Gli utenti di Youtube, Twitch, Tik Tok, Instagram e Facebook dimostrano un interesse crescente per il live streaming. Gli obiettivi sono tanti: aprire un proprio canale e trasmettere in diretta per raggiungere nuovi utenti, creare communities e magari guadagnare. Chi ama essere intrattenuto in tempo reale lo fa per almeno due ore a settimana, e migliaia di utenti sono anche disposti a seguire lunghe maratone online. In questo articolo parleremo di alcune ragioni del successo delle live e anche dei tool necessari per diventare uno streamer professionista.
Il successo dello streaming sui social
Le dirette social sono ormai un’attività quotidiana e in molti restano volentieri davanti allo schermo in cerca di intrattenimento, compagnia, sfide e giochi. In Italia una persona su 5 oggi guarda le “maratone” online degli streamer. Gli spettatori sono stimolati soprattutto dalla possibilità di interagire in tempo reale e dalla formazione di un senso di appartenenza a un gruppo con gli stessi interessi, persone vere con cui chattare o organizzare incontri.
Dall’altra parte del monitor gli streamer sono sempre più numerosi: molti di loro vogliono guadagnare popolarità, diffondere i propri contenuti o semplicemente trasformare una passione in un lavoro a tempo pieno. I guadagni di uno streamer sono variabili e non facilmente prevedibili: tuttavia, con una discreta base di follower e strategie di marketing adeguate, è possibile raggiungere le stesse cifre di un impiego tradizionale.
Realisticamente, un nuovo streamer può guadagnare qualche decina di euro al mese, ma chi ha già un buon seguito di fan può raggiungere almeno mille euro solo dalle donazioni. Senza considerare la possibilità di sponsorizzare brand, il proprio merchandising, inserire raccomandazioni in affiliazione e ads pubblicitari. Un esempio pratico: con 10 mila visualizzazioni si possono guadagnare dai 5 ai 50 euro semplicemente mostrando gli annunci. È evidente, dunque, che i guadagni che si prospettano possono essere anche molto alti.
Come diventare streamer: ecco tutto ciò che serve
Per intraprendere la carriera di streamer, il primo aspetto da considerare è sicuramente la qualità del video. Per ottimizzarla è fondamentale dotarsi di una connessione wi fi casa che sia stabile e performante. Ma è importante anche scegliere la giusta piattaforma per fare streaming: alcune ad esempio prevedono un minimo di follower prima di poter “streammare” in diretta (Youtube ne richiede almeno 1.000, per esempio). In questi casi, quindi, prima di poter fare live è necessario pubblicare altri contenuti per iniziare a farsi conoscere.
La presenza del pubblico può essere influenzata anche dall’orario della diretta: ad esempio la fascia tra le 13 e le 16 è la migliore per raggiungere più utenti su Facebook e Youtube. I video in real time su Instagram invece risultano quelli con il massimo engagement indipendentemente da quando sono trasmessi.
Per quanto riguarda l’attrezzatura hardware e software, invece, è molto utile familiarizzare con strumenti come OBS Studio oppure Wirecast, e acquistare un microfono e una webcam di livello professionale, effettuando molti test e registrazioni di prova. Anche la location che ricade nell’inquadratura va curata, soprattutto per quanto riguarda la luce e gli eventuali oggetti visibili che possono contribuire a dare un’identità al canale (un logo sul muro o un arredo particolare).
L’aspetto fondamentale, però, rimane proporre contenuti che riflettono le proprie passioni e stimolino l’interesse del pubblico, sempre più connesso, oltre che adottare un buon piano strategico. Si potrà costruire così la propria comunità e iniziare il proprio progetto di streaming live in modo divertente, ponendo le basi per un potenziale successo.
