LA SESTA EDIZIONE DEL “FUNDRAISING DINNER”: IL GRANDE IMPEGNO DELLA RICERCA SULLA FIBROSI CISTICA E IL SUPPORTO DI NICOLA PIOVANI

Il Radicepura – Horticultural Park di Giarre (in provincia di Catania) ha ospitato, il giorno 9 ottobre, la sesta edizione del Fundraising Dinner: doniamoci, evento creato per supportare la ricerca sulla Fibrosi Cistica. I presenti hanno goduto delle melodie sprigionate, nel corso di un toccante momento musicale affidato al grande talento del Premio Oscar Nicola Piovani, e delle degustazioni delle prelibatezze offerte da quaranta chef e venti maestri pasticceri, coordinati dalla Chef Seby Sorbello.

L’ideatore della manifestazione, Claudio Miceli, ha coinvolto sostenitori e sponsor, tra cui il principale di questi ultimi, proprio Radicepura, e poi Gruppo Arena e Pistì. L’ evento ha inoltre avuto il supporto della Fondazione FC, della Lega FC, dell’Associazione Volontari FC e Malattie Correlate, svolgendosi sotto l’egida dell’Assemblea Regionale Siciliana.

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La serata, sapientemente condotta dal presentatore Ruggero Sardo, ha visto avvicendarsi sul palco di Radicepura, molte personalità illustri delle associazioni che si occupano di fibrosi cistica tra cui, in collegamento video anche Matteo Marzotto, presidente e fondatore – nel 1997 – della FFC Ricerca, ossia la Fondazione per la Ricerca sulla fibrosi cistica, il vice presidente Fondazione Ricerca Fibrosi Cistica ETS, Paolo Faganelli e il vicedirettore scientifico della Fondazione per la Ricerca sulla Fibrosi Cistica, Nicoletta Pedemonte, che ha illustrato i nuovi progetti della Fondazione. Gli intervenuti hanno evidenziato come si tratti di una patologia che affligge ancora tante persone, circa 100.000 malati nel mondo e seimila in Italia. Ogni anno nel nostro paese si registrano 200 nuovi casi, senza differenza di genere, con un bambino su 2.500 colpito dalla fibrosi cistica.

La malattia si palesa quando un bambino eredita due coppie mutate, una per ogni genitore, del gene CFTR, che è soggetto ad oltre 2.000 possibili mutazioni. Allo stato attuale non esiste una cura risolutiva, ma sono stati fatti grandi passi avanti per riuscire ad assicurare condizioni di vita sempre migliori a chi ha questa patologia. E la ricerca progredisce sempre di più attraverso nuovi progetti.

Progetti che sono indirizzati al 30% di soggetti colpiti da fibrosi cistica con mutazioni genetiche attualmente non trattabili con i modulatori del canale del cloro.

Carmela Faro, ospite dell’evento e a capo di Donna Carmela Resort & Lodges, ha affermato: “per me e la mia famiglia è sempre un onore ed un piacere un evento legato ad una causa come questa. Noi sosteniamo sempre la ricerca e l’unione fa la forza”.

La raccolta fondi ha avuto, in questa edizione, uno straordinario successo: 104.800 euro sono stati il frutto della serata del 2023, che si aggiungono ai 250.00 euro ottenuti nei cinque anni precedenti.

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Nel corso dell’evento, che ha visto anche il generoso sostegno del Catania Football Club di Ross Pelligra, hanno realizzato le loro prelibatezze culinarie chef stellati, dell’alta ristorazione ed esponenti dello street food, per un totale di quaranta creativi dell’arte gastronomica organizzati dallo chef Seby Sorbello, con la collaborazione di Francesco Patti e Domenico Colonnetta (Squisiting) e Vincenzo La Torre (La Torre Catering. Venti pasticcieri della CON.PA.IT, guidati da Peppe Leotta, hanno deliziato “dolcemente” i presenti che hanno degustato i vini proposti da venti sommelier dell’associazione AIS Catania.

Seby Sorbello, chef del ristorante Sabir, ha affermato. “Stasera siamo quaranta chef, venti pasticceri e venti sommelier. Ci siamo uniti per sostenere la ricerca sulla fibrosi cistica. Questo è un evento oramai solidamente strutturato, con una squadra che si è consolidata. Il gran numero di partecipanti è dovuto alla bellezza e straordinarietà della manifestazione. Manifestazione che ha assunto varie sfaccettature in quanto aggiunge al suo focus centrale sulla ricerca sulla fibrosi cistica anche la parte di spettacolo, quest’anno con il grande Nicola Piovan,i e di enogastronomia di altissimo livello.”

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I momenti musicali hanno visto per protagonisti Bellamorea, ossia Emanuele e Francesco Bunetto, con le ballerine Adriana Scollo e Sofia Aloisi (quest’ultima ha dato vita ad una significativa performance in carrozzina), i Retrò Style, con la splendida voce di Teresa Raneri, e Lucio Pappalardo e l’attesissimo Nicola Piovani che ha allietato i partecipanti all’evento con un apprezzatissimo concerto.

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Proprio Nicola Piovani ha risposto ad alcune domande, regalando i suoi pensieri.

Cosa si prova a suonare per supportare una raccolta fondi come questa? Cosa può dare la musica ad una persona che vive momenti negativi o che è afflitto da una malattia?

Quando ad un lavoro si può dare un valore aggiunto nobile come questo, si riescono a provare emozioni più grandi e più forti e ci si sente più felici. Suonare, in tal caso, ha più senso e lo si fa con maggiore entusiasmo. La musica non agisce sull’aspetto pratico della vita in maniera diretta, ma è uno dei motivi per vivere o un incentivo a sopravvivere. La musica diviene quindi un contributo che passa dallo spirito ed aiuta il corpo in modo indiretto.

Il suo impegno sulla fibrosi cistica?

Innanzitutto io sostengo appieno la ricerca e ed anche, in generale, la sanità pubblica. Noi abbiamo avuto momenti tragici con il Covid.Io li ho vissuti personalmente. Ho conosciuto il lavoro del personale ospedaliero, che hanno quotidianamente lottato per salvare tante vite umane, me compreso. Ricercatori, medici e infermieri, nonostante tutto, hanno sopportato le critiche di tutti quelli che si appassionano ai movimenti che cominciano con il “no”. Il periodo tragico è passato, ma abbiamo ancora qualche rischio e preoccupazione per cui serve ribadire il no ai movimenti che iniziano con il no.

Il progresso nella lotta alle malattie, rare e non, compiuto negli ultimi decenni ha del miracoloso, soprattutto in Occidente. Sono migliorate, tanto, sia la durata che la qualità della vita. L’obiettivo finale è sconfiggere la malattie anche non si può aspirare all’eternità. Di recente sono stati dati dei i Nobel in Svezia a scienziati che hanno fatto il nostro bene. E, per fortuna, ma soprattutto grazie ai medici e gli infermieri che hanno salvato me e tante altre persone.

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Accennando alla sua luminosa carriera, ha lavorato con tantissimi grandi registi da Marco Bellocchio, sette volte, ai Fratelli Taviani, da Luigi Magni a Nanni Moretti, Roberto Benigni, Mario Monicelli e Federico Fellini Qual è stato il director con cui ha avuto un rapporto più empatico?

Con quelli con cui non ho avuto un rapporto empatico, ho evitato di lavorare altre volte o di imbastire un rapporto di collaborazione sin dai primi contatti. Gli altri, da lei elencati, sono grandi personalità che sanno dare e mi hanno dato molto. Proprio anche nel saper creare una profonda empatia con i collaboratori. Ovviamente il ricordo di Federico Fellini si staglia, perché aveva una personalità unica. Eppure sosteneva che la musica è pericolosa, perché, in realtà gli faceva paura. Perché non ha contenuto, non ha sostantivi ma solo aggettivi. Per cui, anche stasera, suonando, non metterò il contenuto preciso di una malattia o di una cura. Ma quell’aspetto non direttamente pratico, non verbalizzabile che solo l’ascolto profondo può svelare nella parte intima di noi stessi.

Nel 1991 ottenne il Nastro d’Argento per quattro film: La voce della Luna, In nome del popolo sovrano, Il male oscuro, Il sole anche di notte. Nel 1997 ha ricevuto l’Oscar per la vita è bella. Ma c’è stata qualche colonna sonora o musica che non è stata valorizzata a dovere o premiata?

La valorizzazione pubblica e i premi hanno da sempre un aspetto legato alla casualità. Da sempre è così. Nino Rota ha vinto un Oscar, ma non certo per il suo primo o per il suo miglior lavoro. Ci sono musiche a cui sono legato ma non sempre i premi le hanno esaltate. Sicuramente le melodie della colonna sonora di Caro Diario, il film di Nanni Moretti per cui ho avuto un David di Donatello nel 1994, sono tra quelle a cui sono più legato e che cerco di eseguire ad ogni mio concerto. Rappresentano un caso di coincidenza tra mia preferenza e casualità del premio.

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Che legame percepisce tra la musica e l’enogastronomia?

Il legame più diretto e pratico è relativo al fatto che, dopo che si fanno i concerti, soprattutto quando riescono molto bene, è bellissimo andare a cenare dopo, trovando un esponente di un’altra arte, quella culinaria, che realizza le sue deliziose creature.

di Gianmaria Tesei

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