Nell’ultima giornata dei Mondiali di atletica paralimpica oro per Maxcel Amo Manu e argento per Fabio Bottazzini nei 200, argento per Giuseppe Campoccio nel peso e bronzo per Valentina Petrillo nei 200

Nell’ultima giornata dei Mondiali di atletica paralimpica di Parigi 2023 l’Italia ha conquistato ben quattro splendide medaglie. A dare il via alle danze è stato Maxcel Amo Manu che dopo aver trionfato nei 100 ha concesso il bis vincendo l’oro anche nei 200 T64 con tanto di record continentale con il tempo di 21.36. Dietro di lui si è piazzato Fabio Bottazzini col personal best di 23.10, che si è messo al collo l’argento, precedendo il neozelandese Mitchell Joynt, terzo con 23.32.

“Sto provando da poco a fare i 200, non ce lo aspettavamo però siamo qua. Sono contento, spero di riuscire a migliorare la prossima volta e prendermi il record del mondo. Speriamo di continuare sempre a lavorare duro in questo modo e a migliorare, sia per me sia per tutta la nazione. Dedico nuovamente questa vittoria alle persone in difficoltà e a quelli che vogliono provare a cambiare tutto. Anche oggi i miei bimbi sono in tribuna, sono la mia ispirazione. Ringrazio la FISPES che dà la possibilità ai ragazzi più giovani che non possono permettersi la protesi di tornare in vetta”, ha dichiarato Maxcel Amo Manu.

“È tutto inaspettato, incredibile, devo ancora realizzare. Sono veramente contento, è un ottimo punto di partenza. Pensare che cinque anni fa eravamo su un letto di ospedale e ora siamo qua ad un Mondiale e abbiamo portato a casa una medaglia… Complimenti soprattutto a Max per la doppietta. Abbiamo gestito la gara anche mentalmente, siamo stati tranquilli con la consapevolezza di quello che sappiamo fare. È veramente stupendo, impensabile. Dedico la medaglia alla mia allenatrice, alla mia famiglia, a tutto lo staff, gli amici. A tutte le persone più care per me e a tutte le persone che vivono dei momenti bui. Noi siamo l’esempio di come ci si possa rialzare quando la vita ti mette in ginocchio”, ha dichiarato Bottazzini.

credit Foto Augusto Bizzi/FISPES

Giuseppe Campoccio ha vinto invece l’argento nel peso F33 con la misura di 11,42 alle spalle del marocchino Zakariae Derhem, oro  con 11,91.

“Il grande lavoro fatto con la Federazione, il CIP, il mio gruppo sportivo, il mio tecnico è stato straordinario. A questa età essere performante e tra i primi al mondo è qualcosa di spettacolare, è un’emozione grandissima. Non per modestia, ma potevo giocarmi anche la medaglia più bella. Grazie a tutti, è stato eccezionale. Un ringraziamento particolare va a mia moglie, a una persona a me cara che non c’è più che è mio suocero e un altro a Giorgina, figlia di un mio carissimo collega che è venuta a mancare da poco. Loro mi hanno protetto da lassù e mi hanno dato la forza di spingermi ancora più avanti e di sognare ancora con lo sport e il paralimpismo”, ha detto Campoccio.

credit Foto Augusto Bizzi/FISPES

A completare la splendida giornata è stata Valentina Petrillo che dopo il terzo posto nei 400 T12 ha realizzato la doppietta con un bronzo anche nei 200 T12 con il tempo di 26.31, dopo la squalifica della tedesca Katrin Mueller-Rottgardt per aver perso il cordino con la sua guida. L’oro è andato alla cubana Omara Durand.

“È fantastico, non ho parole, non ci posso credere. Ditemi che non è un sogno. È importantissimo questo bronzo, sono felicissima. Un pensiero alla mia mamma: mi ero affidata a lei che mi assistesse dal cielo e mi è stata vicina fino alla fine. Ho un anno davanti, le mie competitor sono tanto agguerrite però Valentina c’è e ha dimostrato quello che poteva dimostrare in questo campionato del mondo e da qui si parte alla carica per le Paralimpiadi dell’anno prossimo. Qualche mese fa ero quasi sull’orlo di lasciare tutto, lasciare l’atletica visti tutti gli attacchi che ho ricevuto. Anche qui una settimana fa questo stadio era un po’ freddo nei miei confronti, oggi però era tutto con me. Quindi non molliamo mai. Si può ricominciare a 50 anni, lo sport fa bene, fa bene a tutti. Un messaggio particolare alle persone che ancora vivono nella discriminazione e nel pregiudizio, sia come persone disabili sia come persone transgender. Spero di essere di ispirazione. Per prima cosa vorrei dire che si può fare una splendida vita e avere tanto successo anche se si ha un problema alla vista e anche se si è persone transgender”, ha concluso Valentina Petrillo.

L’Italia torna da Parigi con 12 medaglie (5 ori, 3 argenti, 4 bronzi) e 10 pass validi per i Giochi del 2024.

credit Foto Augusto Bizzi/FISPES

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