L’omaggio di Rai Cultura a Gianni Bisiach

“Io credo che il giornalismo così come è stato fatto negli anni ’60 e ’70, è stata una cosa molto importante e rimane anche negli archivi, rimane nei ricordi, rimane nella storia”. Parole di Gianni Bisiach nell’ultima intervista da lui rilasciata per lo Speciale di Enrico Salvatori “Io, testimone oculare” – realizzato nel 2017, in occasione dei suoi novant’anni – che Rai Cultura ripropone lunedì 21 novembre alle 22.10 su Rai Storia per un omaggio al grande giornalista appena scomparso. “I miei ricordi – diceva Bisiach – cominciano a quando avevo 2 anni, a 2 anni e mezzo. Avevo visto i primi due film sonori, ‘Il cantante di jazz’, americano, e ‘La canzone dell’amore’, e mi ricordo tutto, le scene, le canzoni, le parole. Poi, a 7 anni mi hanno comprato le macchine cinematografiche, una macchina da presa Pathè Baby e un proiettore Pathè Baby.” Così iniziava il racconto personale di vita e di lavoro di Gianni Bisiach e lo Speciale ripercorre la sua lunghissima carriera da quando nel 1946, diciannovenne, segue il padre in Africa e consegue due lauree in medicina, fino all’ultima puntata di “Un minuto di storia”, realizzata nel 2013 per il Tg1, dopo sessant’anni di reportage e approfondimenti sulla grande Storia e non solo, come l’inchiesta sulla mafia “Rapporto da Corleone”, o quella sulla pena di morte al termine della quale riuscì a salvare dalla pena capitale un condannato negli Usa, dimostrando la sua innocenza.
Da martedì 22 a lunedì 28 novembre, alle 15 sempre su Rai Storia, inoltre, Rai Cultura ripropone due puntate di “Testimoni oculari”. (“Pertini e Saragat a Regina Coeli” e “Susanna Agnelli, una ragazza degli anni 30”), la serie in 3 puntate su Umberto Nobile e due puntate dell’ultima serie realizzata per Rai Cultura, “Storie del XX Secolo”: “Gli anni 1895-1912, dall’invenzione del cinema alla guerra di Libia” e “L’ultimo imperatore d’Etiopia”.

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