“Prima”, con la regia di Pascal Rambert, debutta dal 29 aprile al 28 maggio al Teatro Grassi di Milano: “Il conflitto nutre la mia ispirazione”

Anna Bonaiuto, Anna Della Rosa, Marco Foschi, Leda Kreider, Sandro Lombardi sono i cinque straordinari interpreti di “Prima”, con la regia di Pascal Rambert, che debutta dal 29 aprile al 28 maggio al Teatro Grassi di Milano.

Si tratta del capitolo di apertura della trilogia che il regista francese, artista associato del Piccolo, ha pensato nell’arco di tre stagioni, per raccontare quello che accade, sul palco e nella vita, Prima, Durante e Dopo la messa in scena di uno spettacolo.

“Nel marzo 2020, durante la prima ondata della pandemia in Europa, Pascal Rambert ed io abbiamo intrapreso un dialogo a distanza, per iscritto, per ragionare insieme, tra mille incertezze, sul futuro della creazione teatrale. Dodici mesi dopo quel primo momento di confronto, mentre faticosamente si stava uscendo dall’emergenza sanitaria, continuando le nostre conversazioni e ipotizzando nuovi progetti comuni a Milano, Pascal mi ha raccontato che per l’Italia voleva un progetto originale, qualcosa sul teatro sempre a partire dal teatro perché è la forma d’arte più adatta a cercare la vita. Da un simile slancio è nata Prima, la parte iniziale del trittico che Rambert ha ideato appositamente per il Piccolo Teatro, in un serrato scambio con attrici e attori italiani.  Il teatro di Pascal Rambert trova nella verbalità il proprio aggancio alla dimensione delle cose”, ha esordito in conferenza stampa Claudio Longhi, direttore del Piccolo Teatro.

Una storia d’amore impossibile, tra una donna matura e un uomo molto più giovane, a propria volta diviso tra due donne; uno spettacolo ispirato al trittico pittorico di Paolo Uccello, criptico come l’universo dei sentimenti; attori e attrici che finiscono per smarrire il confine tra privato e pubblico.

credit foto Masiar Pasquali

“Sono felice di essere qui a Milano, con gli attori che ho scelto con cura. Quotidianamente quando lavoro con loro faccio dei salti di gioia. Da quando avevo 16-17 anni sono stato segnato da Strehler e poter collaborare con il teatro Paolo Grassi ha un valore simbolico forte. Rispetto alla Francia nel vostro Paese c’è un modo diverso di fare teatro, qui si lavora con persone che sono degli artigiani molto precisi, in ogni settore. In Italia c’è un rapporto forte con l’immagine, quindi questo spettacolo ha molti costumi, c’è un legame con il lato impalpabile, con la speranza, i sentimenti degli attori e ogni volta che li racconto mi sembra sempre che manchi qualcosa, per questo mi serviva un’opera in tre parti anzi tre opere in una sola. Sistematicamente, fin dai tempi dei Greci, il teatro è stato un’arte che narra il conflitto e io lo faccio in maniera classica. Oggi esiste un teatro post drammatico ma non mi appartiene. Il conflitto nutre la mia ispirazione e quando guardo il quadro della battaglia di San Romano traspongo il testo su queste immagini. Recentemente ho lavorato su un’opera in cui facevo parlare delle vergini, quindi ci sono delle forme, dei colori da cui prendo spunto ed è come fare un innesto tra le varie epoche, tra i vari personaggi”, ha raccontato Pascal Rambert.

credit foto Masiar Pasquali

Il regista ha poi spiegato come ha scelto i cinque protagonisti di “Prima”: “Ho avuto modo di conoscere circa 40-45 attori e attrici italiani e ho voluto questi cinque bravissimi protagonisti dopo aver assemblato i corpi, le voci e le personalità. Per tanti motivi volevo lavorare con Anna Bonaiuto e Sandro Lombardi di cui conosco e apprezzo la carriera, con Marco Foschi, che ha un carisma speciale, con Leda Kreider, incantevole nella sua riservatezza, con Anna Della Rosa perché ha interpretato tutti i testi che ho allestito in Italia. In Giappone si dice che bisogna seguire il cammino del giorno, ed è una frase che mi piace molto. Gli attori in scena possono dire quello che sentono in quel momento, possono interpretare le parole e se hanno dei dubbi su una frase hanno potere decisionale. I miei testi sono tradotti in trentacinque lingue e credo di essermi confrontato, allestendoli all’estero, con almeno venti di esse. Nel momento in cui preparo uno spettacolo in un altro Paese, non guardo il mio testo, perché già lo conosco. Chiara Elefante ha fatto un ottimo lavoro di traduzione in italiano, ma c’è anche un discorso legato alla fiducia, mi fido di lei come degli attori”.

“Prima” è una nuova produzione del Piccolo con structure production e Compagnia Lombardi-Tiezzi, le scene sono firmate dallo stesso regista, insieme a Anaïs Romand, che ha creato anche i costumi, le luci sono di Yves Godin e le musiche di Alexandre Meyer. La traduzione è di Chiara Elefante.

BIGLIETTI: 

Orari spettacolo “Prima”: martedì, giovedì e sabato, ore 19.30; mercoledì e venerdì, ore 20.30; domenica, ore 16.

Prezzi: platea 40 euro, balconata 32 euro

Informazioni e prenotazioni 02.21126116 – www.piccoloteatro.org

di Francesca Monti

credit foto Masiar Pasquali

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