“Fratelli e sorelle, buonasera”, con queste semplici parole il 13 marzo 2013 il cardinale Jorge Bergoglio saliva al soglio pontificio, rivolgendosi ai fedeli di tutto il mondo, scegliendo come nome Papa Francesco, in omaggio a San Francecso d’Assisi, che si era spogliato di tutti i suoi averi per donarsi ai poveri.
In questi dieci anni Sua Santità attraverso i suoi gesti, le sue parole, il suo sorriso ha riformato e modernizzato la Chiesa, ha compiuto quaranta viaggi apostolici, dall’Uganda al Madagascar e all’Iraq, andando nelle periferie, geografiche ed esistenziali, più remote del globo, incontrando le minoranze religiose, dai Rohingya in Birmania ai nativi americani durante la visita in Canada, toccando con mano i problemi della gente, portando aiuto dove c’è bisogno.
Leader carismatico e al contempo empatico e umano, è un punto di riferimento fondamentale per tutti. Come non ricordare la visita a Lampedusa, o la sua preghiera in una Piazza San Pietro deserta, sotto la pioggia, durante la pandemia, il 27 marzo 2020, o le sue lacrime nel 2022 davanti alla Statua dell’Immacolata Concezione pensando alle vittime della guerra in Ucraina e dei conflitti negli altri Paesi del mondo, per quella che lo stesso Pontefice ha definito una terza guerra mondiale a pezzetti.
I punti cardini del suo Pontificato sono la misericordia, l’amore verso il prossimo, l’attenzione per l’ambiente e soprattutto il contrasto della cultura dello scarto, per la quale la vita umana non è più considerata come un valore primario da rispettare, soprattutto se è povera o diversamente abile, se non serve ancora, come i nascituri o non serve più, come gli anziani lasciati soli.
“Il vero potere è il servizio. Bisogna custodire la gente, aver cura di ogni persona, con amore, specialmente dei bambini, dei vecchi, di coloro che sono più fragili e che spesso sono nella periferia del nostro cuore” (Papa Francesco).
