Intervista con Antonia Truppo: “Ognuno di noi può fare una piccola differenza nel mondo”

“E’ una donna che ha un’origine umile, non è pretenziosa, non vuole essere un’eroina ma avere una vita serena con la sua famiglia e salvare il marito da conseguenze estreme”. Una carriera solida alle spalle, un’attrice versatile, intensa, dotata di profondità interpretativa e grande talento: Antonia Truppo interpreta Anna nel film “Tutto per mio figlio”, in onda lunedì 7 novembre su Rai 1, incentrato sulla storia di Raffaele Acampora, un uomo come tanti, marito e padre di quattro figli, che fa l’allevatore e che come i suoi colleghi è vittima del racket criminale, che impone loro il pizzo e vessazioni di ogni tipo. Fino a quando decide di ribellarsi, pagando con la vita il suo coraggio e il suo senso di giustizia.

In questa piacevole chiacchierata Antonia Truppo ci ha parlato anche del film “Piano Piano”, del quale ha scritto il soggetto insieme al regista Nicola Prosatore, oltre ad esserne interprete, della serie disponibile su Paramount+ “Corpo libero” e dell’esperienza come giurata a “France Odeon”.

TUTTO_PER_MIO_FIGLIO_Antonia_Truppo_e_Giuseppe_Zeno_1

Antonia Truppo con Giuseppe Zeno in “Tutto per mio figlio”

Antonia, nel film “Tutto per mio figlio” in onda il 7 novembre su Rai 1 dà il volto ad Anna, moglie di Raffaele (Giuseppe Zeno), un allevatore che decide di non abbassare la testa ma di ribellarsi alla camorra. Cosa l’ha più colpita di questa storia?

“Mi ha colpito molto la sceneggiatura. Il film era scritto bene, mi piaceva tutto di questo personaggio, in quanto ho visto che aveva tante scene madri che amo fare e che mi hanno intrigato. E’ una donna che ha un’origine umile, non è pretenziosa, non vuole essere un’eroina ma avere una vita serena con la sua famiglia. E’ madre di quattro figli e si trova ad essere la compagna di un piccolo eroe, ma quello che ho amato in lei è che è anche molto contrariata, in quanto la scelta fatta da Raffaele le ha rovinato la vita, e questo le conferisce una grande verità. E’ una moglie che vorrebbe salvare il marito da conseguenze estreme”.

Nel film c’è una scena molto forte in cui Anna chiede la grazia alla moglie del boss e che dimostra la potenza dell’amore che ha per lui…

“Essendo innamorata di Raffaele, ed avendo quattro figli con lui, Anna porta avanti la sua lotta quotidiana e quindi il suo intento è di preservarne la vita. C’è anche un altro momento molto intenso in cui implora il marito di fare un passo indietro. Sono scene vere, giuste, nell’ottica di una donna che sta andando precipitosamente incontro ad un destino crudele”.

9C3A1423_Zeno-Truppo-683x1024

Antonia Truppo con Giuseppe Zeno in “Tutto per mio figlio”

Nel momento in cui un’attrice interpreta un ruolo avviene una sorta di scambio, nel senso che dà e riceve qualcosa dal personaggio. Cosa ha dato ad Anna e cosa le ha lasciato?

“Pur essendo abituata a recitare certe scene drammatiche sono rimasta sorpresa dal vortice in cui ero entrata. Ho dato per scontato questo amore profondo, mi sono trovata coinvolta in quella sofferenza, ho esplorato una novità, quella di lasciarmi andare completamente senza più pensare alla prestazione della scena. E questo singulto che è venuto fuori ha stupito anche me. Evidentemente Anna aveva delle corde profonde che mi hanno toccato. Ho dato per vero il dolore di comprendere questa fine straziante e mi ha squarciato dentro. E’ stata un’esperienza molto bella, anche paradossalmente facile perché mi ha guidata il personaggio”.

Nella sua carriera ha preso parte nel ruolo di Angelina anche a “Per amore del mio popolo” ispirato alla storia di Don Diana. Quanto film come quello o come “Tutto per mio figlio” che raccontano il coraggio di persone comuni che si ribellano alla mafia possono essere utili a smuovere le coscienze del pubblico?

“Penso che in generale tutte le nostre scelte siano politiche, nel senso che volente o nolente lanciamo un messaggio. L’idea di proporre storie di persone semplici, motivate da un loro credo sociale, può far capire che ognuno di noi può fare una piccola differenza nel mondo, nella società. E’ triste che debbano esistere gli eroi, che vanno incontro ad un destino infame ma è pur vero che queste vicende di cronaca sono l’esempio per dire che non tutto deve essere per forza segnato da un andamento ineluttabile. E credo che la tv pubblica quando si fa carico di questo messaggio svolga un ruolo importante, soprattutto se il prodotto è bello, nel senso che riesce a farti entrare in questa storia senza volerti insegnare nulla in maniera pretenziosa. Ho visto al cinema, sul grande schermo “Tutto per mio figlio” e la gente in sala piangeva, quindi è un film che riesce a raccontare un fatto drammatico e a coinvolgere emotivamente lo spettatore. Questa è la nostra missione”.

Antonia-Truppo-Piano-Piano

Antonia Truppo nel film “Piano Piano”

Ha firmato il soggetto, insieme al regista Nicola Prosatore, di “Piano Piano” che racconta la storia di alcune persone, che vivono in una palazzina di periferia, e che sono costrette ad andare via perché a breve verrà costruita una sopraelevata. Com’è nata l’idea di questo film?

“Piano Piano nasce molti anni fa quando io e Nicola, che siamo anche compagni nella vita, ci siamo conosciuti. Siamo napoletani entrambi, abbiamo frequentato gli stessi amici e gli stessi luoghi e parlando gli avevo raccontato una storia personale relativa a questo palazzo che un bel giorno si è ritrovato sotto ad un ponte e Nicola mi ha chiesto di scrivere tutto quello che mi ricordavo perché sarebbe stato il tema del suo primo film. E’ passato del tempo, abbiamo portato avanti altri progetti ed è arrivato poi il momento giusto per realizzarlo”.

Nel film interpreta Susi, una madre che ripone tutte le aspettative di una vita che non è riuscita ad avere nella figlia, che invece non vede l’ora di crescere e di fare le sue esperienze. Come ha lavorato alla costruzione del personaggio?

“Questo film è stato un progetto tout court e quindi non ho avuto tanta lucidità rispetto al personaggio perché mi sono occupata di altri aspetti. E’ una madre che vorrebbe un futuro diverso per Anna, che è un’adolescente, ha un rapporto conflittuale con lei, e vuole rompere il muro, andare oltre e verificare personalmente con le esperienze cosa sia la vita. E’ un film che ha creato uno spartiacque dentro di me perché ho capito tante cose, ho vissuto il set in modo diverso. E’ un progetto che mi coinvolgeva completamente ed è stato bellissimo in tutti i sensi realizzarlo”.

“Piano Piano” è ambientato a Napoli nel 1987. Com’è stato tornare a girare nella sua città?

“Vado spesso a girare a Napoli però negli anni sono stata un po’ una “turista”, invece stavolta, essendo un progetto così famigliare, mi sono resa conto che dovevo trasferirmi lì per un periodo lungo insieme ai miei figli e sostenere Nicola nella preparazione del film. All’inizio mi spaventava questo cambiamento, poi ho ritrovato l’accoglienza, le persone straordinarie, l’allegria tipiche di Napoli e l’ho vissuta davvero con tutte le sue accezioni, belle e brutte. Ed è stato un momento di vita molto reale, tanto che una volta terminate le riprese abbiamo fatto fatica a tornare a vivere a Roma perché ci eravamo reinnamorati della nostra città”.

savi-truppo-cuomo-pirozzi-iurlaro-nigro-defalco-@indigofilmnetworkmovie

Antonia Truppo in “Corpo Libero” – credit foto Indigo Film Network Movie

E’ stato presentata ad Alice nella Città 2022 ed è disponibile su Paramount + la serie “Corpo libero”, un thriller ambientato nel mondo della ginnastica artistica femminile in cui ricopre il ruolo della coach Rachele, una donna forte ma che al contempo nasconde anche delle fragilità… 

“Nella mia carriera ho avuto la fortuna di interpretare personaggi diversi tra loro, molto forti anche nelle fragilità. Come è accaduto con “Tutto per mio figlio” quando ho letto la sceneggiatura di “Corpo libero” ho visto che questa serie era scritta molto bene e mi sono subito innamorata di Rachele, perché aveva tante scene sfaccettate, intense, fragili, al limite del troppo. E’ una coach, una maestra di vita però si intuisce che porta appresso delle fratture profonde. In questi giorni stranamente è uscita la notizia di una serie di problematiche legate al mondo dello sport, in particolare alla ginnastica ritmica, che in “Corpo libero” sono presenti. Ci sono domande per le quali non ho una risposta. Penso ad esempio: se hai tra le mani un campione come fai a farlo emergere? E’ un servizio buono o cattivo quello che rendi alla vita di una persona, considerato il fatto che stiamo parlando di uno sport che ha una finestra temporale molto esigua perché queste atlete spesso si ritirano dall’attività agonistica a 20 anni? E’ spiazzante, non sono entrata nel giudizio ma calandomi nei panni di Rachele ho intuito la sua necessità di far uscire dal guscio in qualche modo qualche campionessa in erba. E’ chiaro che poi nella vita reale questo possa essere devastante o illuminante”.

Il titolo della serie è “Corpo libero” ma in realtà questo corpo è imprigionato perchè alla leggerezza dell’atto sportivo della ginnastica artistica si contrappongono le regole severe, le privazioni, le costrizioni a cui sono sottoposte le ginnaste, la pressione fisica e mentale, la paura di non farcela, la ricerca della perfezione. In una scena una delle protagoniste parlando della ginnastica dice appunto: “La odio ma non posso farne a meno”…

“Colpisce molto questa contrapposizione, perché è uno sport che ha una leggerezza, una perfezione che pare quasi facile da ottenere, invece bisogna fare sacrifici enormi per arrivare a certi risultati. A quei livelli di competizione forse tutti gli sport sono un po’ così. Quello che fa riflettere maggiormente, che poi è il lato veritiero della storia, è il fatto che per una campionessa che riesce ad emergere e a centrare dei traguardi e per la quale forse è valsa la pensa questa sofferenza, ce ne sono altre che vivono sempre alla ricerca del raggiungimento di un obiettivo che poi in realtà ha una possibilità di perfezionamento esigua perché tutto ciò avviene in una fascia d’età compressa. Paradossalmente questo corpo che dovrebbe raggiungere la perfezione diventa un limite nel momento in cui queste atlete crescono e si sviluppano. Tutto quello che da un punto di vista umano è un’esperienza, quindi la scoperta di sé, della femminilità, la possibilità di esercitare un certo potere sulle cose attraverso la seduzione, per loro diventa invece un ostacolo ed è forte come tematica. Non so dire quanto possa essere crudele o triste vivere con questo problema. E’ anche vero che quando hai una passione è difficile sottrarsi a questa “malattia””.

In quali progetti la vedremo prossimamente?

“Sto facendo un po’ il punto su quanto ho fatto finora e mi sto godendo il momento perchè mi è stata data la possibilità di interpretare dei ruoli da protagonista, uno più bello dell’altro, e sono felice. Non ho paura di aspettare, amo molto queste fasi che nutrono quello che verrà. Ci sono dei progetti ma al momento è prematuro parlarne”.

DSC09530-1-2048x901

Antonia Truppo a France Odeon – credit foto France Odeon

Ha preso parte come giurata a France Odeon, il festival del cinema francese andato in scena a Firenze. Che esperienza è stata?

“Molto bella. Dover guardare tre film al giorno per poter poi esprimere il proprio giudizio è stato meraviglioso. Vedere una selezione di pellicole che provengono dalla Francia mi ha fatto capire che è una nazione con un’industria cinematografica solida, che nel tempo è riuscita a riprendersi e a migliorarsi, e mi ha fatto riflettere perché ho toccato con mano l’importanza di una politica che crei nel tempo un’industria forte. Vari film, a partire da quello vincitore, “Annie colère” della regista Blandine Lenoir, in maniera differente trattavano una tematica comune molto attuale, come ad esempio l’aborto e mi sono chiesta quando tempo fosse passato tra l’idea della storia e l’inizio delle riprese. Ed era brevissimo. In Italia invece servono anni per poter realizzare qualcosa. In Francia sono riusciti a difendere il loro cinema, invece da noi purtroppo non è stato così”.

di Francesca Monti

Grazie a Gianni Galli – Ufficio Stampa The Rumors

Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...