Intervista con Antonino: “Comunque sia è un ottimo passo per ritornare a fare musica inedita”

“Stavo cercando un pezzo da presentare a Sanremo e quando è arrivata questa canzone preziosa mi sono commosso”. Dopo il trionfo nel 2022 a “Tale e Quale Show” e al Torneo dei Campioni, Antonino ha pubblicato il nuovo singolo “Comunque Sia” (Joe & Joe /distrBelieve), scritto a quattro mani da Giovanni Caccamo e Lorenzo Vizzini.

Si tratta di una power ballad che l’artista sente particolarmente sua, che mette in risalto la sua voce intensa e ricca di sfumature, e che ha fortemente voluto come apripista della sua nuova produzione discografica.

Nel videoclip la città di Roma fa da cornice al racconto intimo e personale di una storia d’amore universale.

Abbiamo fatto una piacevole chiacchierata con Antonino, parlando di “Comunque sia”, dei prossimi progetti e del Premio Mia Martini che gli è stato assegnato lo scorso novembre.

Cover COMUNQUE SIA _ ANTONINO

Antonino, è uscito “Comunque sia”, il tuo nuovo singolo, una ballad scritta da Giovanni Caccamo e Lorenzo Vizzini. Com’è nata questa collaborazione?

“Verso la fine di Tale e Quale show ho ricevuto molti brani sia da autori conosciuti che da giovani. Con Giovanni ho sempre avuto un rapporto di stima e credo sia una delle penne più eleganti d’Italia. Non c’era ancora stato modo di collaborare anche perchè la nostra amicizia è nata negli ultimi quattro anni e in mezzo c’è stata la pandemia. Stavo cercando un pezzo da presentare a Sanremo e quando è arrivata questa canzone preziosa, che ha questa struttura con due grandi strofe in cui si racconta la storia, con due bridge importanti e alla fine questo ritornello martellante, intenso, mi sono commosso e ho deciso che, indipendentemente dalla partecipazione al Festival di Sanremo, sarebbe stato un ottimo passo per ritornare a fare musica inedita e per raccontare l’Antonino delle grandi ballad che la gente conosce, visto che grazie a Dio siamo ancora il Paese del Belcanto e che il percorso nel programma si è incentrato sulle classiche canzoni italiane di Cocciante, Masini, Bertè che ti portano delle emozioni”.

Il video che accompagna il singolo è girato a Roma, che fa da cornice alla storia d’amore raccontata…

“La scelta di utilizzare un piano sequenza per tutto ciò che accade in quei tre minuti è mirata e dovuta al tipo di percorso attoriale che ho avuto modo di sfiorare nel corso di Tale e Quale Show. A prima vista può sembrare un video molto semplice, ma è come una polaroid di quel momento. Nella stessa giornata sono state scattate anche le foto. Volevo che fosse tutto consequenziale, il concept, il video in presa diretta, una take in cui parti, canti, cammini, ti siedi, e il servizio fotografico”.

A “Comunque sia” seguiranno altri singoli?

“Quest’anno mi voglio divertire, pubblicherò almeno tre singoli e saranno curati come se fossero un progetto a sé. Con “Comunque sia” ho mostrato la vena romantica che il pubblico già conosce, poi si virerà forse verso le mie origini, essendo pugliese e figlio di cantori e ci sarà qualcosa di più mediterraneo, infine ci evolveremo verso altro”.

Hai vinto sia Tale e Quale Show 2022 che il torneo dei Campioni. Cosa ti ha lasciato questa esperienza e cosa ti ha convinto a partecipare al programma?

“C’è stato un corteggiamento lungo dieci anni ma non era mai il momento giusto per partecipare al programma. Io non compaio a tutti i costi, mi vedi in tv se posso apportare il mio contributo. Quando ho parlato con Carlo Conti e ho chiesto se mi facesse riportare la grande musica italiana in prima serata ha accettato con entusiasmo la mia richiesta. Tale e Quale Show mi ha permesso anche di scoprire e di studiare nuove parti vocali che non conoscevo perchè per ogni interpretazione si andava a snocciolare la vocalità, come appoggia le “a” ad esempio Cocciante, come respira, come si approccia sul palco e tutte queste skills non le impari in un altro programma. La parte attoriale è stata fondamentale, perchè non solo dovevi interpretare e imitare ma anche fare attenzione alle movenze, alle posizioni e al vissuto di un artista. Vasco o Loredana Bertè ad esempio possono permettersi di dire certe cose nei loro brani perchè hanno una storia che consente loro di cantare con un certo trasporto e di essere incisivi. E’ stata una grande sfida per me ma direi che è andata abbastanza bene (sorride)”.

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credit foto Rai

Qual è stato l’artista più difficile da interpretare e quale quello che ti ha dato più soddisfazioni?

“La più difficile è stata Loredana Berté, perchè oltre al mascheramento c’è la parte personale, intima, viscerale. In una settimana mi sono dovuto infilare nella Mamma Rock d’Italia, che quando canta è un misto di speranza, di disperazione, di emozione, sul palco butta cuore e stomaco. Quelli che mi hanno dato più soddisfazioni sono stati Marco Masini perchè sono cresciuto con le sue canzoni, ed era tra quelle voci che andavano ascoltate ed emulate quando avevo 12 anni, e Tom Walker, che mi ha inviato un messaggio personale dall’Inghilterra. Non è stato difficile vocalmente perchè mi sentivo nelle sue corde ma il brano ha avuto un trasporto gigantesco e sono andato anche in tendenza su twitter”.

Dicevi prima che a Tale e Quale Show hai avuto modo di far emergere anche la tua parte attoriale. Ti piacerebbe in futuro provare a recitare in una serie tv o in un film?

“La parte vocale è il mio mestiere, nessuno però, nemmeno io, ero a conoscenza di questo lato un po’ più attoriale e ho ricevuto tanti complimenti. In generale non mi precludo nulla, soprattutto quando posso dare del mio e splendere come vorrei riuscire a fare. Quindi se arrivasse una proposta come attore perché no?”.

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credit foto Antonio Melasi

Cosa ha significato per te ricevere il Premio Mia Martini 2022?

“Tante cose. Mia è un’artista di riferimento, che mi ha toccato negli anni. L’unica nota negativa è non essere nato venti anni prima perchè sarebbe stato un onore conoscerla e sognare di stare sul palco con lei. E’ sempre stato uno di quei riconoscimenti che avrei voluto avere e quest’anno è arrivato in modo diretto, in maniera inimmaginabile. Franco Fasano che organizza il Premio con Nino Romeo, amico d’infanzia di Mimì, mi ha chiamato dicendo di andare alla serata finale in quanto ci sarebbe stata una sorpresa per me ed è stato bellissimo”.

Hai in programma anche dei live?

“Sarà un anno con singoli cadenzati, verso giugno ci saranno gli ultimi appuntamenti televisivi e poi partiranno finalmente i live per tutta l’estate”.

Il Festival di Sanremo rimane uno dei tuoi obiettivi?

“Certamente. Sanremo è un obiettivo della vita per un interprete italiano, è un palco che ti investe di quella carica di cantante ufficiale a tutti gli effetti. Almeno io lo vivo così. Sono un figlio degli anni Ottanta, sono cresciuto guardando il Festival con la magia dei fiori che c’era una volta e rimane un sogno poter calcare quel palco. Le cose però arrivano quando è il momento giusto. Bisogna seminare bene e poi nella vita e nella carriera ci sono istanti in cui si incastra tutto”.

Un sogno nel cassetto…

“I miei cassetti sono giganti, ho tantissimi sogni e ogni giorno ho ispirazioni nuove, e lo si vedrà anche nel disco in studio a cui sto lavorando”.

di Francesca Monti

credit foto copertina ® Bianca Burgo

Grazie a Luca Giudice

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