“Associo le anime alla parola parallele perché tutti noi condividiamo lo stesso percorso ma ognuno segue la propria strada. È un disco con cui vorrei invogliare chi lo ascolta ad amarsi e a rispettarsi di più”. Si intitola “Anime Parallele /Almas Paralelas” il nuovo album di Laura Pausini, disponibile da venerdì 27 ottobre su etichetta Warner Music in tutto il mondo sulle piattaforme digitali, in formato CD e vinile, che arriva a cinque anni di distanza da “Fatti Sentire”, durante i quali è stata protagonista di un tour mondiale, un biopic, un Golden Globe e una nomination agli Oscar, arrivando al 2023 che rappresenta il 30esimo anno di un’incredibile carriera.
Anticipato dal successo del singolo “Durare”, scelto come end credit song della serie Disney+ I Leoni di Sicilia, e dei brani “Un buon inizio e “Il primo passo sulla Luna”, il disco “Anime Parallele” vuole celebrare l’individuo, raccontandolo attraverso esperienze diverse tra loro.
Un vero e proprio concept album che racchiude sedici storie di diverse persone, compresa la stessa Laura il cui sogno è quello di vivere in un mondo che condivide i luoghi, ma non per forza le idee, e nel quale vige comunque rispetto e c’è amore.
“Questo disco celebra il diritto all’individualità degli esseri umani in quanto cittadini che abitano il mondo e che percorrono insieme le stesse strade, ma con anime, sogni e desideri diversi. Anime che vivono la terra come luogo comune, fatto di infinite strade, che come strisce pedonali non per forza si incrociano, pur creando insieme la stessa comunità. Il vero obiettivo è accogliere anche e soprattutto chi non incrocia il nostro cammino. Perché è facile rispettare chi conosciamo, ma lo è altrettanto rispettare chi non conosciamo? Abbiamo punti di vista, culture e idee differenti, non siamo quindi le stesse persone, e riconoscere questa diversità è un valore oltre che una sfida. La pandemia ci ha costretti ad ascoltare i nostri pensieri e le nostre domande, fino a quando siamo tornati a vivere, senza essere più quelli di prima, siamo diventati tutti Anime Parallele, omologati per paura di essere esclusi, anche se più lontani gli uni dagli altri, con meno punti di riferimento e d’incontro. Mi sono chiesta come volessi sopravvivere a questa nuova realtà, affrontandola. Non ho trovato tutte le risposte ma continuo a cercarle. E in questo processo ho capito che l’unico modo era iniziare a guardare noi stessi da fuori, come se i miei occhi fossero sopra di me, sopra noi piccoli esseri umani che camminano per le strade del mondo. Ho messo al centro l’individualità e il suo diritto a essere rispettata. E così è nato il filo conduttore che lega i brani del mio album. I pensieri sulla violenza sulle donne, sul bullismo, sulla guerra, ci destabilizzano così ho cercato di rimettere al centro la parola amore in generale, sono andata a scavare nei sentimenti più privati e nelle storie della gente conosciuta nel mondo. Sono sedici persone con sedici storie e punti di vista differenti”, ha raccontato Laura Pausini.

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Seguendo questo concept l’artista ha scelto di rappresentare ogni canzone tramite uno o più personaggi che interagiscono con un diverso oggetto, e insieme ne diventano simbolo, raffigurati da vari punti di vista: nella versione standard come un quadro dall’alto, come un’istantanea di gruppo nella versione vinile, e raccontati ad uno ad uno in speciali card grafiche che arricchiscono la speciale versione deluxe.
Laura Pausini ha quindi raccontato come sono nate le sedici tracce, partendo dalla prima, “Zero”: “Ho voluto aprire il disco con questa canzone che racconta la storia di Matilde Aureli, di chi si è chiuso e non parlava più, nascondeva i sentimenti e aveva paura di spiccare il volo”.
Il secondo brano è “Un buon inizio”: “Quest’anno festeggiamo i 30 anni di carriera e il 27 febbraio abbiamo fatto quella pazzia cantando i 30 singoli più importanti in due continenti in cinque lingue ma alla mezzanotte in punto la festa del trentennale si è chiusa e volevo iniziasse un nuovo percorso. La prima canzone che ho cantato a Milano è stata Un buon inizio, un augurio di buon auspicio per chi come me si è sentito sfinito e aveva bisogno di spunti per ripartire e rialzarsi. “un buon inizio” rappresenta la Laura di oggi e racconta le paure che ho da adulta che sono molte di più rispetto a quando ero più piccola. Crescendo non mi trovavo così pronta ad avere uno scudo davanti a me, specialmente quando lavori tanto e non hai risultati, forse perché sono diventata troppo esigente con me stessa. Non mi sento all’altezza della mia carriera e quindi penso sempre di non essere abbastanza, mi sono trovata spesso a chiedermi perché ci sono io rispetto ad un altro. Non voglio che mia figlia viva delle frustrazioni che sento ma nello stesso tempo parlo tanto e quando ho bisogno di aiuto lo chiedo”.
Il disco prosegue con “Durare”: “Dopo quel periodo di grande confusione in cui mi sono chiesta cosa raccontare, ascoltando e provinando tante canzoni, quando sono arrivata a questo brano ho sentito dentro qualcosa che non provavo da anni. Durare è una piccola grande parola che volevo affrontare. Parla di qualcosa di inusuale, appunto durare, in un mondo dove tutto va velocemente e ci stanchiamo spesso degli altri e di quello che sta attorno. Ci ricorda invece il bello di un rapporto ma anche la pazienza che serve. Sto vivendo un periodo della mia vita diverso rispetto a quando è uscito Fatti sentire, non ho rancore né rabbia contro nessuno perché sono stanca delle polemiche e anche quando nelle canzoni parlo di odio è per dire che è un sentimento sbagliato. I media sono propensi a raccontare le storie che finiscono ma penso che vada affrontata con altrettanta enfasi quando viene costruito un rapporto duraturo per far vedere alle nuove generazioni che nell’amore si crea qualcosa”.

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La quarta traccia è “Eppure non è così”: “E’ una frase che avevo scritto su Twitter in risposta a un commento poco carino. Affronto il giudizio gratuito che molto spesso ferisce e a volte le persone più sensibili non riescono a passarci sopra. I social sono diventati un palcoscenico aperto a tutti ed è un brano dedicato alle persone che pensano di aver capito tutto degli altri e invece hanno compreso il contrario”.
“Cos’è” racconta invece “di chi rimane inchiodato a se stesso e resta nelle sue paure perdendosi tanta vita intorno”, mentre “Tutte le volte” per me una delle canzoni più belle del disco ed è stata scritta da Tommaso Paradiso. Ad un certo punto l’ho chiamato per cambiare alcune parti del testo ma lui è stato deciso e ha voluto mantenere quello che aveva scritto. Ho tenuto fermo il pezzo come un gioiellino, nel mentre ha preso forma Anime parallele e ho capito che non c’erano storie solo mie, mi sono accorta che non dovevo recitare una parte mentre cantavo perché anche a me è successo di dipendere da una persona sbagliata e l’ho cantata con una verità inaspettata”.
“Il primo passo sulla luna” parla di un’amicizia che si interrompe per divergenze di idee perché è più facile fare un passo sulla luna che incontrarsi a metà strada e spesso perdiamo l’abitudine e il coraggio di dire le cose in faccia. Molte persone preferiscono stare dietro lo schermo anziché incontrarsi”.
In “Dimora naturale” c’è un duetto speciale con sua figlia Paola: “Quando l’abbiamo scritto volevo dedicarlo a mia figlia ma non volevo che la ascoltasse fino all’uscita. Era l’8 luglio, era l’una di notte e Paola è entrata in studio e non mi sono accorta che aveva sentito l’ultima traccia che ho fatto. Mi ha chiesto a chi fosse dedicata e poi ha detto che voleva cantarla con me. L’aveva sentita una volta e sapeva già la melodia, e in alcuni punti ha dato delle risposte a me che mi hanno emozionata. Non andrò in giro con lei a cantarla per il mondo ma era talmente vera che non potevo evitare di far sentire la verità che c’è nel nostro amore. E poi speriamo che faccia l’architetto e non la cantante (ride). Volevo ringraziare Michele Bravi, Katoo e Federica Abbate perché in origine la canzone non era dedicata a un figlio e l’hanno cambiata”.
La traccia successiva è “Più che un’idea”, scritta da Biagio Antonacci: “E’ il mio migliore amico, mi accompagna da anni in musica sui palchi e nella vita privata, è pop italiano allo stato puro”.
A seguire la titletrack “Anime parallele”: “Siamo anime parallele, ognuna con il suo modo di vivere e ognuno deve seguire la propria strada e non deve essere calpestato”, e “Però” che parla della consapevolezza di un sentimento i cui tratti iniziali vanno man mano a scemare. Forse la fine di un rapporto tra due persone costellato di ricordi indelebili e segreti inconfessabili passa sotto la lente della determinazione di chi ha deciso di mettere sé stesso al primo posto”.

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Quindi è la volta di “Flashback” che nasce da un’amicizia con Alessia Pizzuti. Tanti anni fa mi ha chiamata in diretta in radio chiedendomi di contattarla in privato perché aveva bisogno di aiuto e mi ha raccontato che subiva violenza domestica da parte del padre. Lei non sapeva chi rivolgersi e mi chiamava nel momento in cui succedeva questa cosa e io avvisavo polizia e carabinieri. Alla fine è riuscita a fuggire e ha scritto un libro che parla della sua storia, in cui mi chiama Luce senza nominarmi, ma è importante che abbia trovato una luce che le ha dato la forza di credere. Ora è una donna e ha due figli ma i flashback che ha vissuto sono sempre presenti e questo mi ha stimolato a scrivere questa canzone. L’ho invitata a Roma, le ho fatto sentire il brano e le ho detto volevo che fosse nella copertina. Ci tenevo a darle una canzone che sottolineasse il fatto che fosse riuscita ad andare avanti”.
“Venere” invece “è la sensazione di viaggio che cercavo, un po’ californiano, come quando vivevo a Los Angeles anche un po’ in guerra con me stessa. Una donna che vuole viversi tutto quello che verrà, illuminata da una luce speciale come quella di Venere”.
“Vale la pena” è nata dopo che “il 12 settembre 2021 ho visto su Instagram un messaggio di Virna, una ragazza incontrata anni fa in cui mi ha detto che era morto il suo fidanzato in un incidente stradale. Siamo state ore a parlare e pochi giorni dopo avevo pronta “Vale la pena e volevo che questo testo fosse solo per lei è. La sua canzone preferita del mio repertorio era Una storia che vale e il suo ragazzo amava Vasco quindi ho inserito due riferimenti a tutto ciò. “Oltre la superficie” ha un testo dedicato a chi non si accorge di chi ha al suo fianco e sta soffrendo. Non si approfondisce, non si chiede e non si guarda oltre le cicatrici degli altri. Soffro quando intorno a me ci sono persone che non mi chiedono davvero come sto”.
Il disco si chiude con “Davanti a noi”: “Scrivere questa canzone è stato importante come respirare per me, sono le promesse di vita con mio marito Paolo dopo 18 anni insieme. La musica l’ha scritta lui e appena l’ho sentita ero già a letto e sono scesa in studio per comporre il testo e ho chiesto aiuto a Niccolò Agliardi con cui avevo scritto Invece no ma non potevo dirgli che erano le promesse per il matrimonio perché non volevo dire a nessuno che ci saremmo sposati. Abbiamo mandato gli inviti ad amici e parenti dicendo che organizzavamo una cena per festeggiare il trentennale. Io mi sono vestita da Sanremo 1993 e per la prima ora siamo stati con i nostri ospiti mangiando e ascoltando la musica, poi improvvisamente ho fatto partire un video di 15 minuti sulla mia carriera, una roba di una pesantezza assurda (ride) e alla fine siamo usciti noi due vestiti da sposi. Il matrimonio effettivo lo abbiamo celebrato di notte nel Comune di Solarolo il 22 marzo. Sempre liberi di scegliere una rotta differente è la frase che racconta il nostro amore. Nella foto ci sono i miei genitori perché spero di diventare come loro che sono insieme da 50 anni”.
Ci sono poi due bonus track, “Nemica”, una canzone dedicata alle donne che si fanno la guerra da sole e pensano di non essere mai abbastanza, mai adeguate e quindi non sono mai veramente libere. La nemica in questione è me stessa. Nella foto con me c’è Erika Politi che è nata con tante lentiggini in faccia e nei primi anni della sua vita cercava sempre di coprirsi. Quando ho letto la sua storia ho capito che raccontava di essere nemica di se stessa e volevo fosse lei a rappresentare la mia canzone. “All’amore nostro” racconta una storia al capolinea, l’ha scritta Aiello e per me è bellissima”.

L’uscita di “Anime Parallele” anticipa il Laura Pausini World Tour 2023/2024 che, dopo le speciali anteprime di Piazza San Marco e Plaza de España dello scorso luglio, prenderà il via in Italia a dicembre e porterà successivamente l’artista a esibirsi nelle arene più prestigiose d’Europa, America Latina e Stati Uniti, organizzato e prodotto da Friends&Partners e arricchito da due nuovi appuntamenti live a Milano appena annunciati.
“Sono felice di tornare a suonare in tutto il mondo dopo cinque anni. Per un certo periodo mi sentivo spaesata perché non cantavo mai, io faccio tante interviste ma la cosa che mi manca è il contatto con la gente e ho bisogno di rivederla per darmi la carica”, ha detto Laura Pausini
A una settimana dall’inizio del suo tour l’artista incontrerà gli affezionatissimi iscritti al suo Fanclub Ufficiale (LAURA4U Laura Pausini Official Fan Club) durante uno speciale raduno che si terrà il 2 Dicembre allo Stadium di Rimini. L’evento prende il titolo di LAUNATICI ispirato al singolo “Il primo passo sulla luna”.
Infine Laura Pausini ha parlato dell’alluvione che ha colpito l’Emilia Romagna a cui ha destinato l’incasso dei concerti do Venezia: “La mia famiglia è stata molto coinvolta dalle alluvioni, abbiamo due case, una che doveva diventare museo ma dopo mesi non si stanno asciugando i muri e da sotto il terreno viene su il fango. A Solarolo nell’asilo nido dove mia mamma è direttrice non si possono fare i lavori. I miei zii non hanno più la casa, una mia compagna di classe non si trovava dopo l’alluvione, è stata una situazione complicata e difficile. I romagnoli sono molto solidali e fraterni e voglio ringraziare i volontari di tutta Italia che sono venuti a spalare il fango”.
di Francesca Monti
