“Vito è un uomo misterioso ed enigmatico. Mi diverto ad interpretarlo perché è un personaggio particolare, sembra uscito da un romanzo”. Elia Tedesco è entrato da pochi mesi nel cast de “Il Paradiso delle Signore 7”, serie amatissima dal pubblico, in onda dal lunedì al venerdì alle 16,05 su Rai 1, nei panni di Vito Lamantia, proveniente da Partanna, in Sicilia, che è stato assunto come nuovo contabile al Paradiso e che è arrivato a Milano con l’intento di avvicinarsi a Maria (Chiara Russo), una delle Veneri.
Attore poliedrico e talentuoso, cantante e musicista, laureato in Comunicazione Internazionale per il turismo culturale presso l’Università degli studi di Torino, Elia Tedesco a soli 17 anni ha vinto il primo premio al Torino Film Festival Sottodiciotto con il cortometraggio comico ”Un’altra opportunità”. Ha frequentato i Corsi Professionali post diploma nell’ambito del Liceo Germana Erba Coreutico e Teatrale, conseguendo il Diploma di attore e di danzatore jazz musical, e nel 2014 ha iniziato a lavorare nella Compagnia Torino Spettacoli.
In questi anni ha avuto modo di affrontare numerosi ruoli brillanti, privilegiando l’interpretazione della figura del servo astuto delle commedie di Plauto. Opere come Il soldato Fanfarone, Pseudolus, La commedia dei gemelli, La commedia delle tre dracme e Rudens costituiscono una vera e propria Maratona Plautina di cui Elia è protagonista.
Nel 2020 ha debuttato al cinema con Sul più bello, a cui sono seguiti Ancora più bello e Sempre più bello, ha preso parte alle serie Cuori e 5 minuti prima e a numerosi spot per marchi importanti.
In questa piacevole chiacchierata Elia Tedesco ci ha parlato del suo personaggio, Vito Lamantia, ma anche dei prossimi progetti e del desiderio di recitare in una commedia moderna.

COPYRIGTH © P.BRUNI
Elia, nella serie “Il Paradiso delle Signore” interpreti Vito Lamantia. Quale tratto ti piace maggiormente del tuo personaggio?
“Vito è un uomo misterioso ed enigmatico. Soprattutto all’inizio si fa fatica a capire perchè sia arrivato al Paradiso e tutt’oggi ci sono delle cose dette e non dette. Mi diverto nell’interpretarlo perchè è un personaggio particolare, sembra uscito da un romanzo come dicono gli spettatori, è un ragazzo molto all’antica e nei suoi modi racchiude dei valori che oggi si sono un po’ persi”.
Come sei entrato nei panni di Vito?
“Appena ho letto la descrizione quando dovevo fare il provino mi sono innamorato di lui e mi sono rivisto in qualche modo, mi ha smosso qualcosa dentro e sono andato a riscavare la parte nascosta di me, legata ai miei antenati. Io sono di origini calabresi, siciliane e campane e mi sono fatto aiutare da mia zia e da mia nonna che mi hanno dato una dritta sulla cadenza siciliana per renderla credibile”.
Ci sono dei tratti in comune con il tuo personaggio?
“Vito è un gentiluomo d’altri tempi, è molto educato, cortese, mi ritrovo in questa cordialità e disponibilità nei confronti delle persone con cui lavora, degli amici, è sempre ben disposto ad aiutare. Mi ha dato molti spunti di vita. Interpretando Vito tutti i giorni si mescola l’attore e il personaggio e avviene uno scambio reciproco”.

COPYRIGTH © P.BRUNI
Vito è mosso dall’amore verso Maria che racconta di aver visto anni prima a Partanna…
“Il pubblico sa che Vito è arrivato al Paradiso in quanto si era già innamorato molti anni prima di Maria, quando l’aveva vista a Partanna, mentre lui stava lavorando nei campi con le pecore di suo padre. Lei però non conosce né di lui né dei suoi sentimenti. Poi sono successe tante cose, ha iniziato a studiare essendo un uomo di cultura, ha girato il mondo, nel frattempo Maria si è fidanzata con Rocco, ma quando ha saputo che si sono lasciati Vito ha deciso di andare a conoscerla e provare a conquistarla”.
Il Paradiso delle Signore è ambientato nella metà degli anni Sessanta. Cosa ti affascina di più di quell’epoca?
“Quando sono all’interno del set con location così realistiche mi sembra di essere negli anni Sessanta, un’epoca che non ho vissuto in prima persona ma attraverso i racconti dei nonni o leggendo i libri di storia. Mi hanno colpito la mobilia delle case e i costumi, soprattutto quelli di Vito che sono eleganti, di classe, bellissimi e aiutano ad immergersi in quell’atmosfera. E poi mi piace la compostezza delle persone, data anche dal modo di vestirsi e di porsi”.
Come ti trovi con il resto del cast?
“Da subito mi sono trovato benissimo sia con il cast che con i quattro registi, mi hanno fatto sentire a mio agio. E’ una macchina incredibile in cui tutti sanno cosa fare, c’è un incastro pazzesco e una tranquillità che aiuta a lavorare bene”.

Nel 2020 hai debuttato al cinema con “Sul più bello”, a cui sono poi seguiti “Ancora più bello” e “Sempre più bello”. Che ricordo hai di quel set?
“Ancora più bello (scherza). E’ una trilogia che ha avuto grande successo. Ho debuttato al cinema proprio con “Sul più bello”. Era marzo 2020, c’era la pandemia, era un periodo particolare e interpretare questo personaggio che si chiama Vittorio mi ha portato fortuna. Ho lavorato prima con Giuseppe Maggio e poi con Giancarlo Commare che ha rivestito il ruolo di Rocco ne Il Paradiso delle Signore. Ho un ricordo bellissimo di quei tre film, girati a Torino, la mia città. Avevo fatto i provini anche per altri personaggi ma alla fine mi hanno scelto per Vittorio, il miglior amico del protagonista. Rivedersi sul grande schermo è stato emozionante”.
In quali progetti sarai prossimamente impegnato?
“A fine febbraio-inizio marzo riporteremo a Torino, al Teatro Erba, “Il Fidanzato di tutte”, un bel progetto che ha avuto un grande successo, una commedia musicale molto divertente della Compagnia Torino Spettacoli per cui lavoro. Del cast fanno parte anche i ragazzi più talentuosi dei Germana Erba’s Talents. E poi vediamo se continuerà, come spero, la mia avventura a Il Paradiso delle Signore. Inoltre sto allestendo Il Piccolo principe con gli studenti del Liceo Germana Erba in cui insegno. Io curo la regia e sarà in scena al Teatro Alfieri di Torino il 26 dicembre”.

Hai interpretato a teatro varie opere di Plauto, cosa ti lega a questo grande commediografo?
“Ho portato Plauto anche all’università, alla tesi di laurea, unendo il teatro con l’antropologia culturale e sono un suo grande estimatore. Negli anni ho interpretato tante commedie plautine, soprattutto nel ruolo del servo astuto, che riesce a capire tutti gli inganni della vicenda e ad aiutare il suo padroncino innamorato. Sono opere molto divertenti, forse una delle mie preferite è il Miles Gloriosus”.
C’è un personaggio o un’opera che ti piacerebbe interpretare a teatro?
“Mi piacerebbe fare una bella commedia moderna, magari sul filone americano di Neil Simon”.

Cosa ti auguri per il 2023?
“Mi auguro di avere la stessa forza con cui cerco di affrontare la vita e questo mestiere, spaziando tra progetti diversi, e di poter perseguire i miei obiettivi a lungo termine, sia a livello professionale che personale”.
di Francesca Monti
foto copertina COPYRIGTH © P.BRUNI
Grazie a Daniela Piu

3 commenti