“Nella comunicazione è bello cercare le parole più adatte e provare a fare arrivare le tue emozioni, avendo però cura dell’altro”. Marco Liorni è esattamente come lo vediamo in tv nel preserale di Rai 1 alla conduzione di “Reazione a Catena” e il sabato pomeriggio a “Italia Sì!”: simpatico, educato, professionale, un vero signore e parlare con lui è sempre un grande piacere. E proprio la gentilezza e il suo essere umile, nonostante il successo, sono le frecce che hanno fatto breccia nel cuore degli spettatori facendone uno dei conduttori più amati.
Sabato 7 ottobre alle 21.25 su Rai 1, andrà in onda il secondo dei due speciali di “Tutti giocano a Reazione a Catena” con finalità benefica che vedono i vip e le loro famiglie giocare e divertirsi con la lingua italiana. A coadiuvare i loro sforzi e far sì che il montepremi finale, devoluto in beneficenza, possa essere il più alto possibile, saranno presenti in studio alcune delle squadre più brave di questa stagione. Protagonisti della serata saranno Adriano Panatta con la moglie Anna e il fratello Claudio; Simona Izzo con le sorelle Rossella e Fiamma; gli attori de ”Il Paradiso delle Signore” Alessandro Tersigni, Roberto Farnesi e Pietro Genuardi; Valeria Marini con la madre Gianna e il fratello Fabio.

Marco, “Reazione a catena” sta avendo come sempre un grandissimo successo di ascolti con oltre 4 milioni di spettatori a puntata e il 27% di share, e quest’anno andrà avanti per la prima volta fino al 31 dicembre…
“La prima parola che mi viene in mente è curioso. Siamo tutti curiosi di vedere “Reazione a catena” in una situazione di luce diversa, dato che arriverà anche l’ora solare, di scoprire la mescolanza chimica delle emozioni, delle sensazioni che regala il programma, dei colori, del tipo di gioco, portata dentro l’autunno inoltrato e l’inverno”.
Sabato 7 ottobre su Rai 1 andrà in onda la seconda delle due serate speciali a scopo benefico “Tutti giocano a Reazione a Catena” che vede sfidarsi quattro squadre composte da personaggi famosi, affiancati da parenti o amici…
“Anche la seconda puntata avrà una finalità benefica, il montepremi vinto sarà devoluto alla Fondazione Mission Bambini ETS Milano. La base di queste serate speciali è quella di “Reazione a Catena” ma in gara ci sono i personaggi famosi che sono capitati dentro questo gioco e si creano degli effetti divertenti, esilaranti, si scherza, si canta, ci si prende in giro. E’ un sabato sera da passare in allegria”.
Tra le novità di questa edizione di “Reazione a Catena” c’è il gioco “Quattro x una”, in cui le squadre devono indovinare una parola sulla base di quattro indovinelli…
“E’ un gioco che è nato con uno dei miei amici. Ho pensato che le parole, a seconda dei contesti, sono usate diversamente: il cuore ad esempio non è solo un organo, ma è anche il simbolo dell’amore o la parte interna e morbida del carciofo. Quindi la scorsa Pasqua l’ho testato con alcuni amici e ho visto che si divertivano. Così l’ho proposto ai nostri grandi autori Tonino Quinti e Stefano Santucci. Il gioco inizialmente comprendeva degli indizi dati da vari contesti, per esempio per “cuore” avevamo “con i pollici e con gli indici”, oppure “la rima facile delle canzoni”, e c’era l’iniziale della parola. Prima dell’inizio della nuova stagione di “Reazione a Catena” gli autori hanno fatto un test con le squadre di prova e hanno tolto l’iniziale perché i concorrenti arrivavano quasi subito alla soluzione. Questi indizi sono stati poi formattati come qualcosa di gustoso, un po’ da indovinello, e si è arrivati a “Quattro x una” che sta andando molto bene. Nei serali invece c’è un’altra novità, la Mischia zip, che consiste in una zip mescolata e chi gioca deve rimetterla nel giusto ordine. La inseriremo sperimentalmente magari nel Torneo dei Campioni”.

“Reazione a Catena” è un programma di associazione logica delle parole, quindi le chiedo quanto è importante oggi il modo in cui vengono dette le parole, come vengono espresse dalle persone?
“A Reazione a Catena c’è un’associazione logica delle parole ma a volte anche istintiva, emotiva, di cuore, come accade sovente nella vita. La parola scritta era finita, a parte i libri che purtroppo sappiamo non tutti leggono, prima dell’avvento degli sms. La gente comunicava a voce. Nell’utilizzo delle parole quindi bisogna stare sempre molto attenti all’altro. La cosa più difficile è comunicare, dire quello che veramente senti e vuoi esprimere, perchè le parole vanno a chiudere i pensieri, le emozioni. A “Reazione a catena” ma anche nella vita è bello cercare le parole più adatte e provare a fare arrivare le tue emozioni, avendo però cura dell’altro. In questo programma c’è questo gusto delle sfumature dei significati che può aiutarci anche nella quotidianità, perché scuote il pensiero, ci porta dove non pensavamo. Nel gioco “Una tira l’altra” ad esempio c’è questo viaggio bellissimo tra quello che evocano le parole, e ciascuna porta con sè dei ricordi, delle emozioni, che magari non ci aspettavamo”.
Ricollegandomi a quello che ha detto poco fa, qual è la parola il cui suono la riporta a delle emozioni che ha vissuto, a dei ricordi belli?
“Ce ne sono tante. La prima che mi viene in mente è “senti” che mi riporta alla storia con mia moglie Giovanna. C’eravamo conosciuti in una situazione di lavoro, poi ci siamo incontrati di nuovo in un modo rocambolesco dopo qualche tempo, quindi ci siamo scambiati un messaggio in cui le ho chiesto se le andasse di uscire insieme e la prima parola era “senti”. Un’altra è “rispetto” e ogni volta che è presente a “Reazione a Catena” la sottolineo perchè è basilare nel rapporto tra le persone, di qualsiasi natura sia”.
Il sabato pomeriggio, sempre su Rai 1, è alla conduzione della nuova stagione di “Italia Sì!”, dove ritroviamo il podio, il contest, lo spazio legato all’attualità che fa un po’ il verso al costume social di dare opinioni su tutto e tutti, con un ospite chiamato ad esprimere il proprio parere su tematiche diverse…
“Mi hai fatto venire in mente anche la parola “sì”, che secondo me è bellissima. Quando abbiamo pensato al titolo del programma l’ho scelta sia per la canzone di Elio e le Storie Tese ma anche perchè racchiude un significato di apertura, un atteggiamento di curiosità rispetto a quello che ci circonda, verso la vita, gli altri, i pensieri. Agli ospiti piace salire sul podio ed esprimersi su tutto, qualcuno vuole sapere prima gli argomenti trattati, altri vanno d’istinto, perchè sui social e nella vita di tutti i giorni si fa così”.
Nel 2009 aveva precorso i tempi pubblicando il libro “Facebook. Tutti nel vortice” dove analizzava questo fenomeno. Come vede oggi i social?
“A quell’epoca Facebook era esploso in Italia ed era facile intuire che avrebbe avuto un grande impatto sulle nostre vite. Il libro in particolare era legato ad un passato che torna, con tutti gli amici che ripiombano nella tua vita, anche quelli da cui eri riuscito ad allontanarti (ride). Oggi non sono molto positivo riguardo ai social, soprattutto se penso ai ragazzi che sono nati e cresciuti con la tecnologia, come le mie figlie Emma e Viola. Invece mio figlio Niccolò che ha 29 anni si è reso conto di quanto tempo tolgano e quanto possano essere tossici”.

Recentemente ha parlato del narcisismo in questi tempi moderni, vuole spiegarci meglio a cosa si riferiva, se alla società in generale o alla televisione, al lavoro?
“Mi riferisco alla società in generale, non ad un settore in particolare. Sui social ad esempio c’è un narcisismo pazzesco. Mia figlia Emma lamenta il fatto che spesso alcuni ragazzi si pavoneggiano su Instagram, sembrano super brillanti e carini, mandano i messaggi, mettono foto, ma quando poi ci si vede di persona non dicono una parola. Le ricerche sociologiche affermano che tutti noi abbiamo una quota di narcisismo ed è vero, ma puntare solo sul proprio aspetto estetico e sul proprio ego, chiudendosi nei confronti dell’altro, non va bene”.
Cosa hanno aggiunto “Italia Sì!” e “Reazione a Catena” al suo percorso artistico e personale?
“Dal punto di vista professionale “Italia Sì!” è un sogno che è diventato realtà. Poter fare una trasmissione partendo da zero, pensarla, immaginarla, seguirne le fasi, la scelta delle musiche, delle persone, la grafica, decidere cosa mettere in scena è estremamente impegnativo ma molto bello. Per un appassionato di tv fin da ragazzino come me è stata una grande opportunità. Avevo realizzato una puntata pilota di un altro programma, mai andato in onda, dove c’era anche l’aspetto produttivo e si portava improvvisamente la gente da Roma a Parigi. Mi è stato utile per la creazione di “Italia Sì!”.
Per quanto riguarda “Reazione a Catena” inizialmente mi ha permesso di uscire dalla comfort zone dell’infotainment, dei reality che facevo prima e mi ha aiutato a trovare delle parti, sia del lavoro che di me stesso, che ho portato dentro il programma o che ho preso da esso. Mi ha dato e continua a darmi veramente tanto. Considera che arrivavo da una sola stagione di “Italia Sì!” e da sette de “La vita in diretta” che sono completamente differenti. E’ una bella avventura che si rinnova quotidianamente. C’è una quota sempre simile ma al contempo qualcosa di nuovo che scopri ogni giorno”.
di Francesca Monti
credit foto ufficio stampa
Si ringrazia Gina Cilia
