Nel silenzio del venerdì della Via Crucis al Colosseo, Rai Vaticano propone una riflessione sul volto di Gesù sofferente ai giorni nostri. Migranti, terremotati, affamati. E ancora, sfollati da guerre e disastri naturali. “Bisogna capire che molte sofferenze di migranti e rifugiati non sono tragedie – dice il cardinale Michael Czerny, Prefetto del Dicastero per il Servizio dello sviluppo umano integrale e inviato del Papa in aree di crisi. – Queste persone non sono vittime solo di forze più grandi dell’uomo, ma spesso sono vittime di crimini e i crimini hanno un nome e cognome”. Ma il Volto Santo è anche la storia di un velo, quello della Veronica, che ha impresso in un’istantanea la sofferenza dell’uomo condannato al Calvario. “Tutti conosciamo questo episodio della Via Crucis – dice Fra Agnello Stoia, parroco della Basilica di San Pietro, nello Speciale Venerdì Santo di “Giubileo 2025. Pellegrini di speranza”, il programma di Stefano Ziantoni in onda venerdì 7 aprile alle 23.50 su Rai 1. “Questa donna coraggiosamente avanza tra la folla – dice ancora padre Stoia – porge a Gesù questo telo perché lui possa pulirsi, un gesto di umanità e a questo gesto di umanità Gesù risponde donando il suo volto”. Un volto, uno sguardo, che oltre la finzione diventa strumento di pace e di conversione. È quanto è successo all’attore Pietro Sarubbi che, nei panni di Barabba nel film “The Passion” di Mel Gibson, resta folgorato dall’intensa espressione di Jim Caviezel che interpreta Gesù. “Qualcosa ha cominciato a scavarmi dentro, un soprassalto, una domanda. Poi un giorno un sacerdote mi regala ‘Deus Caritas est’, l’enciclica del Papa. La apro distrattamente e leggo per caso una frase ‘Il Signore ci viene incontro attraverso lo sguardo di uomini da cui traspare’. Era quello che era successo a me”. E, legata sempre alla realizzazione di quel film, la riflessione di Francesco De Vito anche lui attore, chiamato a interpretare l’apostolo Pietro. “Nessuno vuole mostrarsi vulnerabile, nessuno vuole mostrarsi debole – dice De Vito. – Ma è proprio quello che ci rende unici e che ci dà la forza, perché ci rende umani. Quando rinnega Gesù, in quel momento Pietro è super umano, perché non ce la fa. Ma dall’altra parte non c’è giudizio, anzi gli viene detto ‘ti ho avvertito e ti sto perdonando’”.Dal dipinto a incisione di Ugo da Carpi – voluto per il giubileo del 1525, in mostra nella Sagrestia di San Pietro – fino alla cella campanaria della Basilica Vaticana, per la prima volta ripresa dalle telecamere di Rai Vaticano, nello speciale si compirà anche un viaggio nei simboli liturgici del triduo pasquale: Croce, silenzio e fuoco. “Perché ci sia luce occorre che qualcosa si consumi, allora perché ci sia una risurrezione occorre che prima ci sia l’offerta della vita di sacrificio – dice a Rai Vaticano monsignor Corrado Maggioni, presidente del Comitato dei congressi eucaristici e Consultore dell’Ufficio delle celebrazioni liturgiche. – “Il fuoco ha questa capacità di significare la vita, una vita che nasce da qualcosa che deve morire per poter produrre luce e calore. Nel buio, nelle tenebre, il Cristo ha acceso una luce che è segno di speranza e di vita”.
Speciale Venerdì Santo “Giubileo 2025. Pellegrini di speranza” di Stefano Ziantoni è scritto con Nicola Vicenti e con Elisabetta Castana, Paola Coali, Stefano Girotti, Costanza Miriano, Martha Michelini. A cura di Chiara Terranova, montaggio di Pier Luigi Lodi.
