“Per me recitare è vita, è un mestiere che amo allo stremo, mi fa stare bene, mi regala un’energia incredibile”. Andrea Lattanzi è uno dei giovani attori più interessanti del panorama italiano. Determinato, appassionato, con la testa sulle spalle, dopo aver esordito al cinema con “Manuel” di Dario Albertini, presentato alla Mostra del Cinema di Venezia 2017 nella sezione Cinema nel Giardino, grazie al quale ha vinto diversi riconoscimenti (tra cui il Jean Carmet Award Prix come Miglior Attore Protagonista al Festival Premier Plan d’Angers, consegnatogli da Catherine Deneuve, e il Premio Biraghi ai Nastri D’Argento), ha intrapreso un percorso artistico che lo ha portato a mettersi in gioco e a credere nelle proprie capacità, prendendo parte come protagonista alla serie “Summertime” e al film “La Svolta”, opera prima di Riccardo Antonaroli.
Lunedì 12 giugno alle 21.15 su Sky Cinema Uno e in streaming su NOW, vedremo Andrea Lattanzi nel ruolo di Damiano nel film “Grazie Ragazzi” di Riccardo Milani, al fianco di Antonio Albanese, Sonia Bergamasco, Vinicio Marchioni e Giacomo Ferrara. Uscita al cinema lo scorso gennaio, la pellicola è tratta da Un triomphe, diretta da Emmanuel Courcol, liberamente ispirata alla vera storia di Jan Jonson, ed è una produzione Palomar, Wildside, società del Gruppo Fremantle, e Vision Distribution, in collaborazione con Sky, Prime Video e Teodora Film.
Antonio (Antonio Albanese), attore appassionato ma spesso disoccupato, di fronte alla mancanza di offerte di lavoro, accetta la proposta di un vecchio amico e collega di fare l’insegnante di un laboratorio teatrale all’interno di un istituto penitenziario.
Nonostante sia inizialmente titubante, scopre nei detenuti del talento che riaccende in lui la passione e la voglia di fare teatro, tanto da convincere la severa direttrice del carcere a far valicare le mura della prigione a cinque ragazzi e mettere in scena la famosa commedia di Samuel Beckett “Aspettando Godot” su un vero palcoscenico teatrale.
Giorno dopo giorno i detenuti si arrendono alla risolutezza di Antonio e si lasciano andare scoprendo il potere liberatorio dell’arte e la sua capacità di dare uno scopo e una speranza oltre l’attesa. Così quando arriva il definitivo via libera inizia un tour trionfale.

Andrea Lattanzi con Vinicio Marchioni, Giorgio Montanini, Giacomo Ferrara, Antonio Albanese in “Grazie Ragazzi” – credit foto Claudio Iannone
Andrea, il 12 giugno su Sky va in onda “Grazie ragazzi” di Riccardo Milani che ti vede tra i protagonisti nel ruolo di Damiano. Come hai lavorato alla preparazione di questo personaggio?
“Ci siamo incontrati agli Studios di via Tiburtina, ci siamo seduti intorno a un tavolone quadrato e abbiamo letto la sceneggiatura. Riccardo Milani ci dava degli spunti e ognuno di noi ha cominciato a immaginare e a costruire il personaggio. Damiano è anche balbuziente, così ho chiesto dei consigli a Vinicio Marchioni, che è un attore bravissimo, e ad altre persone che hanno questo disturbo del linguaggio”.
Da questo film emerge quanto siano importante la cultura e il teatro, che hanno un potere curativo. Cosa ne pensi a riguardo?
“E’ effettivamente così. Io sono un attore che ha studiato tantissimo, ho avuto un bel trascorso di vita prima di iniziare a recitare e il teatro mi ha permesso di limare il mio carattere e rinascere. Non ho fatto spettacoli teatrali ma lezioni, esercizi, poi ho incontrato diversi coach che mi hanno portato a conoscere questo mondo, ad esplorarlo e a migliorarmi come persona. L’arte in generale è una forma di libertà ma anche di crescita, di presa di consapevolezza, come per i ragazzi dell’istituto penitenziario protagonisti del film, che hanno perso la voglia di vivere, di sperare e che con il teatro tornano a credere in se stessi”.

Andrea Lattanzi con Vinicio Marchioni, Giacomo Ferrara, Giorgio Montanini in “Grazie Ragazzi” – credit foto Claudio Iannone
Per questi ragazzi fare teatro è un po’ come tornare ad essere liberi, per te cosa rappresenta recitare?
“Per me è vita, è un lavoro che amo allo stremo, mi fa stare bene, mi regala un’energia incredibile. Io poi sono un perfezionista e cerco di recitare sempre nel miglior modo possibile”.
Come ti sei trovato lavorando con Antonio Albanese e il resto del cast?
“Mi sono trovato benissimo con tutti, ho avuto la fortuna di incontrare bellissime persone. Antonio Albanese in particolare mi ha preso a cuore, è stato gentile, mi ha dato dei consigli, è eccezionale, acculturato, simpatico. Sono felice di aver lavorato con lui e gli auguro il meglio perché si merita quello che ha”.

Andrea Lattanzi con Antonio Albanese, Nicola Rignanese, Bogdan Iordachiou, Giacomo Ferrara in “Grazie Ragazzi” – credit foto Claudio Iannone
Antonio diventa una sorta di guida per questi ragazzi. C’è una persona che è stata un punto di riferimento importante per la tua carriera?
“Oltre agli insegnanti che mi hanno fatto capire che bisogna studiare per fare questo lavoro, che mi hanno fatto esplorare il mondo interiore che ho, un incontro importante è stato sicuramente quello con il regista Dario Albertini che mi ha scelto per “Manuel”, un film che mi ha dato tanto e grazie al quale siamo andati alla Mostra del Cinema di Venezia, in Francia, e ho vinto diversi premi. Voglio poi menzionare anche Cattleya, una casa di produzione eccezionale, con cui ho avuto modo di lavorare per “Summertime”, ma in generale sono grato a tutte le persone che ho incontrato lungo il mio percorso. Credo anche di dover dare dei meriti a me stesso, alla determinazione che ho avuto nel voler fare questo mestiere. Il punto di svolta più importante è stato quando ho imparato a conoscere me stesso e a coltivare le mie potenzialità”.
Cosa hai scoperto di te facendo questo lavoro?
“Prima ero una bomba a orologeria a livello emotivo, anche ora sono un po’ impulsivo ma riesco a gestirmi diversamente rispetto a quando avevo 18 anni. Mi ha aiutato tanto il fatto di andare in terapia perchè mi ha permesso di capirmi, di scoprire tante cose. Non sarei quello che sono se non avessi studiato a fondo me stesso. Ho avuto tanta fame, grinta, energia, che mi hanno portato a coltivare il mio percorso artistico”.
Ti abbiamo visto nella serie di successo “Summertime” nel ruolo di Dario, un personaggio che ha avuto una grande crescita nel corso delle tre stagioni, e nel film “La svolta” nei panni di Jack, un uomo duro e spregiudicato. Che esperienze sono state?
“Per quanto riguarda “Summertime” c’era un clima magnifico sul set, una grande attenzione da parte della produzione e si è instaurato anche un bellissimo rapporto con i ragazzi. C’è stata una sorta di gioco di squadra e credo che questo sia uno dei segreti del successo della serie. Inoltre Netflix ha una potenza assurda, tanto che quando vado all’estero le persone mi riconoscono e mi fermano per strada ed è pazzesco. “La svolta” ha rappresentato una crescita artistica perchè mi ha permesso di dimostrare di essere in grado di interpretare personaggi diversi. Mi sono divertito a vestire i panni di Jack. Anche in questo caso c’era un ottimo cast, una bella atmosfera. Sono due lavori che mi hanno dato molto”.
“La svolta” racconta l’incontro di due solitudini ma ha anche al centro una tematica importante come l’amicizia, valore che forse oggi si è un po’ perso…
“L’amicizia per me conta molto. Ho la fortuna di avere pochi amici ma buoni, che frequento da venti anni. Siamo cresciuti insieme e ne abbiamo combinate tante. Oggi sono cambiati i tempi, è tutto molto smart, con i social e i cellulari si è perso il valore dell’incontro diretto, di andare a prendersi una birra o di giocare a calcetto per strada come facevo da bambino. Il film parla di questa amicizia che nasce tra Jack e Ludovico (Brando Pacitto) e dell’esigenza di entrambi di creare un legame forte”.

credit foto Daniele Cruciani
Dicevi poco fa che ti piace spaziare tra personaggi diversi, ce n’è uno in particolare, di finzione o realmente esistito, che vorresti interpretare?
“Io sogno di fare un western, di impersonare un cattivo, con i capelli lunghi, un po’ pazzo, o di interpretare un personaggio dell’antica Roma. Ho voglia di sporcarmi, di trasformarmi anche fisicamente, solo che in Italia è difficile trovare progetti di questo tipo. Vorrei fare tanti ruoli diversi per mettermi in gioco e divertirmi”.
In quali progetti sarai prossimamente impegnato?
“Mi vedrete in due film, “Animali randagi”, opera prima di Maria Tilli, con Giacomo Ferrara, Agnese Claisse, Ivan Franek, e “Io e il secco” di Gianluca Santoni con Andrea Sartoretti, Barbara Ronchi, Swamy Rotolo e un piccolo e bravissimo attore all’esordio, Francesco Lombardo”.
di Francesca Monti
credit posato Daniele Cruciani
Grazie a Sara Castelli Gattinara
