Alla Cometa Off Marius Bizău, Mariné Galstyan e Manuèl Palumbo in LA CASA DELLE API di Sargis Galstyan, dal 14 al 19 febbraio

La Compagnia InControVerso, debutta in prima nazionale alla Cometa Off dal 14 al 19 Febbraio, con lo spettacolo LA CASA DELLE API, testo e regia Sargis Galstyan. Protagonisti: Marius Bizău, Mariné Galstyan, Manuèl Palumbo.

La Casa Delle Api è un dramma che vede protagonisti Melisso De Sapio e Deborah Moncinelle. Melisso, ricoverato in un ospedale psichiatrico sta per suicidarsi. Essendo un linguista tende ad analizzare ogni evento della sua vita in un modo alquanto paradossale tant’è vero che cerca di decifrare tutto in modo unico partendo dall’etimologia delle parole, delle sue teorie, cercando di rivelare il senso di ogni oggetto ed ogni fenomeno.

Con lui, la dottoressa Deborah Moncinelle, che poi si rivelerà essere anch’essa una paziente dell’ospedale, la quale dimostrerà invece essere una persona razionale, ben inserita nella società con tutte le sue regole. Anche lei porta addosso un forte trauma che è stato il suicidio di suo padre.

Deborah rifletterà sulla vita che ha vissuto rimettendo in discussione particolari che le sembravano indiscutibili soprattutto dal punto di vista scientifico. Ed è così che dovrà confrontarsi con Melisso che è capace di rompere ogni stereotipo su cui è basata la società. Nonostante il ricordo del suicidio di suo padre provochi in Deborah dolore e sofferenza, Melisso le ricorda proprio suo padre e presto nasce un sentimento tra i due ai limiti dell’amore.

Il palco vuole rappresentare la realtà vista dagli occhi di Melisso: una gabbia dalla quale Melisso riesce a vedere oltre le pareti della propria prigione e a percepire una presenza costante, capace di manipolare tutto, ogni cosa, persino il comportamento di Deborah.

Lo spettacolo fa riflettere, trattando temi non sono facili da discutere. Temi sui quali ci interroghiamo oramai da secoli. Ma nonostante questo, lo spettacolo mantiene una linea di comicità che alleggerisce la tragedia dei due personaggi, dimostrando che in ogni grande tragedia è nascosta una significativa porzione di ironia, umorismo cinico e comicità in cui ognuno potrebbe trovare se stesso. E grazie agli strumenti messi in scena dalla regia, questo rapporto tra comicità e tragedia, dona allo spettacolo una particolare leggerezza.

Con lo spettacolo La Casa Delle Api andiamo a scoprire una vita piena di domande alle quali non sembrano esserci risposte. E nonostante il fatto che si tratti di domande globali sulle quali ci interroghiamo oramai da migliaia di anni, quasi tutte le risposte le abbiamo accettate ed imparate senza analizzarle e senza approfondirle. Ma la cosa più incomprensibile è che essendo spesso coscienti dell’inganno in cui ci troviamo, continuiamo comunque ad accettarlo avendo paura di confrontarci con la verità. Una verità che potrebbe essere anche discutibile, perché la verità è spesso solo un punto di vista, ma un punto di vista legittimo e pari a qualsiasi altro punto di vista accettato dalla società. Una società che erroneamente crede di essere democratica.  Uno degli argomenti che tratta lo spettacolo è il concetto di lavoro. Cos’è il lavoro? Lo scrittore e critico d’arte francese Remy De Gourmont, lo ha definito così:

“Siamo arrivati ad un tal grado di imbecillità, da considerare il lavoro non solo onorevole, ma persino come sacro, mentre non è altro che una triste necessità.”

Sicuramente per migliaia di persone sarà un’opinione discutibile, inaccettabile o addirittura scandalosa, ma è un’opinione che ha diritto di esistere se non essere accettata come una verità.

foto di Nina Kuliscova

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