Su RaiPlay dal 15 novembre “Acqua Granda a Venezia”, la nuova puntata di Ossi di Seppia

La seconda marea più alta di sempre! Nella notte del 12 novembre 2019 Venezia viene sommersa da 187 cm di acqua e poi spazzata via da raffiche che superano i cento chilometri orari. Un evento che ricorda l’Acqua Granda del 66 e lascia negli abitanti un senso di angoscia ad ogni suono di sirena. Mentre si apre subito la corsa per salvare il salvabile, alla conta finale i danni risultano incalcolabili: case, negozi, alberghi sono sott’acqua. Nel decimo episodio di Ossi di Seppia, quello che ricordiamo, dall’15 novembre su RaiPlay e il 18 novembre su Rai3 si ricorda la storia di quei fatti indimenticabili, un intreccio fra passato e presente raccontato da Diana Zanda, libraia della storica libreria “Acqua Alta”, voce narrante del decimo episodio.  “Il vento si è messo a soffiare con una potenza incredibile e ha spinto la marea nella direzione della città. Non pensavo che quel rumore mi sarebbe rimasto nelle orecchie così a lungo…Nella stanza principale della libreria abbiamo una gondola che serve non solo per scenografia ma per contenere i libri quando la marea si alza. Vederla completamente allagata mi ha lasciato senza fiato. Avrei voluto avere venti braccia per sistemare le cose. Credo che Venezia ben rappresenti quelle che sono le conseguenze dei cambiamenti climatici su tutto il pianeta.”

I cambiamenti climatici rendono sempre più frequenti quelle alte maree che fino a pochi anni fa erano considerate eventi eccezionali. La gente ha imparato a convivere col disagio ma non con la sottile paura che tutto, un giorno, sia destinato a finire.

La nuova edizione di “Ossi di Seppia” prevede ventisei episodi per ventisei “esercizi di memoria” raccontati da testimoni d’eccezione che snocciolano, settimana dopo settimana, quei fatti che hanno colpito l’immaginario nel recente passato, provando a dare chiavi di lettura anche del presente.

Prodotta da 42°Parallelo, è la prima serie “nonfiction” pensata per riconnettere i Milllennials e la Generazione Z con il senso della memoria, attraverso un linguaggio vicino ai giovani. Una narrazione continua di eventi che hanno segnato le nostre vite, il nostro pensiero, le nostre abitudini e che rimarranno ancora una volta …quello che ricordiamo.

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