Documenti mai divulgati, video del killer mai diffusi integralmente, nuove testimonianze inedite e il ritrovamento del corpo della giovane Elisa. Le ultime due puntate di Dove nessuno guarda. Il caso Elisa Claps – La serie saranno questa sera in esclusiva su Sky TG24 e Sky Crime e alle 22.20 circa su Sky Documentaries, in streaming solo su NOW, sempre disponibile on demand.
Dopo il successo del podcast di Pablo Trincia, pubblicato per i trent’anni dalla scomparsa della sedicenne, il caso Elisa Claps diventa una docuserie Sky Original con Pablo Trincia ancora volto e voce del racconto, diretta da Riccardo Spagnoli che ne firma insieme a lui la scrittura.
Al centro dell’inchiesta, la ricostruzione di una nuova verità che passa soprattutto attraverso il racconto dei protagonisti che riportano informazioni dirette sui fatti, materiale video mai diffuso e documenti processuali accessibili, ma che nessuno fino a oggi, inspiegabilmente, aveva mai richiesto e ottenuto.
Oltre a scandagliare la psicologia dell’assassino Danilo Restivo e la storia dei suoi guai giudiziari in Inghilterra, Pablo Trincia ricostruisce l’intera vicenda cercando di restituire al pubblico anche chi fosse Elisa Claps nella vita di tutti i giorni e l’ammirevole dignità e tenacia con cui, in questi anni, la sua famiglia ha affrontato quanto accaduto, continuando a cercare sempre e solo la verità.
Nel terzo episodio Pablo Trincia mette insieme il puzzle composto da più delitti. Infatti, pochi mesi prima dell’uccisione della sarta Heather Barnett, un’altra ragazza era stata assassinata a poche centinaia di metri da casa dello stesso Danilo Restivo. Si chiamava Jong-Ok Shin. È stata uccisa con tre coltellate da uno sconosciuto in mezzo alla strada. Una conoscente di Danilo Restivo e della sua compagna sospetta che lui c’entri qualcosa dopo averlo sentito commentare l’accaduto, ma la polizia si concentra su un ragazzo di Bournemouth, Omar Benguit che sta scontando l’ergastolo dopo la testimonianza di una prostituta tossicodipendente, nonostante le accuse piene di contraddizioni, lacune e ritrattazioni da parte di altri testimoni.
Nel quarto e ultimo episodio, la docuserie si concentra invece sul ritrovamento del corpo di Elisa Claps e sulle incongruenze che ancora oggi lo accompagnano. Nel sottotetto della Chiesa della SS. Trinità vengono infatti ritrovati tanti oggetti lasciati nel corso degli anni da chi l’ha frequentato. Da lì sono passati operai e amanti, anche nel periodo successivo alla scomparsa di Elisa. È evidente che qualcuno deve aver visto e taciuto. Nel frattempo, a pochi giorni dal ritrovamento di Elisa, un parroco, Don Wagno, ammette alla Polizia e alla Procura di esserci stato, assieme a due donne delle pulizie, un paio di mesi prima e di aver visto il corpo, ma di non aver poi avvisato le autorità. Le donne delle pulizie negano e vengono processate per falsa testimonianza, ma continuano ad affermare la propria estraneità ai fatti. Danilo Restivo, nel frattempo, viene arrestato in Inghilterra e condannato per la morte di Heather Barnett e di Elisa Claps. Ma il mistero su chi, all’interno della chiesa, lo abbia aiutato, resta.
La docuserie, prodotta da Sky Italia e Sky TG24 e realizzata da Chora Media, è un lavoro di ricostruzione dei fatti, pensato sin dall’origine come un continuum fra la forma di racconto del podcast e quella del documentario. La versione audio, disponibile sin dalla fine di agosto, ha raggiunto e mantenuto nel primo mese di lancio la vetta della classifica Top Podcast di Spotify, riportando al centro del dibattito pubblico uno dei casi di cronaca più oscuri del nostro Paese. Ancora oggi è fra i primissimi posti dei podcast più ascoltati e disponibile su tutte le piattaforme.
