I premi del Gender Border Film Festival

Si è chiusa ieri, domenica 6 novembre, la terza edizione del Gender Border Film Festival con la proiezione in versione restaurata di La vera Gola profonda (1972) di Gerard Damiano, nella sala Testori del Teatro Franco Parenti, che ha ospitato quattro giorni ricchi di film, performance, talk e workshop, arte in mostra e dj set. Un film dirompente, scelto come evento speciale della serata di chiusura, introdotta dalle talentuose Enorma Jean e Ella Bottom Rouge, alla presenza di Christar e Gerard Jr Damiano. Dopo i titoli di coda e l’intervento del giornalista Fabrizio Zanoni, i figli del regista hanno intrattenuto ed emozionato il pubblico raccontando aneddoti, retroscena e curiosità sul film e la sua storia, l’odissea legale e burocratica affrontata per il recupero dei diritti e l’impegno nel lavoro di restauro e di restituzione della “vera” Gola profonda in occasione dei suoi 50 anni: una celebrazione appassionata del “classico” dell’erotismo che ha rivoluzionato il punto di vista del grande pubblico sul piacere femminile. L’augurio dei fratelli Damiano è di poter tornare al festival l’anno prossimo con The Story of Joanna (1975), un altro film memorabile della cinematografia di Damiano divenuto un cult, che sta finalmente per tornare “a casa”. Questa edizione di Gender Border Film Festival, diretto da Marco Kassir e Marco Malfi Chindemi con la direzione organizzativa di Claudia Di Lascia  e Francesca Acquati, da quest’anno patrocinato dal Comune di Milano, ha registrato un’affluenza di pubblico straordinaria, con una partecipazione calorosa e intensa di millenials al di sopra delle aspettative: un segnale che incoraggia a procedere nella direzione artistica intrapresa e una bella testimonianza di quanto desiderio vi sia, soprattutto tra lǝ giovanǝ, di luoghi d’arte che raccontino storie di identità, corpi, sessualità e piacere lontane dalle rappresentazioni più comuni, dove poter ritrovare se stessi in un confronto libero.

I fondatori e direttori artistici Kassir e Malfi Chillemi ringraziano e danno appuntamento all’autunno 2023 per la quarta edizione di Gender Border Film Festival e una nuova esperienza partecipata di cultura queer.

“È appena terminata una terza edizione incredibile ma la prima col patrocinio del Comune di Milano che ringraziamo. Ringraziamo inoltre il Teatro Franco Parenti per la disponibilità, la collaborazione e la condivisione dei valori del festival. Siamo orgogliosi di aver dedicato una giornata ad un tema invisibile, quello dei corpi, dei desideri e dei bisogni delle persone disabili di una vita affettiva e sessuale.

Ringraziamo di cuore Monica J. Romano, Consigliera comunale a Milano e Vicepresidente della Commissione Pari Opportunità e Diritti Civili, per aver partecipato e aver colto l’importanza del lavoro svolto dall’associazione Lovegiver, l’unica realtà italiana che si dedica alla formazione degli OEAS, operatori specializzati nell’assistenza emotiva, affettiva e sessuale delle persone con disabilità. Grazie per le sue parole di sostegno e grazie per l’impegno dato a portare avanti, anche in consiglio comunale, una mozione di sostegno a questa importante battaglia di inclusività e civiltà per i diritti, i bisogni e i desideri di tuttə”, dichiara Marco Kassir e Marco Malfi.

I vincitori

Colors of Tobi, Acts of Love, Sweetling e Female Ejaculation and other Mysteries of the Universe

La giuria, composta dall’autrice e regista Sara Ristori, dalla sceneggiatrice e regista Marina Spada e dallo psicologo e sessuologo Fabrizio Quattrini, ha decretato un film vincitore e una menzione speciale.

PREMIO della GIURIA al film ungherese di Alexa Bakony Colors of Tobi poiché testimonianza della difficile accettazione di sé in un paese culturalmente stereotipato e repressivo.

La regista è riuscita a dar vita a un film di indiscutibile valore narrativo pur rappresentando un concetto complesso come il non binarismo di genere nella sua forma più concreta, senza ricorrere a manipolazioni funzionali. Il linguaggio crudo e realista convalida la storia di Tobi condotta senza ulteriori espedienti estetici.

MENZIONE speciale al film Acts of Love di Isidore Bethel e Francis Leplay. Presentato in anteprima italiana.

La struttura filmica apparentemente circolare prende sempre più un senso amoroso che va al di là dei fatti narrativi e va verso gli acts of love del titolo. E’ un film che diviene davanti ai nostri occhi e si snoda attraverso un comunicato familiare che cuce il racconto e lo conduce verso il finale aumentando la consapevolezza dell’attore-autore nei confronti della narrazione stessa.

PREMIO FREEDA, media partner del festival, a Sweetling di Eva Van Barneveld. Presentato in anteprima italiana. La tematica trattata è affine ai valori che Freeda promuove da sempre e il racconto di un amore che vince le barriere del giudizio, del tempo e della malattia è portato avanti con delicatezza e attenzione. Le protagoniste sono due donne che potrebbero aver tranquillamente avuto uno spazio nel nostro palinsesto e la grammatica del documentario si articola con eleganza e rispetto, non cadendo mai nel voyerismo fine a se stesso. I corpi vengono descritti con rispetto e inclusione che permette al racconto di essere allo stesso tempo intimista e universale.

PREMIO DEL PUBBLICO a Female Ejaculation and other Mysteries of the Universe di Julia Ostertag, un viaggio investigativo autobiografico nel mondo dell’eiaculazione femminile.

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