Dal 24 aprile in esclusiva su RaiPlay “Aracataca”, il nuovo docutrip di Lorenzo Jovanotti: “Viaggiare è una delle grandi esperienze che l’essere umano può fare”

Dall’Ecuador alla Colombia, dalle Ande all’Amazzonia e dall’Oceano alla mitica Macondo. Una pedalata lunga 3500 km, e 50mila metri di dislivello, tra salite e discese, foreste e cascate, sentieri e autostrade. Jovanotti torna in sella con un nuovo e suggestivo viaggio in bicicletta in Sud America. E attraverso mari e oceani, villaggi e periferie, pueblos e città, racconta la magia di questa avventura al ritmo di tanta, tantissima musica.

Dopo il grande successo di #nonvogliocambiarepianeta, ecco Aracataca, la narrazione psichedelica di una follia a pedali. Una serie in ventidue puntate dal 24 aprile in esclusiva su RaiPlay. Ventidue come gli arcani maggiori dei tarocchi che lo hanno accompagnato giorno dopo giorno. Un Lorenzo Cherubini che si mette a nudo, davanti alla fatica e alla curiosità, per raccontare e raccontarsi in un ambiente sempre nuovo e sempre diverso, nel segno della libertà, della spontaneità, dello sguardo aperto e ingenuo, del gioco e della consapevolezza.

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“Aspettavamo da tempo il ritorno di Lorenzo Jovanotti su RaiPlay con Non voglio cambiare pianeta 2. Siamo finalmente pronti a regalare al nostro pubblico questo straordinario viaggio in ventidue tappe, con la certezza che ogni singolo frame del suo racconto sarà fonte di energia, ispirazione, bellezza. Sentiamo l’amore di Lorenzo per RaiPlay e lo ringraziamo. In questo viaggio c’è tutto, mi sono emozionata, divertita, ho ballato, cantato guardando Aracataca. Nella prima puntata Lorenzo monta la bicicletta, poi parte e vediamo il rapporto con il paesaggio che cambia, con una scuola in cui entra, con il cibo, c’è fatica, perseveranza, ironia, sorrisi, è tutto colorato. E’ il viaggio in un Paese che non conosci e il viaggio che Lorenzo regala a noi e che si potrà vedere in tutto il mondo”, ha esordito in conferenza stampa Elena Capparelli, Direttrice di RaiPlay.

“E’ un bellissimo racconto che però si concentra su alcuni valori fondamentali che vogliano trasmettere come le relazioni tra persone, il rapporto con il territorio, la strada, il vento, i colori, il cibo, la bici e tutto ciò che ruota intorno”, ha aggiunto Marcello Ciannamea, Direttore Rai Distribuzione.

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Lorenzo Jovanotti ha raccontato la genesi di “Aracataca” e le emozioni vissute: “E’ un’avventura, è un racconto on the road, un genere che non è mai passato di moda. Il viaggio è durato un mese e Augusto Baldoni è stato con me dieci giorni nella parte più impegnativa, quella dell’Amazzonia. E’ divertente essere insieme, siamo una specie di coppia comica. Ringrazio RaiPlay per aver accettato di essere al mio fianco anche questa volta. E’ la piattaforma perfetta per questo format. Siamo stati travolti dal successo della prima edizione e quando si è aperta la possibilità di viaggiare nuovamente dopo la pandemia la prima cosa che ho pensato è stata ripartire. Ho fatto tanti viaggi in bici per il mondo ma solo da cinque anni c’è modo di raccontarli senza supporto tecnico che renderebbe televisiva la comunicazione, invece la sensazione di essere in soggettiva è una novità. Questo format è stato girato con un cellulare e una action camera. Quando sono tornato in Italia ho realizzato la colonna sonora mantenendo quello spirito, quindi è sgangherata, sudata, racconta al meglio questa avventura. Spero che questa avventura metta in sella altra gente. Ho raccolto settanta ore di materiale e poi Michele Lugaresi e Federico Taddia hanno selezionato quello che funziona meglio per la serie”.

Jovanotti ha detto di voler trasmettere a coloro che vedranno “Aracataca” la voglia di viaggiare, magari in bicicletta: “Dopo il primo doc molti mi hanno detto che avevano rispolverato la bici, quello che vorrei trasmettere è la voglia di viaggiare. In un’epoca di passioni tristi, oppormi è una forma di militanza cercando di stimolare passioni gioiose, festose, l’esperienza della fatica, dell’incontro con gli altri. Viviamo al centro di un bombardamento di notizie, di informazioni continue ma raggiungere il mondo è necessario, perchè se è solo il mondo a raggiungere te tende a sopraffarti, invece muoversi verso vari Paesi è una speranza di cambiamento, di piacere personale, di crescita. Viaggiare è una delle grandi esperienze che l’essere umano può fare, andare a scoprire le culture, le differenze, le diversità, questo mondo di rischio, incertezza, la possibilità di un sorriso che dura un attimo ma lascia dentro una luce che fiorisce in te. E questo è il senso di ogni viaggio e della vita. Quindi raccontare questo ad un pubblico anche casuale che può guardare una puntata su Raiplay coincide con il senso del servizio pubblico”.

Riguardo la scelta del titolo della serie ha spiegato: “Aracataca è la città dove è nato Gabriel García Márquez ma è soprattutto un pretesto, ognuno di noi ha un luogo dell’anima, dove ti sei formato, dove hai visto le cose per la prima volta. In “Cent’anni di solitudine” Macondo è il posto dove ancora non era morto nessuno e la storia inizia quando muore il primo personaggio, come un seme che viene piantato nel terreno e dal quale nasce un bellissimo fiore”.

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Il cantautore ha poi parlato della sua passione per le due ruote: “Da sempre adoro la bici, ho fatto due Granfondo nella mia vita, ma per me è uno sport solitario, una forma di meditazione. Viaggiare è un’attitudine della testa, a volte non trovi da dormire o finisci in alberghi non bellissimi, ma l’avventura è così. La consiglio perchè è un’esperienza fantastica. Magari i primi tre giorni soffri fisicamente perché non sei abituato allo sforzo ma poi prendi il ritmo e diventi un cavallo, ti fondi con questo mezzo, con le cose che incontri sulla strada e l’esperienza è rigenerante. Abbiamo realizzato una bici che è un incrocio tra una gravel e una mountan bike. Andare in bici non è privo di rischi e le ciclabili in Italia non sono ancora una soluzione compiuta perchè sono spesso un contentino dato al traffico, sono segnate con una striscia di vernice. Mentre in Colombia, a Bogotà, sebbene sia una città a 3000 metri di altezza, ci sono 300 km di ciclovia. La ciclabile è la parte più importante della carreggiata e le macchine non possono entrarci”.

Infine Lorenzo ha ricordato alcuni momenti del suo viaggio: “Quando sono arrivato a Bogotà avevo un problema con il passaporto, in pratica non era stato messo il timbro, quindi era come se fossimo clandestini. Ho chiamato un mio amico e mi hanno messo in contatto con un colonnello dell’Ambasciata, che poi abbiamo risolto. Una volta arrivato all’Ambasciata è stata una rimpatriata tra italiani e l’ambasciatore mi ha chiesto se stessimo davvero girando per la Colombia in bici perchè in questo momento è il paese più pericoloso al mondo ma io non avevo questa sensazione percorrendo le strade. E’ stato un viaggio bellissimo, la Colombia è piena di cultura, di poesia, di musica, anche simile per certi versi all’Italia. Poi io per il Sudamerica ho un debole perchè è come se ritrovassi Roma da bambino. Mi è rimasta impressa la grande epifania che si rinnova quando si arriva in Amazzonia, hai la sensazione di essere in una pancia, con la forza che la foresta ti dà. Attraversare quella ecuadoriana e colombiana è stata un’esperienza potentissima”.

Aracataca è stato girato in autonomia dall’artista con una piccolissima action camera e un cellulare. Un docutrip per far scorrere immagini, pensieri, emozioni con una colonna sonora completamente originale scritta, suonata e cantata da Lorenzo Jovanotti. Prodotto da Soleluna, Aracataca è montato e diretto da Michele Lugaresi, realizzato con Federico Taddia.

di Francesca Monti

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