Intervista con Karima: “Conservo la magia del Natale dentro il mio cuore e cerco di trasferirla a mia figlia”

“Questo progetto sulle musiche natalizie nasce 12-13 anni fa insieme al mio trio storico composto da amici del cuore e d’infanzia e da meravigliosi musicisti”. Il nuovo disco di Karima, intitolato “Xmas” e pubblicato per l’etichetta Emme Record Label, parte da un percorso affettivo, artistico e soprattutto musicale che si sviluppa dalla fine dell’800 fino ai giorni nostri, passando per gli anni ‘40 e ‘50. Ogni epoca ha la sua storia, il suo stile, la sua cultura e le sue mode ma il Natale rimane sempre la festa più amata dalle famiglie e continua a essere celebrato con passione in tutto l’Occidente.

Tuttavia è soprattutto il periodo a cavallo tra le due guerre, in cui lo swing era sulla cresta dell’onda, quello che ha regalato i più grandi successi legati a questa atmosfera tradizionale. Per questo molti dei brani presenti nel disco risalgono a quel periodo e grazie all’estro della cantante e alla sua meravigliosa voce acquistano una veste originale, moderna, brillante lasciando comunque vivo l’immaginario legato alla festività.

Merito anche della band che accompagna Karima composta da Piero Frassi al pianoforte, Gabriele Evangelista al contrabbasso, Stefano “Cocco” Cantini al sax e Bernardo Guerra alla batteria.

In questa intervista Karima ci ha parlato di “Xmas” ma anche dei suoi ricordi legati al Natale e al musical “The Bodyguard – Guardia del corpo” e del libro “Il viaggio di Frida e Dario”.

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Karima, come hai scelto le canzoni presenti nel disco Xmas?

“Questo progetto sulle musiche natalizie nasce 12-13 anni fa insieme al mio trio storico composto da amici del cuore e d’infanzia e da meravigliosi musicisti. La scelta dei brani è caduta naturalmente sui grandi classici e dopo un’accurata ricerca ho scoperto che erano stati tutti composti tra gli anni ‘30 e ‘40 ad eccezione di due perle, una scritta nel 1846 e l’altra addirittura nel 1818”.

Tra le tracce ce n’è una in particolare a cui sei più legata?

“La traccia a cui sono più legata sentimentalmente è Who Would Image a King. Tutti penseranno che l’ho inserita nel disco perché era un brano interpretato da Whitney Houston ma in realtà l’ho scelta perché con il tempo è diventata la ninna nanna ufficiale di Frida, mia figlia. La cantavo per lei sin da quando era nella mia pancia”.

Come hai lavorato con la tua band al sound dei brani?

“Per quanto riguarda il sound del disco ci siamo attenuti a quello di No Filter che è il mio ultimo lavoro uscito il 14 maggio del 2021 per Jando Music e Auditorium Parco della Musica (Roma). Ci sono voluti circa 2-3 anni per trovare quel sound ed è quello in cui adesso mi riconosco. Andare finalmente in studio per registrare i brani di Natale, dopo due anni che non li suonavamo a causa della pandemia, è stato leggero e divertente. Senza prove! Subito in REC”.

Che significato ha per te il Natale?

“Conservo la magia del Natale dentro il mio cuore e cerco di trasferirla a mia figlia facendo anche da collante tra i miei famigliari. A volte questa vita frenetica ci allontana e ci fa perdere di vista le cose davvero importanti. Per me il Natale si racchiude in una parola sola: famiglia”.

Qual è il ricordo più bello legato a questa festività?

“Il ricordo più bello di queste festività è legato alla mia infanzia. Mi viene subito in mente la gioia incontenibile che ho provato quando sotto l’albero ho trovato la casa dei sogni di Barbie; avevo circa 8 anni e “il mio dolce forno”! Un altro ricordo molto semplice e puro è rivolto a mio padre che, pur non avendo mai passato un Natale con me, mi ha sempre fatto trovare il suo regalo sotto l’albero, insieme al suo cuore”.

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Lo scorso marzo hai pubblicato il tuo primo libro intitolato Il viaggio di Frida e Dario. Com’è nato questo progetto?

“L’idea di questo libro è nata da un viaggio in Algeria, una terra che è parte di me e del mio Dna e che sento casa. In queste pagine sono racchiusi i valori delle radici, l’importanza della meta ma ancora di più del percorso che viviamo per arrivare ad essa. Si parla di centri energetici, colori, animali fantastici e di un sogno, quello di Frida (che per certi versi rappresenta la Karima bambina)”.

Hai avuto modo di lavorare con il maestro Burt Bacharach, a cui hai dedicato anche un disco. Qual è l’insegnamento più importante che ti ha trasmesso?

“L’insegnamento più importante di Burt Bacharach è questo: “Chi è non ha bisogno di dimostrare!”. Mi ha trasmesso anche la semplicità e la purezza della verità dell’animo che poi si trasmette soprattutto nella musica che è energia”.

Hai preso parte al musical The Bodyguard – Guardia del corpo, interpretando il ruolo della protagonista Rachel Marron che nel film fu di Whitney Houston. Che esperienza è stata?

“Quella del musical è stata un’esperienza pazzesca, bellissima, entusiasmante ma anche tanto tanto dura. Venivo da un intervento e preparare il mio ruolo mentre ero in convalescenza è stato un lavoro intenso. Non ho mai mollato! Ho desiderato tanto questo ruolo e me lo sono conquistato! Cinquanta repliche in tre mesi… un successo!”.

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Quali sono i tuoi prossimi progetti?

“Ne ho tantissimi in mente. Sono sempre molto carica e propositiva. Nelle mie idee ci sono già tre dischi da dover registrare ma ovviamente non riuscirò a realizzare tutto nel 2023”.

Cosa ti auguri per il 2023?

“Mi auguro un po’ di sana fortuna”.

di Francesca Monti

Grazie a Carlo Cammarella

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