ETNACOMICS 2023: CAPAREZZA NEL MONDO DEI SUOI FUMETTI ED IL FUMETTO DEI SUOI MONDI

Etnacomics, nel corso dei quattro giorni della sua undicesima edizione (1-4 giugno) ha ospitato e permesso di interagire con personalità del mondo dei fumetti ed anche di ambiti quali la cinematografia e la musica. Ognuno ha saputo raccontare il suo legame con il mondo delle “storie disegnate”. Come nel caso di Michele Salvemini, in arte Caparezza.

Il cantautore e rapper di Molfetta (che è stato encomiato con il Premio Uzeta dal giornalista Francesco Alò e da Salvo di Paola) è intimamente legato al mondo del fumetto in quanto avrebbe voluto fare il fumettista. Caparezza, che ha studi nell’ambito della comunicazione (soprattutto in ambito pubblicitario),ha fatto il suo esordio nel 1995, con un ulteriore pseudonimo, ossia Mikimix. E’ con questo nome che pubblica il suo primo album” Tengo duro” nel 1996, per poi modificare, dopo alterne fortune, definitivamente il suo aspetto, a partire dal 1998, facendosi allungare pizzetto e capelli, per diventare Caparezza (nome dovuto alla sua “testa riccia”). Il primo album del nuovo corso, edito nel 2000, ripropone buona parte di quanto presente nei tre demo fatti a partire dal 1998. Ma per spiccare definitivamente il volo Michele deve aspettare il 2003 quando realizza l’album “Verità supposte”, in cui emerge il tormentone “Fuori dal tunnel”, che nasceva in realtà con l’intento di condannare il “divertimentificio”, ma che ne divenne paradossalmente, e contro le intenzioni del suo autore, un vessillo involontario. Di lì in poi manifesta un atteggiamento di misconoscimento della parte iniziale della sua carriera, ritenuta poco legata al suo pensiero di musicista non conforme alla regole del mercato. Il suo stile inconfondibile prende forma in seguito in altri album accolti favorevolmente da critica e pubblico, come “Habemus Capa” (2006),”Le dimensioni del mio caos” (2008), “Il sogno eretico” (2011), “Museica” (2014), “Prisoner 709” (2017) ed ”Exuvia” (2021).

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Caparezza mi ha raccontato che, per narrarsi in musica, usa elementi dei fumetti. Fumetti che l’hanno coinvolto fin da piccolo. I primi amori sono stati Nick Carter, Sturmtruppen, Cattivick ed i fumetti di  Jacovitti. E proprio il salame di Jacovitti rappresenta il carattere fumettistico in cui si vedrebbe se fosse “dentro” un fumetto. Caparezza, nel corso della sua carriera ha incontrato anche un’altra arte legata all’immagine. Il cantante pugliese ha infatti preso parte al film di e con Checco Zalone, per la regia di Gennaro Nunziante, “Che bella giornata”, del 2011. Ma il produttore discografico (è anche questo!) partito da Molfetta si sentirebbe più a suo agio nel prodursi nella scrittura di un soggetto o di una sceneggiatura, piuttosto che nell’indossare i panni dell’ attore .

Gli artisti che hanno costituito un punto di riferimento sono stati per lui gli Run DMC e Frankie hi-nrg mc. Con quest’ultimo ha potuto esibirsi assieme e con il leggendario rapper Darryl McDaniels del gruppo hip hop newyorchese, ha addirittura collaborato nel brano “Forever Jung” dell’album “Prisoner 709”, concretizzando un sogno che aveva sin da quando era piccolo.

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E proprio  sin da tenera età ha ricevuto l’appoggio della famiglia che ha capito le sue aspirazioni ed ambizioni. Questa condizione è stata per lui fondamentale, perché ha sempre pensato che un ambiente di supporto, rappresentato proprio dalla famiglia, sia necessario per esprimere tranquillamente la propria vocazione artistica. Ed anche questa “serenità di origine familiare” lo aiuta a non pensare alla sua paura più grande che è che esista l’eternità, perché tutto prima o poi è meglio che abbia un suo percorso compiuto ed un termine. Per non stancarsi di sé e degli altri, Caparezza dixit.

di Gianmaria Tesei

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