Venerdì 2 dicembre su Rai2, in seconda serata, al centro del terzo episodio de “Una Squadra” dal titolo “Il cambio della guardia”, sono gli anni di formazione nel centro di Formia, sotto la guida di Belardinelli. Panatta nel ’70 batte Pietrangeli, e diventa il nr.1 in Italia. I due diventano una coppia affiatata. Zugarelli in America si guadagna l’ammirazione del pubblico e del campione Arthur Ashe. Nel ‘77 a Sydney la squadra è in finale ma le frizioni tra Pietrangeli e i quattro giocatori complicano la trasferta.
Mentre nel quarto episodio, “Non sentiamo più per te”, la squadra nel ‘78 decide di destituire Pietrangeli come capitano. L’ex campione si sente tradito. Con il nuovo capitano Bitti Bergamo e con un Panatta distratto da problemi personali, la squadra perde in Ungheria. Si sperimentano nuove coppie nel doppio: Barazzutti-Panatta e Zugarelli-Barazzutti. Bergamo morirà tragicamente prima della finale negli USA, dove la squadra affronta i favoritissimi McEnroe e Gerulaitis.
“Una squadra” è la docuserie in sei episodi di Domenico Procacci, che racconta il segmento più avvincente e importante del tennis italiano. La squadra è quella composta da Adriano Panatta, Paolo Bertolucci, Corrado Barazzutti e Tonino Zugarelli, i quattro atleti che, nella seconda metà degli anni Settanta, rappresentavano l’Italia nella Coppa Davis, il più importante e blasonato torneo di tennis per nazioni del mondo. E poi Nicola Pietrangeli, che aveva smesso nel ’74, e come capitano non giocatore avrebbe guidato gli azzurri alla loro prima – e fino a oggi unica – vittoria in Davis, nel 1976.
Era la squadra più forte del mondo: fra il ’76 e l’80 le finali giocate sarebbero state in tutto quattro. Il racconto sportivo e umano di questa storia è stato realizzato da Domenico Procacci, il numero uno di Fandango che, dopo una trentennale carriera di produttore ed editore, ha deciso per la prima volta di fare il regista. La narrazione orbita intorno alla finale di Davis del dicembre 1976, quando a Santiago del Cile l’Italia vinse la coppa incontrando i padroni di casa. Una vicenda sportiva molto tormentata sotto il profilo politico: non era scontato che si accettasse di andare a giocare in un Paese governato al tempo da una feroce dittatura, quella di Pinochet. Il mondo politico si astenne dal prendere posizione, lasciando la decisione alla Federazione Italiana Tennis, che non senza esitazioni e polemiche decise che la finale andava giocata.
“Una squadra” è un documentario avvincente, destinato non solo agli appassionati di tennis, considerando fra l’altro la spiccata umanità dei suoi protagonisti che sono stati coinvolti, direttamente, tutti: “Se uno soltanto di loro mi avesse detto di no non avrei fatto niente”, spiega Procacci, che è riuscito, grazie a un montaggio agile e puntuale, a comporre le interviste realizzate nel 2021 con il materiale dell’epoca. La stagione della Davis italiana, oltre a essere un piccolo monumento mitologico del tennis e del nostro sport, contiene risate e musi lunghi, scherzi e dispetti, litigi e riconciliazioni, dramma e commedia, che non si ferma alla finale cilena. Nel ’78 Pietrangeli sarebbe stato esonerato dal suo ruolo di capitano non giocatore per volere dei quattro tennisti i quali, Panatta su tutti, facevano parlare giornali e pubblico anche per quel che accadeva fuori dal campo, dandoci anche un affresco potente degli anni Settanta, tempi in cui uno sport popolare produceva campioni forse meno muscolari e potenti, ma molto meno omologati e prevedibili rispetto a oggi.
