Il suo album di esordio, Orgasmo Casto, è stato preceduto dal singolo Gagarin, accompagnato dal videoclip per la regia di Daniele Russo.
Con Orgasmo Casto, nove brani per un diario di bordo esistenziale dal respiro internazionale, Luridiana firma un impattante pop elettro-acustico – sorretto da una timbrica vocale agile e tratti sincopata – unendo episodi virtuosistici e attitudine cantautorale nel raccontare prosaicità e folgorante poesia del quotidiano.
La presenza pervasiva della chitarra acustica, portante in tutti i brani, contamina beneficamente un synth pop post litteram, con suggestioni new romantic à la Talk Talk.
Sms News Quotidiano ha incontrato il cantautore milanese Luridiana.

La sua scrittura è spesso definita dalla critica affilata, tagliente. La sincerità nello scrivere si impara o è innata?
“Penso che sia un misto di attitudine e allenamento, l’abitudine a scrivere è fondamentale. Ci viene naturale indirizzarci nella direzione che più si addice alla nostra sensibilità, ma per esplorarla bene è necessario scrivere tanto, tanti testi brutti che poi si buttano via”.
Se dovesse definire le sonorità del suo album di esordio, “Orgasmo Casto”, con tre aggettivi?
“Penso sia un diritto più dell’ascoltatore che mio”.
Prima dell’album ha pubblicato una serie corposa di singoli. E’ diverso lavorare per singolo brano, rispetto al dispendio di energie profuse nella realizzazione di un quasi-concept?
“In realtà credo che lo sforzo principale sia sempre la singola canzone, sia essa un singolo o parte di un progetto più ampio”.
In rete si trova una sua video- intervista con un intervistatore d’eccezione, Oliviero Malaspina. Com’è nata questa possibilità e come ha preso forma?
“Attraverso La Stanza Nascosta Records, l’etichetta che mi ha prodotto. Ho sentito Oliviero per telefono, ho apprezzato moltissimo la sua disponibilità e mi ha fatto molto piacere ed onorato che abbia apprezzato l’album”.
Nelle interviste lei risulta molto schivo. E’ un’impressione o il riserbo è una sua caratteristica caratteriale?
“Pensa sia per il mio carattere; un po’ perché tendo ad essere abbastanza riservato e un po’ perché non voglio rischiare di plasmare troppo le mie canzoni con le mie personali interpretazioni, proiezioni ed intenzioni che a mio avviso passano in secondo piano rispetto all’esperienza che l’ascoltatore fa del brano”.
Ci ha particolarmente colpiti il brano “Andare via”, che ha una grana quasi poetica. Ha mai scritto poesie nella sua vita?
“Grazie mille. Sì, ho iniziato scrivendo poesie in realtà La prima l’ho scritta a 9 anni credo, si chiamava Halloween, che ovviamente mi affascinava molto come festività nonostante non conoscessi nulla della sua storia. Mi piacevano semplicemente i mostri credo”.
Il cantautore italiano più sottovalutato di sempre?
“Onestamente non saprei, nonostante mi consideri un cantautore ho sempre ascoltato il cantautorato “canzone per canzone” più che concentrandomi su singoli artisti”.
Il posto che vorrebbe visitare?
“Istanbul. Ha una storia affascinante, un incrocio di civiltà unico”.
La canzone del suo repertorio di cui va più fiero?
“Credo sia “Orgasmo casto”, non perché sia la mia preferita in generale ma perché è quella su cui ho speso più tempo ed energie”.
E la meno riuscita?
““Il meglio di me”, che doveva essere la decima canzone dell’album ma è poi stata scartata perché non ero per nulla soddisfatto dell’arrangiamento che avevo fatto. Ma la farò uscire prossimamente, questa volta con un bell’arrangiamento”.
Lei è prodotto e distribuito dall’etichetta La Stanza Nascosta Records, particolarmente attenta alla musica d’autore. Come è iniziata la vostra collaborazione?
“Con una mail, stavo cercando etichette interessate al mio progetto e La Stanza Nascosta ha mostrato da subito grande interesse e disponibilità; mi ha molto lusingato il loro apprezzamento e ho apprezzato molto il loro investimento nel progetto”.
Nuovi progetti in vista?
“Ho una ventina di canzoni che sto valutando se dividere in due album o lasciare unite in un unico progetto. Alcune verranno sicuramente scremate in questi giorni e settimane. Poi sto spingendo per presentare il mio progetto live con la maggior frequenza possibile, che è la gioia più grande”.
di Clara Lia Rossini
