Intervista con Chiara Noschese, regista e attrice di “Chicago Il Musical”, dal 5 ottobre al Teatro Nazionale di Milano: “Vorrei portare il pubblico a perdersi con me in questa storia”

“Lo spettacolo è ambientato in un circo, c’è un personaggio che ci traghetta dentro la storia, una specie di Caronte, che è sempre in contatto con il pubblico”. Chiara Noschese è la regista di “Chicago Il Musical”, la nuova produzione di Stage Entertainment, che debutta giovedì 5 ottobre, per la prima volta, al Teatro Nazionale CheBanca! di Milano, dove resterà in scena fino al 29 ottobre.

Scritto da tre autori d’eccellenza quali John Kander, Fred Ebb e Bob Fosse, è uno dei grandi classici del musical, la cui fama internazionale è aumentata in tutto il mondo dopo l’uscita del film nel 2002 (vincitore di 6 premi Oscar), diretto da Rob Marshall.

Protagonisti di “Chicago Il Musical”, prodotto da Dan Hinde e Matteo Forte, sono la stessa Chiara Noschese nei panni di Mama Morton, Stefania Rocca (Velma Kelly), Giulia Sol (Roxie Hart), Brian Boccuni (Billy Flynn), Cristian Ruiz (Amos Hart), Luca Giacomelli Ferrarini (Mary Sunshine).

La trama segue le vicende di Roxie Hart, una cantante di nightclub che uccide il suo amante quando scopre che sta per lasciarla. Dopo essere stata condannata per il suo omicidio, finisce in carcere e trama per uscire di prigione con ogni mezzo necessario. Incarcerata in piena epoca di proibizionismo, Roxie incontra il suo idolo Velma, anche lei assassina e cantante jazz. Le due uniscono le forze con l’astuto avvocato Billy Flynn e complottano rapidamente per riconquistare la libertà e la fama nella Chicago underground.

Attrice, cantante e regista sopraffina, artista a 360 gradi, Chiara Noschese è anche nel cast dell’opera seconda di Pietro Castellitto, “Enea”, presentata in Concorso all’80. Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia.

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Chiara, il 5 ottobre al Teatro Nazionale di Milano debutta “Chicago Il Musical” con la sua regia, che segna il suo ritorno al musical tredici anni dopo “Mamma Mia!”. Ci racconta come sta lavorando allo spettacolo?

“Tredici anni sono passati… mamma mia! Ed è anche il mio ritorno sul palcoscenico del Teatro Nazionale (sorride). Mi sto dedicando all’orchestrazione dello spettacolo perchè è come una partitura. Sarà una rilettura in quanto non possiamo usare nulla della versione storica di Broadway che ha girato tutto il mondo e quindi ne sto facendo una specie di veloce film pulp-pop”.

Cosa ci può anticipare riguardo l’ambientazione e i costumi?

“Chicago Il Musical è ambientato in un circo. C’è un personaggio che ci traghetta dentro la storia, una specie di Caronte, che è sempre in contatto con il pubblico. Nello spettacolo chi la fa più brutta, più sporca, più marcia vince, il crimine paga ed è tristemente aderente al nostro periodo storico in cui finire sulle prime pagine dei giornali o diventare virali nel web sembra la necessità primaria. C’è una serie di efferati delitti fin dall’inizio ma avvengono tutti all’interno di questo pseudo-circo. Posso anticiparvi che ci saranno dei cambi scena e dei cambi costume, al contrario della versione storica di Broadway, e avremo anche degli effetti speciali”.

Oltre a curare la regia sarà anche in scena nei panni di Mama Morton…

“Ne sto facendo un personaggio forte, esagerato, abbondante. E’ un donnone con i capelli rossi, una specie di cerbero che controlla, corrompe, prende soldi per fare favori e tiene sotto scacco le detenute, le guardie, che sono quindi sotto la sua ala protettiva, che in realtà è un braccio della morte”.

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Chiara Noschese nei panni di Mama Morton – credit ufficio stampa

E’ una storia che parla di donne e per certi aspetti anche di sorellanza…

“Sono solidali nel negativo, c’è una sorellanza ma è più rivolta verso il crimine. Alla fine Roxie e Velma riescono a unirsi ma la loro realtà trasla nel sogno. Sono donne forti, prepotentemente virago a volte, però poi hanno un destino comune, quello di stare dietro alle sbarre. Stanno pagando per i loro errori e cercano in tutti i modi di uscire dal carcere”.

Emerge quindi la forza di queste donne che non si arrendono e provano a ricominciare…

“Velma che sta in carcere da tanto tempo prova ogni giorno a ricominciare, così come Roxie che non è abituata a stare dietro le sbarre, ma anche Mama Morton a suo modo e le altre detenute. Tutte cercano un nuovo inizio”.

In Italia e non solo le donne faticano ancora un po’ ad affermarsi e ad emergere in certi campi, anche nella stessa regia. Qual è la sua opinione a riguardo?

“Trovo che le donne stiano emergendo molto, faticosamente ma stanno prendendo il potere e stanno vincendo su tutti i fronti. Indubbiamente incontrano qualche difficoltà in più rispetto agli uomini per farsi sentire e per comandare. Io ad esempio mi trovo a gestire un gruppo molto grande di persone e ho cercato di andare avanti con il rispetto verso gli altri. Il leader nasce così, è autorevole e non autoritario, che sia maschio o femmina”.

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Chiara Noschese con Stefani Rocca, Giulia Sol e Brian Boccuni – credit ufficio stampa

Cosa vorrebbe arrivasse al pubblico che verrà a vedere “Chicago Il Musical”?

“Vorrei arrivasse l’intrattenimento. Io lavoro per fare intrattenimento, per fare staccare la spina al pubblico. Credo che il teatro da sempre abbia una valenza di questo tipo e sarà così per sempre perchè vedi persone in carne ed ossa che ti stanno intrattenendo, che ti raccontano qualcosa e tu le stai a sentire. Vorrei riuscire a raccontare bene questa storia, in maniera fruibile, e portare il pubblico a perdersi con me, a vivere una vacanza nel corpo di un altro, come quando fai l’attore. E’ una magia e solo a teatro accade. E’ l’unicità di quella sera, di quel momento, di quelle persone che sono chiuse in quel bellissimo posto”.

Alla recente Mostra d’Arte Cinematografica di Venezia è stato presentato in Concorso il film “Enea” di Pietro Castellitto, in cui interpreta Marina, la mamma del protagonista, un personaggio che ha una consapevolezza non espressa. Com’è stato interpretarla?

“Interpretare Marina è stato un viaggio bellissimo. Io non sono madre nella vita reale ed entrare nei panni di questa donna, con un figlio di trenta anni come Enea, è stata una grande possibilità che Pietro mi ha regalato. Mi ha fatto scoprire delle cose di me che neanche conoscevo e che è stato bello riuscire a rendere con grande eleganza e grazia. Non mi era ancora capitato di presentare un film in Concorso alla Mostra del Cinema di Venezia, è stato un flash meraviglioso, un’esperienza emozionante. Salire sul red carpet mi terrorizzava, invece è stato come volare, divertentissimo”.

Si è diplomata al Laboratorio di esercitazioni sceniche, diretto da Gigi Proietti, qual è l’insegnamento che più le è servito?

“E’ quello che cerco di insegnare ai miei allievi, essendo direttore artistico al Teatro Nazionale di una scuola per performer di musical che si chiama MAM – Musical Academy Milano, cioè di perdersi dentro quello che si fa ma con grande rigore e dedizione. In teatro non si può ingannare, devi essere preparato e una volta che hai le armi, sai dove devi andare e cosa dire, devi perderti in quello che stai facendo per riuscire a dare il massimo”.

Come vede la nuova generazione di attori e attrici italiani?

“Benissimo, adoro i giovani, hanno mille chance in più rispetto a noi ma allo stesso tempo è anche più difficile emergere perchè sono in tanti. La mia generazione era diversa, c’era un’alta selezione naturale. Oggi tutti vanno sotto i riflettori e come diceva Andy Warhol sono famosi per due minuti e devono combattere contro quelli. Effettivamente oggi è tutto più violento e a volte anche un po’ volgare”.

di Francesca Monti

Si ringrazia l’ufficio stampa del Teatro Nazionale

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