facevamo quel giorno. Era un’Italia dura, di piazza, dove si parlava di guerra civile. Moro fu un grande personaggio e a Fabrizio Gifuni dobbiamo la straordinaria, commovente, bella e unica interpretazione. La bellezza che celebriamo è arrivata a un pubblico largo come quello di Rai 1, composto da fasce di ogni età. Per la prima volta vedremo in tre giorni della stessa settimana la serie su Rai 1 e in anticipo su RaiPlay. Contiamo di arrivare ai giovani, a coloro che quei 55 giorni che pesano sulla nostra vita non li hanno vissuti”, ha dichiarato la direttrice di Rai Fiction Maria Pia Ammirati.

credit foto Anna Camerlingo

Quindi la parola è passata al regista Marco Bellocchio: “Le cose che ci coinvolgono sono sempre delle belle avventure, naturalmente ci sono tanti imprevisti, il tempo che sembra sempre insufficiente, ma è stato fatto un ottimo lavoro e abbiamo capito dalle prime proiezioni che c’era un coinvolgimento, una buona vibrazione. Con i protagonisti siamo andati a Cannes ma anche nei cinema e abbiamo visto un interesse sincero, da parte dei giovani di stupore e coinvolgimento, da parte di coloro che avevano vissuto da adulti quella vicenda c’era invece una passione non ideologica. E’ una storia che si concentra sul personaggio e sulla sua disperazione. Credo che abbiamo azzeccato tutti gli attori, che sono creativi, che danno tanto ai personaggi. La macchina ha funzionato nel tempo e con i mezzi che avevamo”.

Gli sceneggiatori Stefano Bises, Ludovica Rampoldi, Davide Serino hanno spiegato: “La chiave di lettura non è cercare di raccontare una verità ma estrarre da questa vicenda tutti gli elementi shakespeariani e che forse nelle varie ricostruzioni fatte finora erano rimasti soffocati nella ricerca di un’ipotetica verità. E’ un viaggio psicanalitico dentro il dramma diverso di ciascun personaggio”.

credit foto Anna Camerlingo

A impersonare Aldo Moro è un eccellente Fabrizio Gifuni: “L’obiettivo non è soltanto raccontare una storia cruciale del Novecento italiano ma cercare di capire cos’abbia a che fare con noi oggi, non è soltanto memoria di un’Italia che non c’è più, di un paese lontano ma anche un cercare pazientemente di ricucire i fili di una memoria fatta a pezzi negli ultimi decenni con una certa spudoratezza e violenza. E’ come se vivessimo in un eterno presente, allora raccontare questa storia è importante per tanti aspetti. La figura di Aldo Moro, come tante altre, è un fantasma della nostra storia, sono tecnicamente corpi a cui non è stata data degna sepoltura e tornano a disturbarci per chiedere che la loro storia sia raccontata di nuovo. Qui parliamo della grande opera di un artista così importante e profondo come Marco Bellocchio che ha scelto di non avere un solo punto di vista ma tanti e dà la possibilità a chi lo guarda di entrare empaticamente nel racconto. E questo aiuta il pubblico ad abbandonarsi ad un’emozione pura, senza lo schermo dell’ideologia, senza bisogno di guardare la serie pensando cosa va, con cosa si è d’accordo. Si entra in una grande vicenda umana. In quegli anni c’era un clima di allarme nelle scuole, nelle piazze, c’erano manifestazioni e scontri in cui il livello si alzava molto. Della mattina del 16 marzo come tanti ragazzi ricordo questa notizia che sembrava incredibile, impensabile, invece poi si capì che era tutto tragicamente vero e che Moro era stato rapito. Sono stati anni drammatici, violenti ma fertilissimi dal punto di vista dei diritti”.

credit foto Anna Camerlingo

Margherita Buy interpreta Eleonora Moro: “Sono entrata in questa famiglia particolare come in una macchina del tempo. Il mio personaggio è la moglie di Aldo Moro ed era poco contenta di quella dimensione in cui era finita, bellissima per carità, ma in cui sentiva il marito lontano. E poi c’è stato questo strappo lacerante, questa rabbia e questo dolore contenuto che non ha portato a nulla per l’incapacità di cambiare le sorti di questa vicenda. Sono molto orgogliosa di aver interpretato questa donna che viene poco raccontata. Ho due primati, aver lavorato con Bellocchio e per la Rai”.

Toni Servillo è Papa Paolo VI: “Sono da sempre uno spettatore ammirato del cinema di Marco e ho sempre pensato e questo film ne è una conferma, che offra allo spettatore come accade spesso nella poesia, una testimonianza di un avvenimento storico, in questo caso, ma anche un’avventura conoscitiva, aggregando con le immagini situazioni che nella nostra mente erano molto distanti e ci suggeriscono letture originali. Paolo VI si trova in un momento storico in cui l’Italia era sotto shock e deve sopportare in maniera aspra il conflitto tra il senso di responsabilità e la misericordia”.

Fausto Russo Alesi dà il volto a Francesco Cossiga: “Mi emoziona il pensiero che l’Italia vedrà questo lavoro, è stato un onore poterci essere e lavorare ancora con Bellocchio e con un cast strepitoso. E’ stato un viaggio intenso, immersivo nella complessità dell’essere umano. Sono stato guidato in questo dal regista nel cercare di restituire questo personaggio così complesso, poderoso, imprendibile, misterioso, che si dibatte tra la ragione umana e quella di Stato. Aldo Moro era grande amico e maestro di Cossiga, quindi è stato un viaggio anche bellissimo da un punto di vista artistico e doloroso perchè è una tragedia che ci riguarda profondamente”.

Gabriel Montesi veste i panni dell’ex brigatista Valerio Morucci: “E’ stata un’opportunità bellissima in quanto persona interpretare questo personaggio ed essere riuscito a dare un pezzettino di identità di una personalità così emblematica ed enigmatica che faccio fatica a capire, come quella di Valerio”. 

Daniela Marra è invece l’ex brigatista Adriana Faranda: “Per me è stato nutriente lavorare con Marco Bellocchio e un’esperienza di grande crescita. “Buongiorno notte” che avevo visto a 19 anni mi aveva segnato emotivamente ed è stato bello fare parte di questo progetto così intenso. Il regista ha messo a fuoco un dramma forte e il conflitto interiore di Adriana che si acuisce molto di più con questa scelta estrema e l’abbandono della sua vita di madre”.

Aurora Peres infine interpreta Maria Fida, la figlia di Aldo Moro: “Per preparare il personaggio ho studiato i libri che lei aveva scritto, in quanto in Esterno Notte viene raccontata la sua vita prima di affrontare la tragedia”.

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