“Ferrari” e’ il nuovo film di Michael Mann, in Concorso all’80. Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia.
È l’estate del 1957. Dietro lo spettacolo della Formula 1, l’ex pilota Enzo Ferrari è in crisi. Il fallimento incombe sull’azienda che lui e sua moglie Laura hanno costruito da zero dieci anni prima. Il loro matrimonio si incrina con la perdita del loro unico figlio Dino. Ferrari lotta per riconoscerne un altro, avuto con Lina Lardi. Nel frattempo la passione dei suoi piloti per la vittoria li spinge al limite quando si lanciano nella pericolosa corsa che attraversa tutta l’Italia: la Mille Miglia.
“È fantastico essere qui a Venezia. Conoscevo la storia di Enzo Ferrari dai libri e quando ho visto la sceneggiatura ho pensato che fosse la migliore che avessi letto su quel tema e su quel mondo. Ho contattato Michael Mann e gli ho detto che avrei voluto far parte di questo film. Mesi dopo e’ stato così esaltante guidare nelle sequenze di gara. In quelle auto sembrava di fare un salto indietro nel tempo”, ha dichiarato Patrick Dempsey.
“Immergersi in un luogo, capire una cultura diversa: sono tutti aspetti che adoro dell’essere un attore. Abbiamo girato il film a Modena, dove abbiamo potuto vedere in prima persona come la storia di Enzo Ferrari abbia segnato quel luogo. Questo ci ha dato un grande senso di responsabilità”, ha spiegato Adam Driver.

Michael Mann sul red carpet di Venezia80 con la moglie – credit foto Francesca Monti

Patrick Dempsey sul red carpet di Venezia80 con la moglie – credit foto Francesca Monti
“Ho adorato il mio personaggio: non è molto simpatico, ma ho trovato audace questo suo modo di essere. Beckett diceva che non c’è niente di più autentico dell’infelicità: in lei ho trovato questo. parla di tutti noi, racconta la nostra ambivalenza”, ha detto Daniela Piperno.
“Nel 1957 molti dei conflitti della vita di Enzo Ferrari collidono con i problemi dell’azienda, la perdita del figlio, il matrimonio che sta andando a pezzi, è una storia così profondamente umana. In questa storia queste dinamiche sono tutte compresse in modo drammatico e lirico. Sono conflitti universali che accadono a tutti noi”, ha concluso Michael Mann.
credit foto apertura La Biennale
