MINTURNO MUSICA ESTATE 2023 – Intervista con Enzo Avitabile: “Nell’arte e nella vita possiamo vincere solo accogliendo le conoscenze degli altri popoli”

Oltre quaranta anni di carriera, è uno dei più grandi artisti della musica italiana, ha vinto due David di Donatello, due Nastri d’Argento, un Globo d’Oro, ha scritto canzoni che arrivano al cuore: Enzo Avitabile salirà sul palco della diciassettesima edizione del Minturno Musica Estate, che si terrà giovedì 31 agosto alle ore 21 in Piazza Portanova a Minturno.

Il cantautore, musicista e compositore nel 2022 ha pubblicato il disco “Il treno dell’anima”, che contiene undici tracce, tra brani inediti e riletture tratte dal suo repertorio, con i featuring di celebri artisti e amici italiani come Luciano Ligabue, Edoardo Bennato, Biagio Antonacci, Giuliano Sangiorgi, Lorenzo Jovanotti, Gué, Speranza, Rocco Hunt e Boomdabash. Un vero viaggio musicale, dal soul al jazz, dalla world music ad andamenti di tammurriata che ne fanno un arcobaleno di suoni, musiche e parole.

In questa intervista Enzo Avitabile ci ha parlato del suo ultimo album, ma anche del festival “Settembre al Borgo” di cui è direttore artistico e della collaborazione con Edoardo De Angelis, per il quale ha recentemente curato le musiche della serie Netflix “La vita bugiarda degli adulti”.

Enzo Avitabile Pizza Expo  22Caserta
credit foto Titti Fabozzi

Enzo, è tra i grandi ospiti del Minturno Musica Estate 2023, cosa porterà sul palco?

“Sono stato invitato al Minturno Musica Estate da Pasquale Mammaro, a cui sono legato da tempo da una bella amicizia. Mi piace l’idea di passare una serata insieme a tanti altri artisti, in quello che si potrebbe definire una sorta di spettacolo televisivo live dove non c’è alcuna ripresa ma questo tipo di aspirazione. In base allo spazio che ci sarà a disposizione farò delle scelte di repertorio. Sicuramente canterò Soul Express, Mane e mane, di cui è stata recentemente realizzata una nuova versione “Oro e diamanti (Mane e mane 2.0)” con Geolier e Neves17, e una canzone legata al mio sound, alla ricerca di questo suono mediterraneo che accoglie i suoni del mondo, il cosiddetto o’ groove. Ci sono tre elementi fondamentali nella mia musica: la parola, il suono e la danza”.

Questa contaminazione tra suoni e generi diversi è presente anche nel suo nuovo disco “Il treno dell’anima”, un viaggio musicale nei sentimenti con la collaborazione di tanti amici e colleghi, come Lorenzo Jovanotti con cui ha cantato “Simm’ tutt’uno”, un inno all’unione tra anime in una società che tende invece ad essere sempre più divisiva…

“Per quanto riguarda la musica non mi sono fatto mancare nulla, la mia inquietudine dell’incontro è stata un elemento centrale. Da sempre volevo conoscere James Brown, Tina Turner, Stevie Wonder, Africa Bambaataa, Randy Crawford e ho avuto modo di collaborare con loro, nella mia seconda parte di carriera, quella di disamericanizzazione del linguaggio ho lavorato con gli artisti della world music, quindi Khaled, Youssou N’Dour, Goran Bregovic, Manu Dibango, poi i sono stati i featuring con i grandi cantautori quali Franco Battiato, Pino Daniele, Francesco De Gregori, Francesco Guccini. Mi piace contaminare le sonorità e i generi musicali e Il treno dell’anima mi ha permesso di incontrare altri colleghi e amici della musica italiana che stimo, a cominciare da Lorenzo Jovanotti che è una sorta di punto luce e a cui auguro di tornare presto sul palco. Durante la pandemia decidemmo di mettere mano a Salvamm ‘o munno e di farne una nuova versione, poi ci siamo incontrati al Jova Beach Party e in seguito è nata ‘Simm’ tutt’uno’, che è un canto di accoglienza che però nasconde una grande verità: noi vogliamo accogliere ma c’è anche una grande aspirazione ad essere accolti da coloro che accogliamo. E’ una sorta di inno alla vita che nasce comunque e ovunque, a questa unità cosmica dove ogni cosa è collegata e la musica riesce attraverso questo messaggio che va da cuore a cuore a sconfiggere il nemico storico che è la retorica”.

Le arti in effetti dovrebbero contribuire a far riflettere le persone…

“Dietro all’arte, dietro ad un musicista c’è sempre un pensiero. Sono molto legato a Pippo Del Bono e a Carmelo Bene che affermava che non bisogna capire troppo quando c’è di mezzo l’arte. La mia volontà è stata di essere nella musica comunque e ovunque, di dare forma a quelle forme che non ce l’hanno. Per questo niente va buttato, ma deve esserci l’ispirazione che è alla base di tutto”.

Ha curato le musiche della serie Netflix “La vita bugiarda degli adulti” di Edoardo De Angelis, con cui ha avuto modo di lavorare anche per i film “Indivisibili” e “Il vizio della speranza”. Com’è nata la vostra collaborazione?

“Tutto è nato dall’intuizione di Jonathan Demme, premio Oscar per Il silenzio degli innocenti, che ha deciso di realizzare il documentario “Enzo Avitabile Music Life”, che racconta aspetti inediti della mia vita e della mia musica, destando l’attenzione del regista Edoardo De Angelis, che mi ha chiamato per il film Indivisibili, grazie al quale ho vinto due David di Donatello, due Nastri d’Argento e un Globo d’oro. Da quel momento è iniziata una bella collaborazione e un lavoro creativo di ricerca, proseguiti con Il vizio della speranza e con la serie Netflix La vita bugiarda degli adulti”.

Nel disco “Il treno dell’anima” è presente anche “E duorme stella”, incisa per la colonna sonora del film “Natale in casa Cupiello”, sempre diretta da Edoardo De Angelis con protagonista Sergio Castellitto e tratta dall’omonima opera teatrale scritta da Eduardo De Filippo, trasmesso nel 2020 su Rai1…

“Ho scritto “E duorme stella” quando è nata Stella, la figlia di un mio carissimo amico, Giuliano Sangiorgi dei Negramaro. Eravamo nel periodo allucinante della pandemia e gli ho mandato sul cellulare questo brano, realizzato a casa con chitarra, pianoforte e voce, che è diventato il regalo per la nascita della bimba. Nella canzone canto: “Nun simme scise da te/ Ma simme nati ‘mmiezz’ ‘ o grano / Quanne s’appiccia’ ‘o cielo”, cioè mi rivolgo alla stella dicendo “non siamo scesi da te, la nostra natura non è divina, ma siamo nati in mezzo al grano, quando si accende il cielo”. Edoardo De Angelis mi chiese un brano per il film Natale in Casa Cupiello e ho pensato di incidere “E duorme stella”. Giuliano ha detto che era d’accordo e che era il più bel regalo che potesse ricevere Stella. Così l’ho registrata con un coro di bambini, di cui fanno parte anche due piccoli cantori non vedenti, Sofia e Francesco, ed è stata inserita nella colonna sonora della pellicola”.

E’ anche direttore artistico di “Settembre al Borgo”, lo storico Festival giunto alla 51a edizione che si tiene a Casertavecchia dal 31 agosto al 3 settembre. Cosa può anticiparci?

“Quest’edizione ha come titolo “Caserta infinita” in quanto dobbiamo essere un festival infinito e nel quale trovano spazio diversi campi artistici. Tra gli ospiti ci saranno il Premio Oscar Nicola Piovani, il danzatore turco Ziya Azazi, il percussionista indiano Trilok Gurtu, passando per il pianista e performer Venovan, il compositore iraniano Alireza Mortazavi e il chitarrista fingerstyle Andrea Castelfranato. Ci sarà poi la mostra “Mine in fiore” di Mathelda Balatresi negli spazi della Chiesa dell’Annunziata, Un Borgo di Libri curato da Luigi Ferraiuolo e lo spettacolo teatrale di Piero Grant “Vanvitelli, il Capocostruttore” con Marco Caldoro”.

Enzo AvitabileNapoli 2022
credit foto Titti Fabozzi

Quali sono i suoi prossimi progetti?

“Continuerò a fare concerti, a suonare e chiaramente ad occuparmi della parte discografica. Sono molto studioso e scrivo i brani quando c’è un’ispirazione al di fuori di una commissione, in quanto hai maggiore libertà di azione ed espressione”.

Ha preso parte alla festa scudetto del Napoli, di cui è tifoso. Cosa ha rappresentato per lei la vittoria del terzo tricolore?

“Sono tifosissimo della mia squadra. Sono napoletano, orgoglioso del Napoli calcio e felice per il terzo scudetto. Amo il mio popolo ma non sono un tifoso di popoli, sono un cittadino del mondo. Nell’arte e nella vita possiamo vincere solo accogliendo le conoscenze degli altri paesi, portando a casa cose che non avevamo e dando agli altri quello che non hanno. Sono favorevole ad una contaminazione felice dove non c’è prevaricazione e dove nascono il nuovo tempo, la nuova parola”.

di Francesca Monti

Grazie ad Umberto Di Micco e Mauro Caldera

credit foto Titti Fabozzi

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