Emma racconta il nuovo disco “Souvenir”: “Ho scritto queste canzoni più apertamente ed è uscita anche la mia natura di cantautrice”

Il 13 ottobre esce “Souvenir” (Capitol/Universal Music), il nuovo disco di Emma, anticipato dai singoli “Mezzo mondo” e “Iniziamo dalla fine”.

il progetto contiene nove canzoni che raccontano con verità e spontaneità le emozioni e le sensazioni vissute dall’artista negli ultimi due anni, attraverso suoni originali e territori vocali non ancora esplorati.

Emma presenterà l’album in alcuni speciali appuntamenti nei club d’Italia con “Souvenir In Da Club, 18 appuntamenti in 8 città, a partire dal 10 novembre.

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Emma, il 13 ottobre esce il tuo nuovo disco “Souvenir”, che racchiude le emozioni, i momenti belli e quelli brutti che hai vissuto negli ultimi due anni…

“A volte quando le cose finiscono si aprono tanti scenari e puoi scegliere quello che più si confà alla tua esistenza. A volte i finali, anche tragici, se cavalcati con ottimismo e forza possono rivelarsi salvifici e puoi trovare comunque il modo per restare in piedi. Questo disco arriva dopo tanti finali importanti della mia vita, quello più catartico è stata la scomparsa di mio padre, ma quando pensi che tutto sia finito in realtà puoi ancora trovare il coraggio per fare le cose senza la paura di perdere. E’ questo che mi ha spinto ad entrare in studio a inizio ottobre 2022, a così breve distanza dalla morte di papà avvenuta ai primi di settembre e a cercare di fare qualcosa di buono nel momento peggiore della mia vita. E’ un disco in cui depongo le armi, dove non voglio più dimostrare niente, non voglio più combattere, cercare di essere compresa, capita, dove ho ritrovato la scintilla per continuare a fare questo mestiere, gustandomi ogni istante con la felicità e l’entusiasmo, dal far nascere una canzone a promuoverla e cantarla dal vivo”.

Ascoltando le tracce di “Souvenir” traspaiono nuove sfumature della tua voce e un modo diverso di cantare…

“Sono stata la prima, quando ho iniziato a scrivere e a cantare i brani, a sentire che la mia voce era diversa, sottile, morbida, non c’era più quel graffiato, quel suono a volte a gola stretta. Anche i miei migliori amici hanno colto questa differenza. Ho grandissimi autori e produttori al mio fianco che mi hanno supportato e sopportato in questo momento difficile, hanno colto ogni mia sfumatura e sensibilità. “Souvenir” è il frutto degli album che ho pubblicato finora, dei passi che ho fatto, dopo tanti anni di esperienza personale e artistica ho imparato come mettere insieme i pezzi, passando da brani organici ad altri molto prodotti con sinth, moog. Questo disco mi ha aiutato a buttare fuori un po’ di cose e iniziare a credere di più in me stessa perchè ho passato dei momenti in cui ho vacillato e ho dubitato anche su quanto fossi all’altezza di fare questo mestiere”.

C’è stato un momento in particolare che ti ha portato a fare questo tipo di riflessione?

“Indipendentemente dai numeri delle classifiche passate ho pensato che non ci stavo più dentro, che avevo lasciato che quello che accadeva nella mia vita in generale influenzasse troppo la mia carriera artistica. Pensavo di non essere all’altezza, sono traumi che puoi portarti dietro da relazioni andate male, da persone che ti hanno fatto sentire sbagliata. Questo disco mi ha fatto capire che non è così. Sono usciti dei singoli eppure la percezione è cambiata, ho preso i platini, sono entrata nelle posizioni alte delle classifiche e questo mi fa sperare che ci sono fasi che dobbiamo attraversare tutti e che non bisogna essere sempre i numeri uno. Ho anche imparato che devo credere di più in me stessa perchè sono il giudice più cattivo verso me stessa. Forse è anche una forma di protezione perchè ho paura di illudermi troppo che le cose stanno funzionando. Invece ora penso “viviamoci questo disco, suoniamo, cantiamo e basta menate”. La società ci spinge ad essere sempre i migliori a tutti i costi e se un brano non entra subito in top a volte anche i tuoi fan ti scrivono che è un flop. E’ un peccato quando i ragazzi giovani che non conoscono questo mestiere sono pronti da casa a far fuoco con commenti di cattivo gusto. Auguro loro di essere i primi dall’inizio, in modo da non avere problemi con il prossimo, e che vada loro sempre tutto bene”.

Ogni pezzo ha una storia a sé, ci sono quelli che entrano subito in classifica ed altri, altrettanto belli, che magari hanno bisogno di un po’ più di tempo per essere capiti e apprezzati come è successo ad esempio con “Ogni volta è così”…

“Ho deciso di partecipare al Festival di Sanremo 2022 per fare un ultimo regalo a mio padre che era in una fase critica della malattia. Ho portato un brano che ha anche un messaggio importante legato alle donne, infatti dico che se siamo sante non va bene, se siamo puttane nemmeno. Dopo la settimana di Sanremo non ho fatto promo, interviste, non sono andata nelle radio ma ho spento volontariamente il brano per dedicarmi alla mia famiglia. Oggi quando canto “Ogni volta è così” la gente impazzisce, questo perché quando c’è la credibilità puoi andare dove vuoi. Se un pezzo vale rimane anche se non lo promuovi”.

“Intervallo” è una canzone intensa, emozionante, dedicata a tuo papà…

“E’ stato terapeutico scrivere questa canzone per rimuovere quel senso di colpa che mi sono portata dentro per mesi perchè mi sono allontanata per lavoro due giorni ed è stato difficile da accettare che lui se ne sia andato mentre io non c’ero, anche se poi è stato papà a dirmi di recarmi a Roma a finire quello che dovevo fare e che al ritorno lo avrei trovato ad aspettarmi. Ho raccontato la storia a chi avevo di fronte, questo viaggio che ho dovuto affrontare la notte in cui è scomparso, in particolare quando canto “tu sei già arrivato e io sono ancora a metà strada col fiato in gola”, perchè ho corso per tornare da lui, è stato un Roma-Lecce difficoltoso. Poi ho iniziato a pensare che fosse stato papà a non volermi far trovare in una situazione tragica, ad evitare quel momento in cui ci ha lasciato. Nel brano è anche presente questa idea che non sia andato via per sempre, che sia semplicemente uscito nell’intervallo della nostra vita e che probabilmente ci ritroveremo da qualche altra parte a vivere un nuovo film pazzesco”.

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In “Carne Viva” invece parli dell’importanza dell’ascolto in un mondo in cui tutti parlano e in pochi sanno ascoltare…

“Carne viva mi viene donata da uno degli autori con cui ho lavorato in questi mesi, che sa cosa vivo, cosa sento. Io sono una persona che tende sempre ad allargare il tipo di rapporto, nel senso che sono i miei autori, ma poi diventano amici e con loro parlo della mia vita e quindi scrivono delle canzoni che mi rappresentano. Quando ascolto Carne viva rimango folgorata perchè è un pezzo bellissimo, mi ha entusiasmato il ritornello che dice “stasera ascolta”. Questa parola è ridondante nel pezzo perchè siamo in una società dove parlano tutti, molto spesso a sproposito, senza ascoltare, senza neanche certificare le fonti. Tutti pensano di conoscere la vita degli altri e nessuno si ferma ad ascoltare la verità che spesso è lampante, ma la gente non la vede. Questa corsa a dover dire qualcosa sempre e per forza non fa benissimo, sta diventando un po’ tossica”.

Quanto le esperienze che hai fatto come attrice nei film e nelle serie tv ti sono state utili anche nella scrittura di questo disco?

“Credo che si possano fare tante cose nella vita, ovviamente se c’è un talento di fondo. Mi ha divertito molto recitare al cinema e nelle serie, è stato un percorso formativo importante. L’unica cosa che ho portato dal cinema alla musica è questo senso di non vergogna. Nel film da protagonista che ho interpretato, Il ritorno, molto particolare, con scene forti, in cui sono stata anche nuda davanti alle persone che ti riprendono, ho smesso di vergognarmi. Nelle fasi di scrittura di questo disco, mentre prima mi approcciavo in modo timido perchè avevo paura di dire una cappellata, ho lavorato invece più apertamente ed è uscita anche questa mia natura di cantautrice. E’ stato molto bello”.

Nel disco sono presenti due collaborazioni, con Lazza in “Amore cane” e con Tony Effe in “Taxi sulla luna”…

“Con Tony mi sono divertita, abbiamo girato l’Italia quest’estate con Taxi sulla luna, è un ragazzo delizioso, mi ha trattato sempre come una principessa, non è mai arrivato tardi alle prove, ha sempre avuto un modo gentile nel rapportarsi con le persone sul palco. Io sono un’artista aperta alla musica e non mi piace ghettizzare i generi, quando c’è il talento, l’affetto, la stima si può collaborare. Lazza è un artista che ho sempre stimato. Avevo scritto Amore cane e prima di andare a Sanremo mi ha chiesto di fargli sentire qualcosa, era fine gennaio e gli ho mandato il provinaccio. Lui si è innamorato di questo pezzo e mi ha detto che voleva fare una collaborazione. Poi è arrivato il suo meritatissimo successo al Festival ed è stato molto impegnato, ma prima dell’estate mi ha chiamato dicendo di andare da Drillionaire a Comano a registrare il feat. Siamo entrati in studio e gli ho lasciato carta bianca, Lazza mi ha chiesto di uscire perchè si vergognava a cantare davanti a me e da mezzanotte fino alle 2 sono stata all’esterno, tra le zanzare, ad aspettare che finisse, con la nonna di Drillionaire che mi ha portato l’autan (sorride). Poi siamo andati via e quindici giorni dopo ho finalmente sentito il mio brano finito e mi è piaciuto molto. Per me il fattore umano nella musica ha ancora un valore enorme”.

Come mai la scelta di portare il disco nei club?

“L’idea nasce dal concerto del Primo Maggio di Roma. Il 30 aprile ho fatto le prove e alla sera c’era all’Alcazar una serata di spaghetti unplugged e un amico ha invitato me e i miei discografici a partecipare. Io adoro gli open mic, ho visto questi ragazzi che salivano sul palco e improvvisavano e la gente si divertiva, poi mi hanno riconosciuta e mi hanno coinvolta. Così mi sono lanciata su questo palchetto con una band che non era la mia, abbiamo fatto una cover, ho ricantato un altro pezzo, erano le due di notte, le persone erano felici. Sono stata talmente catalizzata da questo contesto che ho deciso di presentare “Souvenir” live nei club, innanzitutto perchè volevo incontrare subito il pubblico senza aspettare tanti mesi, ma anche perchè è un album con momenti intimi e uptempo che si presta ad essere suonato nei club. In questo promo tour canterò tutto il disco live e anche i pezzi storici che il mio pubblico vuole sentire. Sarà un momento di divertimento puro e di relax”.

di Francesca Monti

credit foto Bogdan @Chilldays Plakov

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