Torna il Premio ANCT al teatro Gobetti di Torino             

Appuntamento ormai storico ed itinerante da molti anni, il Premio ANCT, l’Associazione Nazionale dei Critici di Teatro, dopo 21 anni è tornato al Teatro Gobetti di Torino per premiare gli artisti e le produzioni meritevoli della stagione precedente, la cui cerimonia è stata aperta dal direttore dello Stabile, Filippo Fonsatti, e con una chiosa del presidente dell’Associazione ANCT, Giulio Baffi.

Il cuore della manifestazione ha avuto il piacere di accogliere il Premio Poesio alla Carriera, consegnato al grande Ferruccio Soleri, maestro indiscusso della commedia con la maschera teatrale dell’Arlecchino, portavoce nel mondo di uno stereotipo che ci appartiene per estrazione socioculturale e politica.

L’Arlecchino, che fu interpretato nel 1947 da Marcello Moretti, a cui è susseguita la longeva carriera di Soleri portavoce dal 1960 fino al suo ritiro dalle scene avvenuto nel 2018 e voluto fortemente da Giorgio Strehler, ha ceduto il testimone a Enrico Bonavera, per dare continuità ad un personaggio tanto amato dai più piccoli e festeggiato dai più grandi.

Un traguardo importante quello di Ferruccio Soleri, che stupisce ed incanta per la disciplina e l’atteggiamento posturale che ancora oggi mantiene nel corpo e con la mente, nel suo incedere di nonagenario.

La giuria composta dai membri dell’Associazione ANCT e dal suo direttivo composto da Claudia Cannella, Enrico Marcotti, Filippa Ilardo, Francesco Tei, Sandro Avanzo, Nicola Arrigoni, guidati dal presidente Giulio Baffi, hanno poi articolato le motivazioni assegnate ai canditati premiati, chiamati in palcoscenico, visibilmente commossi.

Come ogni anno le due riviste associate all’ANCT, Hystrio e Catarsi – i teatri delle diversità, hanno consegnato le loro proposte premiando Paolo Cantù, direttore de I Teatri di Reggio EmiliaVito Alfarano e AlphaZTL, coreografo e Compagnia d’arte dinamica. Premiata anche Manuela Mandracchia, per due produzioni dello Stabile di Torino, con lo spettacolo Il Crogiuolo e Agosto a Osage Country, improntato sulle dinamiche familiari disfunzionali e il ruolo femminile, mostrando altri punti di vista.

Nella motivazione le parole per la toccante rappresentazione liturgica che Danio Manfredini, visibilmente commosso, offre senza veli e senza rete, nel calarsi ed offrirsi al pubblico in tutte le sue interpretazioni, come in Divine liberamente ispirato a Nostra Signora dei Fiori di Jean Genet.

Lungo tutto lo stivale piovono i riconoscimenti dei premi ANCT. Dai palcoscenici partenopei e siciliani  sono chiamati per lo spettacolo Natale in casa Cupiello cum figuris, realizzato con personaggi/pupi, a ritirare il premio, il regista, l’attore e il drammaturgo, rispettivamente, Lello Serao, Luca Saccoia, Vincenzo Ambrosino.

Scorrendo, anche il premio alle Edizioni Cue Press di Mattia Visani per il suo ricco catalogo editoriale. A Tindaro Granata, a distanza di 12 anni, un altro riconoscimento, per aver ridato smalto al Festival di Tindari e sempre in terra di trinacria è andato il riconoscimento a Mercurio Festival – Cantieri della Zisa di Palermo.

E poi ancora alle realtà di Stivalaccio Teatro di Vicenza, alla realtà del Crest cooperativa teatrale, che opera nel quartiere Tamburi, accanto all’ex Ilva. Gli attori, Laura Curino, testimone importante del teatro contemporaneo; Fabrizio Ferracane, capace di esaltare la musicalità del dialetto siciliano e Arturo Cirillo capace di fondere convergenze produttive sull’asse Marche-Napoli-Genova.

di Emanuela Cassola Soldati

credit foto Di Palma

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