LISBONA – Oltre un milione e mezzo di giovani, circa settecento vescovi, diecimila sacerdoti e trenta cardinali, hanno preso parte alla Messa conclusiva della Giornata Mondiale della Gioventù 2023 che si è tenuta al Parco Tejo a Lisbona, con la presenza di Papa Francesco.
I ragazzi hanno dormito in loco dopo la Veglia di sabato sera, come avviene in ogni edizione della GMG.

Fotos: © Duarte Nunes \ JMJ 2023
Nell’omelia il Pontefice ha sottolineato in particolare tre verbi: brillare, ascoltare e non temere.
“Le parole dell’apostolo Pietro sul monte della Trasfigurazione sono le stesse che, dopo questi giorni intensi, vogliamo fare nostre: “Signore, è bello che siamo qui!”. È stato bello quello che abbiamo vissuto con Gesù, quello che abbiamo vissuto insieme e come abbiamo pregato. Ma dopo questi giorni, ci chiediamo: cosa porteremo con noi quando torneremo nella valle della vita quotidiana? Dal Vangelo che abbiamo ascoltato, voglio rispondere a questa domanda con tre verbi: brillare, ascoltare, non temere. Risplendere. Gesù fu trasfigurato e – dice il testo – “il suo volto brillò come il sole”. Aveva da poco annunciato la sua passione e morte in croce, infrangendo così l’immagine di un Messia potente e mondano e frustrando le aspettative dei discepoli. Ora, per aiutarli ad accettare il disegno d’amore di Dio, che raggiunge la gloria attraverso la via della croce, Gesù prende con sé tre di loro – Pietro, Giacomo e Giovanni – li conduce sulla cima di un monte e si trasfigura: il suo volto diventa radioso e le sue vesti limpide. Questo “bagno di luce” li prepara alla notte che dovranno attraversare.
Cari amici, anche oggi abbiamo bisogno di qualcosa di luminoso per affrontare le tenebre che ci assalgono nella vita, tante sconfitte quotidiane, per affrontarle con la luce della risurrezione di Gesù. Egli è la luce che non si spegne, la luce che brilla anche di notte. Mi vengono in mente le parole del sacerdote Esdra, che troviamo nella Sacra Scrittura e che anche noi possiamo ripetere dopo questi giorni trascorsi insieme: “Il nostro Dio ha voluto far brillare i nostri occhi”. Il nostro Dio illumina i nostri occhi, illumina i nostri cuori, illumina la nostra mente e la nostra volontà di fare qualcosa nella nostra vita.
Ma vorrei anche dirvi una cosa: non diventiamo luminosi quando ci mettiamo sotto i riflettori, quando mostriamo un’immagine perfetta e ci sentiamo forti e vincenti. Ma brilliamo quando, accogliendo Gesù, impariamo ad amare come lui ha amato. Amare come Gesù: questo ci rende luminosi, questo ci porta a compiere atti d’amore. Non sbagliate, sarete luminosi il giorno in cui compirete atti d’amore. Se invece di compiere atti d’amore, ci guardiamo dentro, egoisticamente, la luce si spegne.

Il secondo verbo è ascoltare. Sul monte, una nube luminosa copre i discepoli e la voce del Padre indica che Gesù è il Figlio prediletto. Il comando del Padre è semplice e diretto: “Ascoltatelo”. Tutto è qui: tutto ciò che si deve fare nella vita cristiana è in questa parola: ascoltatelo. Ascoltate Gesù, ascoltate ciò che Gesù dice, prendete il Vangelo e leggete ciò che Gesù dice e il vostro cuore, perché egli ha parole di vita eterna per tutti noi. Ci rivela che Dio è Padre e amore, ci insegna la via dell’amore. Ascoltate Gesù, perché anche se abbiamo la migliore delle volontà, a volte seguiamo strade che sembrano d’amore, ma sono egoismi travestiti da amore. Ascoltate il Signore, perché ci indicherà la via dell’amore.
Risplendere, ascoltare e, infine, non temere. Sono le ultime parole che Gesù pronuncia sul monte per incoraggiare i discepoli spaventati: “Alzatevi e non abbiate paura”. Un’idea che si ripete spesso nei Vangeli: “Non abbiate paura”. A voi, giovani, che avete grandi sogni ma siete spesso oscurati dalla paura di non vederli realizzati; a voi, giovani, che a volte pensate di non farcela; a voi, giovani, tentati in questo momento di perdervi d’animo, di pensare di essere inadeguati o di nascondere il vostro dolore mascherandolo con un sorriso; a voi giovani che volete cambiare il mondo e che lottate per la giustizia e la pace; a voi giovani che mettete il meglio del vostro impegno e della vostra immaginazione ma vi sentite non abbastanza; a voi giovani, di cui la Chiesa e il mondo hanno bisogno come la terra ha bisogno della pioggia; a voi giovani che siete il presente e il futuro. È proprio a voi, giovani, che Gesù dice: “Non abbiate paura”.
Cari giovani, vorrei poter guardare ognuno di voi negli occhi e dire: non abbiate paura! Ma posso dirvi qualcosa di molto più bello: ora vi guarda Gesù stesso, colui che vi conosce e legge nel vostro intimo; guarda nel vostro cuore, conosce le vostre gioie e i vostri dolori, i vostri successi e le vostre sconfitte. E vi dice oggi, qui a Lisbona, in questa Giornata Mondiale della Gioventù: “Non temete! Non abbiate paura!”.


Il Cardinale e Patriarca di Lisbona Don Manuel Clemente ha ringraziato Sua Santità con queste parole: “Abbiamo vissuto così tanto e così tanto con Lei, Santità, che posso riassumerlo in una sola parola: GRAZIE! Nella nostra lingua portoghese, questa parola indica che non solo abbiamo ricevuto, ma che ci sentiamo portati a ricambiare ciò che ci è stato dato. E Vostra Santità ci ha dato così tanto in questi giorni, con la presenza, la parola e i gesti che ha generosamente condiviso, che non smetteremo mai di ricambiarla con immensa gratitudine e costante preghiera per la sua vita, la sua salute e il suo ministero. Grazie di cuore!
Fin dal primo momento, Santo Padre, Lei ha accettato e incoraggiato l’organizzazione di questa Giornata. Hai voluto che fosse un’occasione di incontro tra una moltitudine di giovani dei cinque continenti, aperta e disponibile a tutti, con l’ampiezza del Vangelo di Cristo, che non esclude nessuno e si offre globalmente. Hai voluto che la Giornata fosse, soprattutto per i giovani, un’occasione di ritrovo e di incoraggiamento verso la solidarietà e la costruzione di un mondo più capace di realizzare le giuste aspirazioni di tutti, dopo una pandemia che li ha confinati e tutto ciò che può allontanarli dagli altri e dal meglio di sé.
Lei è sempre stato con noi, incoraggiandoci a proseguire nella realizzazione della Giornata, superando rinvii e ostacoli, che pure non sono mancati. Questa Giornata è stata soprattutto sua, Santo Padre, e dei giovani che ha riunito qui. Sarà ricordata in futuro come il momento decisivo di una generazione che costruirà un mondo più bello e fraterno.
La Sua figura e il Suo esempio, Santo Padre, hanno immediatamente richiesto la collaborazione e il sostegno di contributi personali e istituzionali. Dallo Stato ai Comuni, in particolare, che hanno permesso di rendere questa bella terra di Lisbona e il Portogallo la casa di una moltitudine proveniente da tutto il mondo. Oltre alle autorità pubbliche, molti altri contributi privati hanno permesso all’instancabile organizzazione e ai suoi magnifici collaboratori e volontari di portare a termine con successo questa Giornata.
Tutti hanno accolto i vostri messaggi di incoraggiamento, suggestivi e mobilitanti. Tutti sono con voi in questa Santa Messa, ringraziando Dio per la Giornata Mondiale della Gioventù Lisbona/2023. E come tutto ciò che viene restituito a Dio, anche questo momento finale sta riacquistando la sua freschezza originale. Quella stessa freschezza che né l’età né i problemi di salute vi hanno tolto. In questo senso, lei è il più giovane tra i giovani che sono qui. Grazie, Santo Padre!”.
Al termine della Santa Messa Papa Francesco ha annunciato che la sede che ospiterà la prossima Giornata Mondiale della Gioventù sarà Seoul, in Corea del Sud nel 2027.
L’arcivescovo di Seoul, Peter Chung Soon-taick, ha rivelato in un’intervista che il Paese asiatico sta affrontando una grande sfida in relazione alla diminuzione del numero di giovani nel 2022. Secondo le statistiche ufficiali, il Paese ha il più basso tasso di natalità al mondo, con solo 0,8 figli per coppia. Per questo motivo, anche il numero di giovani nelle chiese è diminuito. Per questo la GMG “potrebbe diventare un’ottima occasione per riunire i giovani attorno a un progetto che li renda protagonisti. Si avvierebbe un processo e, una volta concluso, sarebbe bello condividere con tutti ciò che abbiamo vissuto. Sarebbe un’occasione missionaria per condividere i valori del Vangelo nella nostra società”.

Fotos: © Sebastião Roxo \ JMJ 2023
Papa Francesco nell’Angelus ha dato poi appuntamento ai ragazzi e alle ragazze di tutto il mondo a Roma dove nel 2025 si celebrerà il Giubileo dei giovani, ringraziando la città, le autorità, la Chiesa locale, i volontari e tutti i partecipanti.
“Una parola è risuonata tante volte in questi giorni: “grazie”, o meglio, “obrigado”. È bello quanto ci ha appena detto il Patriarca di Lisbona, ovvero che obrigado non esprime solo gratitudine per ciò che si è ricevuto, ma anche il desiderio di ricambiare il bene. Tutti, in questo evento di grazia, abbiamo ricevuto e ora il Signore ci fa sentire il bisogno, tornando a casa, di condividere e donare a nostra volta, testimoniando con gioia la gratuità di Dio, quello che Dio ci ha messo nel cuore.
Prima però di inviarvi vorrei dire anch’io obrigado. Anzitutto al Cardinale Clemente, e con Lui alla Chiesa e all’intero popolo portoghese: Obrigado. Obrigado al Signor Presidente, che ci ha accompagnato negli eventi di questi giorni; obrigado alle Istituzioni nazionali e locali per il sostegno e l’assistenza forniti; obrigado ai Vescovi, ai sacerdoti, ai consacrati e ai laici; e obrigado a te, Lisbona, che rimarrai nella memoria di questi giovani come “casa di fraternità” e “città di sogni”! Tanta gratitudine esprimo poi al Cardinal Farrell, che è ringiovanito in queste Giornate, e a coloro che hanno preparato queste Giornate, così come a quanti le hanno accompagnate con la preghiera. Obrigado ai volontari, ai quali va l’applauso di cuore per il grande servizio svolto! Un ringraziamento speciale a chi ha vegliato sulla GMG dall’alto, cioè ai Santi patroni dell’evento: uno su tutti, Giovanni Paolo II, che ha dato vita alle Giornate Mondiali della Gioventù.
E obrigado a tutti voi, cari giovani! Dio vede tutto il bene che siete, Lui solo conosce quello che ha seminato nei vostri cuori. Voi andate via da qui con quello che Dio ha seminato nel cuore. Custoditelo con cura e fatelo crescere. Vorrei farvi una raccomandazione: fatene memoria, fissate nella mente e nel cuore i momenti più belli, perché così, quando arriverà qualche inevitabile momento di fatica e scoraggiamento, e magari la tentazione di fermarvi nel cammino o di chiudervi in voi stessi, con il ricordo ravvivate le esperienze e la grazia di questi giorni, perché – non dimenticatelo mai – questa è la realtà, questo siete voi: il santo Popolo fedele di Dio che cammina nella gioia del Vangelo! Desidero anche inviare un saluto ai giovani che non hanno potuto essere qui, ma hanno partecipato a iniziative organizzate dai loro Paesi, dalle Conferenze episcopali, dalle Diocesi; penso, ad esempio, ai fratelli e alle sorelle subsahariani riuniti a Tangeri. A tutti grazie, grazie!
In particolare, accompagniamo con l’affetto della preghiera coloro che non sono potuti venire a causa di conflitti e di guerre. Nel mondo sono tante le guerre, sono molti i conflitti. Pensando a questo continente, provo grande dolore per la cara Ucraina, che continua a soffrire molto. Amici, permettete anche a me, ormai anziano, di condividere con voi giovani un sogno che porto dentro: è il sogno della pace, il sogno di giovani che pregano per la pace, vivono in pace e costruiscono un avvenire di pace. Attraverso l’Angelus mettiamo nelle mani di Maria, Regina della pace, il futuro dell’umanità.
E c’è un ultimo obrigado che vorrei sottolineare: obrigado alle nostre radici, ai nostri nonni, che ci hanno trasmesso la fede, che ci hanno trasmesso l’orizzonte di una vita. Sono le nostre radici. E, tornando a casa, continuate a pregare per la pace. Voi siete un segno di pace per il mondo, una testimonianza di come le diverse nazionalità, le lingue, le storie possono unire anziché dividere. Siete speranza di un mondo diverso. Grazie di questo. Avanti!
E alla fine c’è un momento che tutti aspettano: l’annuncio della prossima tappa del cammino. Prima di dirvi la sede della quarantunesima GMG, vi rivolgo un invito. Do appuntamento ai giovani di tutto il mondo nel 2025 a Roma, per celebrare insieme il Giubileo dei giovani! Vi aspetto nel 2025 per celebrare insieme il Giubileo dei giovani. E la prossima Giornata Mondiale della Gioventù avrà luogo in Asia: sarà in Corea del Sud, a Seoul! Così, nel 2027, dal confine occidentale dell’Europa si sposterà in estremo Oriente: è questo un bel segno dell’universalità della Chiesa e del sogno di unità di cui voi siete testimoni!
Infine, un ultimo obrigado, lo rivolgiamo a due persone speciali, ai protagonisti principali di questo incontro. Sono stati qui con noi, ma sono sempre con noi, non perdono di vista le nostre vite, amano le nostre vite come nessun altro: obrigado a Te, Signore Gesù; obrigado a te, Madre nostra Maria. E ora preghiamo insieme.
di Francesca Monti
