Intervista con Noor, tra i finalisti di Sanremo Giovani 2022 con “Tua Amelie”: “Attraverso le canzoni vorrei arrivassero al pubblico le mie emozioni”

“E’ una lettera che ho scritto a me stessa per me stessa e in cui racconto una storia che è un po’ la mia e un po’ quella di altre ragazze”. Noor è tra i dodici finalisti di Sanremo Giovani 2022 con “Tua Amelie” (Etichetta discografica DISCHI DEI SOGNATORI), brano con cui ha vinto Area Sanremo e che canterà in diretta su Rai 1 dal Teatro del Casinò della Città dei fiori il 16 dicembre.

La canzone, scritta dalla stessa giovane cantautrice con la collaborazione di Marcio, Marco Rettani, Enrico Palmosi e Davide Di Gregorio, è un grido di aiuto e di liberazione allo stesso tempo.

Noor Amelie Mocchi ha 18 anni e sin da bambina ha fatto della musica la sua più grande forma di comunicazione, una necessità per potersi esprimere, il più grande antidoto per combattere la sua timidezza. Studia canto, pianoforte e da un paio d’anni si è dedicata alla scrittura delle sue canzoni. Noor vive ad Urbino, figlia di papà italiano e mamma kirghiza, è cresciuta immersa in due mondi e culture diverse che hanno sviluppato in lei un connubio importante in cui la “musica” rappresenta da sempre l’unica costante, nonostante i tanti cambiamenti. Nel 2021 è stata una delle protagoniste della serie Rai “Tu non sai chi sono io”, nello stesso anno ha pubblicato i singoli “Respiro” e “A quando”. Attualmente è in sala di registrazione per la scrittura del suo primo album.

NOOR - Cover Tua Amelie

Noor, sei tra i vincitori di Area Sanremo. Che esperienza è stata?

“E’ stato un percorso molto lungo, con tanti passaggi, ma anche molto bello. C’era un livello alto per quanto riguarda i talenti in gara ed essere passata mi rende ancora più fiera”.

A Sanremo Giovani porterai il brano “Tua Amelie” che è un grido di aiuto ma anche di liberazione. Com’è nato?

“E’ una lettera che ho scritto a me stessa per me stessa e in cui racconto una storia che è un po’ la mia e un po’ quella di altre ragazze. E’ un grido di aiuto e di liberazione perchè in questa canzone lascio andare una parte di me e nonostante affronti una tematica difficile ha un messaggio di speranza, positivo, di libertà. E’ un brano che porto nel cuore”.

Quali sono le tue sensazioni in vista della finale di Sanremo Giovani?

“Sono molto felice e curiosa di vedere come funziona questo mondo da vicino, ma sento anche un po’ di stress perché mi rendo conto della portata dell’evento. Le prove stanno andando bene e sono seguita da un ottimo team. Ce la metterò tutta per fare del mio meglio”.

Come ti sei avvicinata alla musica?

“Ho avuto la fortuna di crescere in una casa in cui c’era sempre tanta musica. Mio papà è di Bergamo e mia mamma del Kirghizistan e ho sempre ascoltato canzoni di entrambe le culture. Canto da quando ero piccola ma ho capito di poter mettere in musica le mie emozioni durante la pandemia, usando i brani come mezzo per spiegare agli altri come mi sentivo in quel momento”.

Cosa ti affascina di più di queste due culture?

“Sono molto diverse ma si completano e questo mi piace tanto. La parte di mia mamma è più fantasiosa, rappresenta l’anima, invece il mondo di mio papà che è bergamasco è più razionale, incarna il corpo ed è un connubio che mi rende molto fiera”.

NOOR foto 2 (1)

Cosa vorresti arrivasse di te al pubblico attraverso la tua musica?

“Vorrei che arrivasse quello che ho dentro, che fossero palpabili le mie emozioni mentre canto perchè la cosa più difficile è spiegare agli altri le sensazioni che provi e riuscire a farlo attraverso la musica è la più grande fortuna che si possa avere”.

Quali sono i tuoi progetti dopo Sanremo Giovani?

“Per ora posso dirvi che stiamo lavorando ad un album”.

Tra le canzoni che hanno preso parte negli anni al Festival di Sanremo ce n’è una a cui sei più legata?

“Sicuramente “Brividi” di Blanco e Mahmood perchè adoro questi due artisti. Tra i brani meno recenti “Scintille” di Annalisa. E’ stato il primo Festival di Sanremo, quello del 2013, che ho seguito dall’inizio alla fine e non so perchè ma cantavo questa canzone sopra i tavoli, mi è rimasta subito in mente e conservo un bel ricordo”.

Hai preso parte alla serie Rai “Tu non sai chi sono io”, cosa puoi raccontarci a riguardo?

“E’ stata un’esperienza inaspettata, mi hanno contattata grazie alle auditions di X Factor, hanno sentito il mio primo inedito e volevano raccontare come i giovani avessero vissuto il covid attraverso la mia canzone, che avevo scritto per spiegare le mie sensazioni. Il fatto che qualcuno l’abbia scelta mi ha riempito il cuore. E’ stato fantastico, mi sono rapportata con la telecamera e ho capito che è quello che vorrei fare nella mia vita”.

Ti piacerebbe in futuro recitare in un film o una serie tv?

“Assolutamente sì, in questo momento mi concentro sulla musica, però in futuro mi piacerebbe”.

Un sogno nel cassetto…

“Da grande vorrei svegliarmi volentieri la mattina e fare il lavoro che mi piace. Io adoro dormire e non mi piace dovermi alzare presto per andare a scuola (sorride)”.

di Francesca Monti

Grazie a Gabriele Lo Piccolo e a Manuel Magni

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