Da lunedì 6 marzo in prima serata su Rai 1 arriva la seconda stagione de “Il Commissario Ricciardi”. Le dichiarazioni del cast

Da lunedì 6 marzo in prima serata su Rai 1 arriva la seconda stagione de “Il Commissario Ricciardi”, con la regia di Gianpaolo Tescari, tratta dai romanzi di Maurizio de Giovanni, con protagonisti Lino Guanciale, Antonio Milo, Enrico Ianniello, Serena Iansiti, Maria Vera Ratti, Mario Pirrello, Fabrizia Sacchi, Nunzia Schiano, Adriano Falivene, Marco Palvetti, Peppe Servillo.

La serie in quattro serate è una coproduzione Rai Fiction-Clemart-Rai Com, prodotta da Massimo Martino e Gabriella Buontempo.

Fra i caratteristici vicoli di Napoli degli anni Trenta continuano le indagini e le vicende sentimentali di Luigi Alfredo Ricciardi, commissario della Mobile. Catturare gli assassini è la sua ossessione ed è afflitto da una maledizione ereditata dalla madre: vede i fantasmi delle persone morte in modo violento e ne ascolta l’ultimo pensiero. A questo dolore si è aggiunto anche quello per la recente perdita della tata Rosa, sostituita impeccabilmente dalla giovane Nelide.

Per il timore di tramandare la sua ereditaria sofferenza, Ricciardi ha deciso di rinunciare all’amore, soprattutto quello per la timida Enrica, sua dirimpettaia. La ragazza, che intimamente ricambia il sentimento, è ora corteggiata da Manfred, un maggiore tedesco in missione in Italia. L’aura di mistero che circonda Ricciardi ne fa però un uomo desiderato dalle donne: alla sensuale Livia, che ormai da tempo prova a scalfire il suo cuore, si aggiunge la contessa Bianca Palmieri di Roccaspina. Per lui il tempo delle scelte è alle porte. Se nell’amore Ricciardi appare introverso, nel lavoro – per cui nutre una vera vocazione – risolve con decisione i casi di omicidio più difficili grazie alle sue straordinarie doti intuitive, aiutato dal fedele brigadiere Maione e dal medico legale Bruno Modo. Una potente contaminazione di generi (poliziesco, mystery e melò) per un racconto coinvolgente che, sullo sfondo di una Napoli in chiaroscuro, indaga sul senso della vita e del dolore.

“La serie è stata molto amata nella prima stagione, ma non ci siamo fermati sugli allori, abbiamo cercato di fare un passo avanti. Soprattutto il contributo del regista e della troupe è stato decisivo per andare in una direzione dove l’immagine ci trasportasse in quest’epoca. De Giovanni è molto prolifico, con l’approvazione del pubblico potremmo fare una terza stagione”, ha esordito in conferenza stampa Ivan Carlei, vicedirettore do Rai Fiction.

“E’ stato fatto un enorme sforzo produttivo, anche di cura di ogni singolo dettaglio, per facilitare il lavoro del cast e delle nuove entrate. Il set si è sviluppato a Napoli, nei dintorni e a Taranto, dove abbiamo riedificato la parte dei vicoli. Con una ricostruzione filologica accurata il regista Tescari ha potuto scandagliare ancora di più i riverberi delle varie storie, e il cast e gli sceneggiatori sono riusciti ad adattare il corpus dei libri di De Giovanni, rendendoli fruibili in modo empatico”, hanno spiegato Massimo Martino e Gabriella Buontempo di Clemart.

Il regista Gianpaolo Tescari ha raccontato come ha lavorato a questa seconda stagione della serie: “Ho avuto la fortuna enorme di trovare un gruppo di attori di uno spessore straordinario che mi hanno incanalato nella giusta direzione, insieme al alcuni attori napoletani, provenienti soprattutto dal teatro, che sono riusciti a mettere in scena con istintiva spontaneità l’ironia e l’umorismo che solo il teatro popolare partenopeo riesce a restituire. Abbiamo poi voluto ambientare le storie accentuando gli elementi distintivi di architettura, arte, musica e costume che hanno segnato gli Anni Trenta del Fascismo. Inoltre la musica è bellissima, i costumi notevoli e la fotografia ha creato una luce straordinaria. Sono stato circondato da un gruppo di persone che ha dato anima, corpo ed entusiasmo a questo progetto. I romanzi di de Giovanni sono una roccia su cui dobbiamo lavorare”.

Gli sceneggiatori Valeria Rispoli e Salvatore Basile hanno aggiunto: “Ci sono parecchie cose diverse in questa stagione. La storia si apre all’amore a partire da Ricciardi che sta in un quadrilatero, poi trovano l’amore il Dottor Modo, Bambinella, perfino Nelide. C’è anche un passaggio avanti negli anni all’interno del Ventennio che è stato reso in un modo mirabile dalla scenografia. Abbiamo una responsabilità pazzesca quando andiamo a trasportare in video un romanzo, ogni lettore ha la sua immaginazione, gli attori vanno a dare una faccia ai personaggi”, ha detto Salvatore Basile.

“Per me questa seconda stagione è stata quasi un parco giochi. Superata la difficoltà iniziale data da questo personaggio letterario che parla pochissimo e pensa molto, sia lui che gli altri protagonisti hanno trovato il modo di esprimersi”, ha detto Valeria Rispoli.

2022,  Raifiction, Il commissario Ricciardi seconda stagione

Lino Guanciale torna a vestire i panni del Commissario Luigi Alfredo Ricciardi: “Sono estremamente fortunato perchè nel mio percorso ho trovato personaggi che mi hanno permesso di mettermi in discussione. In questo caso il Commissario Ricciardi ha un mondo intorno ed è stata una sfida bellissima da giocare, perchè quanto più è complicato affrontare in sottrazione un personaggio tanto più ti diverti. Sono il più privilegiato tra i lettori, ho avuto l’occasione di immaginarmi Ricciardi non soltanto nel silenzio delle mie letture ma anche di metterlo davvero in scena, abbiamo cercato di viverlo così anche in questa seconda stagione con l’ambizione di andare ancora più in là ed è il bello di questo set. Nella prima stagione abbiamo visto aprirsi diverse crepe nella corazza che ha costruito e in queste nuovi episodi diventano falle che lasciano passare ovunque la forza del desiderio di felicità. Nell’intero primo ciclo di Ricciardi c’è una crescita di consapevolezza riguardo il posto da dare all’amore nella propria vita. E’ una lunga storia di formazione sentimentale, che in queste quattro puntate prende una turbo accelerazione. La vera difficoltà e il fascino di Ricciardi stanno nella resa della capacità di empatia ed emotiva, che cela dietro i suoi molteplici strati. Con D’Alatri nella prima stagione ci eravamo detti che tutto doveva passare dagli occhi, come nei libri, ma ci sono anche numerosi dettagli. Ricciardi ad esempio tiene le mani in tasca perché non riesce a stare fermo. Ho cercato di costruire dei punti di contatto con lui. Il commissario ha un senso etico molto alto, una grande capacità di resistenza al dolore. Un tratto che mi accomuna a lui è la discrezione”.

2022,  Raifiction, Il commissario Ricciardi seconda stagione

Serena Iansiti interpreta la cantante lirica Livia: “Il mio personaggio non si arrende, prende una china pericolosa di ostinazione nei confronti di Ricciardi che la porterà a commettere degli errori e a perdere la sua allure, la sua compostezza mondana. La vedremo bere, fumare, sarà un po’ una rockstar maledetta”.

Maria Vera Ratti (enrica) 2022_05_25_Comm Ricciardi_Ph_GiusvaCennamo_GCF9993M

credit foto Giusva Cennamo

Maria Vera Ratti interpreta Enrica: “Anche lei non si arrende, cerca maldestramente di staccarsi ed è indice di una grande disperazione che prova questa ragazza. La troviamo cresciuta, insieme a me. E’ stato il mio primo ruolo trasversale, che ho stratificato molto nel corso della prima stagione, con grande tensione e paura, proprie del personaggio, in questa seconda stagione prende coraggio e cerca di andare incontro a se stessa”.

Antonio Milo (maione) 2022_06_14_riprese fotografiche Comm Ricciardi_Ph_GiusvaCennamo_GCF3702

credit foto Giusva Cennamo

Antonio Milo è il brigadiere Maione: “E’ un personaggio che accompagna il commissario nelle indagini. Nell’avvicinarmi a Maione ho pensato ad una persona cara, mio nonno, per la sua solidità. Mi riconosco in tutto quello che è legato alla cultura napoletana, essendo Napoli la mia città. Nella prima stagione Raffaele vive con la moglie Lucia (Fabrizia Sacchi) il lutto per la perdita del figlio, che poi riesce ad elaborare ma è una ferita che rimane sempre viva. Ora hanno a che fare con la gestione degli altri figli e del loro futuro perchè ce ne sarà uno che vuole intraprendere la strada del padre ed entrare nell’Arma. Oltre alle indagini con l’amato commissario, ovviamente, verso cui Maione ha un rapporto di paterna protezione”.

Enrico Ianniello (dr. modo) Lino Guanciale (Ricciardi) DSC_4781

Enrico Ianniello riveste il ruolo del dottor Bruno Modo: “A differenza degli altri fuma, beve, ama e lo fa con allegria e vorrebbe che tutti facessero l’amore. Nella prima stagione era una specie di incallito scapolone mentre nella seconda si innamora di Lina (Marianna Robustelli) e paradossalmente dopo aver avuto a che fare per tanto tempo con la morte perchè fa le autopsie, è proprio l’amore a fargli lo sgambetto più duro e a fargli scoprire che amare una persona non è come amarne tante”.

di Francesca Monti

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