Su Rai 1 da lunedì 13 febbraio alle 21.25 va in onda “Fiori sopra l’inferno” con protagonista Elena Sofia Ricci: “E’ un progetto che mi ha emozionato”

Su Rai 1 a partire da lunedì 13 febbraio alle 21.25 va in onda “Fiori sopra l’inferno” che vede protagonista Elena Sofia Ricci, alle prese con una storia che ha appassionato i lettori con il romanzo d’esordio di Ilaria Tuti.

Un piccolo paese di montagna. Paradiso apparente che nasconde tra i suoi vicoli silenzi e inconfessabili segreti. Un killer che si lascia alle spalle una scia di sangue per difendere un gruppo di bambini ignorati e maltrattati da chi dovrebbe proteggerli. Teresa Battaglia (Elena Sofia Ricci) è un’esperta profiler di quasi sessant’anni, arrivata dalla città assieme alla sua squadra, composta dall’ispettore capo Giacomo Parisi (Gianluca Gobbi) e dal giovane Ispettore Massimo Marini (Giuseppe Spata), in fuga da sé stesso e dal proprio passato. Forte, tagliente e caparbia, trovare le risposte è il mestiere di Teresa. Ma cosa accade quando, a causa dei primi sintomi dell’Alzheimer, sono le domande a sparire?

La serie è una co-produzione Rai Fiction-Publispei, per la regia di Carlo Carlei, con il sostegno della Friuli Venezia Giulia Film Commission e la collaborazione della Polizia di Stato.

“Elena Sofia Ricci interpreta un personaggio assolutamente nuovo, ma lei è uno dei nostri punti forti, tra le artiste più amate dalla televisione. Le relazioni sono il grande must di questa nuova e bellissima serie, quelle che imposta Elena Sofia con i suoi colleghi. “Fiori sopra l’inferno” ha come base il thriller ma affronta due tematiche importanti: quello dei bambini violati e quello della malattia, l’Alzheimer, che devasta la nostra memoria e ci mette di fronte a condizioni diverse da quelle che siamo abituati a vivere nella nostra famiglia. E’ un racconto difficile, complesso, ma anche la meravigliosa storia di una donna”, ha esordito in conferenza stampa la direttrice di Rai Fiction Maria Pia Ammirati.

“E’ un romanzo unico, raro, prezioso per i temi che descrive e per un personaggio che in Italia e forse anche all’estero non si sarebbe mai visto sullo schermo. Quando dalle righe riesci ad arrivare al cuore è grazie al regista e agli attori che hanno saputo interpretare la potenza e la forza di questo progetto”, ha spiegato Verdiana Bixio, Presidente Publispei.

Quindi la parola è passata al regista Carlo Carlei: “Il tema dell’infanzia violata e il fatto che in questo romanzo e serie vi siano dei bambini che vivono un disagio all’interno del proprio nucleo famigliare è stato un elemento ancora più stimolante. Il genere fantastico, thriller, sovrannaturale, secondo me ha vari strati che riescono a spiegare meglio da un punto di vista anche metaforico certe problematiche. E’ una storia che mette al centro le relazioni umane, tra Elena Sofia e il bambino che Teresa non ha mai avuto e questo la spinge ad essere protettiva nei confronti di questi piccoli”.

La serie è tratta dal romanzo d’esordio di Ilaria Tuti: “E’ stato un cammino magico. Avevo pensato a Teresa nel 2015, non avevo mai scritto romanzi, mi stavo approcciando alla scrittura e avevo bisogno di incontrare nelle mie letture questo genere di donna. Il crime tratta di giovani donne, irrisolte, alle prime esperienze, belle, che giocavano molto anche sul loro potere di attrazione. Le donne mature sono state fondamentali nella mia formazione. Ci sono state donne intorno ai 60 anni come Teresa che hanno avuto la generosità di tendermi una mano e darmi tanto. Avevo letto in quegli anni delle discriminazioni che subivano le attrici di Hollywood a cui venivano offerti solo alcuni ruoli dopo una determinata età, come se ad un certo punto la vita di una donna si spegnesse, come se non avesse più desideri, sogni. Nel plot del thriller la fortuna di Teresa è parlare alla gente di problemi che tutti vivono. Lei non è mai diventata madre ma ha questo senso materno nei confronti degli altri”.

Donatella Diamanti, head writer degli sceneggiatori ha aggiunto: “Con questo racconto è stata una storia d’amore. È un romanzo vero, con più livelli di lettura. Avevamo di fronte dei personaggi potentissimi, abbiamo faticato a contenere il raddoppio della narrazione del libro. Abbiamo cercato di portare in evidenza quello che era tra le righe. Alla base c’è un romanzo importante”.

Elena Sofia Ricci interpreta la protagonista Teresa: “Ero a Pescia Fiorentina in tournée e sono stata chiamata da Verdiana che mi ha parlato di questo progetto. Non avevo ancora letto il romanzo di Ilaria, così l’ho letto e ho detto al mio agente Leonardo Diberti che dovevo fare questa serie che per me è un film di tre puntate. Sognavo di poter lavorare un giorno con Carlo Carlei, mi piaceva come sapeva raccontare le storie, ha un tocco particolare, uno sguardo forte, preciso, questo senso del magico che lui mette sempre nei lavori che fa e sono tornata in famiglia. Ci ha unito questa infanzia violata, chi ha una ferita infantile, profonda, pesante si riconosce in quei sentimenti, ed è quello che fa sentire vicini a questo romanzo, a Teresa, a quei bambini. Quasi tutti noi siamo stati come loro, chi non ha avuto qualche ferita profonda infantile che ci ha segnato e cambiato la vita? Questo tratto ha fatto sì che nascesse un legame tra me e Carlo che è andato ben al di là del rapporto personale, e adesso è un amico prezioso”.

L’attrice ha poi parlato di Teresa: “E’ un personaggio straordinario, una donna speciale, unica, che ha un passato doloroso che l’ha fatta diventare spigolosa, a tratti virile, antipatica, ma capace di empatizzare molto con quella bambina che è stata violata e anche con il killer, perchè per arrivare a compiere una serie di atti così atroci si domanda da quale razza di inferno arrivi. L’infanzia violata è il tema grande protagonista dei romanzi di Ilaria. La sua arma non è la pistola, ma la mente, l’amore e combatte il mostro fuori da sè e dentro di sè. Qui c’è la malattia dell’Alzheimer e c’è la solitudine di una donna grande, malata, che questa solitudine l’ha scelta ma poi ne ha paura nel momento in cui scopre la malattia, vacilla, è fragile. Sono terribilmente attratta dai personaggi fragili, sul baratro, che entrino in contatto con la parte profonda di noi. L’inferno riguarda tutti, spesso ci mettiamo sopra dei fiori ma prima facciamo i conti con quell’inferno e meglio è. E’ un progetto che mi ha emozionato, è arrivato come una valanga di neve in Friuli”.

Elena Sofia Ricci ha poi raccontato qualche aneddoto legato alle riprese della serie: “Siamo morti di caldo o di freddo, abbiamo girato ad aprile mentre nevicava, di notte. Poi siamo arrivati a Roma e a maggio-giugno la temperatura era 38 gradi, avevamo i giacconi e si moriva di caldo. E’ stata un’impresa ma la gioia e la bellezza di essere su quel set a raccontare questa storia meravigliosa e portarla in scena ha ripagato di tutto”, ha concluso annunciando la sua presenza nella serata di martedì 7 febbraio al Festival di Sanremo 2023.

Gianluca Gobbi interpreta Giacomo Parisi: “Il mio personaggio è il più protettivo verso Teresa ed è anche molto bravo nelle indagini. Sono felice di aver preso parte a questa serie”.

Giuseppe Spata veste i panni di Massimo Marini: “E’ stato un privilegio poter stare su questo set, lavorare con Elena Sofia mi ha fatto crescere artisticamente, mentre con Gianluca si è creato un bel rapporto. Già dal provino avevo capito che la visione di Carlo sarebbe stata capillare”.

di Francesca Monti

Rispondi