Al-Cantàra, nella sua sede ed enoteca di Catania, ha presentato, il giorno 26 novembre, il suo nuovo “vino da collezione”, il cui nome, Don Candeloro, costituisce un omaggio al maggior esponente del verismo, il catanese Giovanni Verga, con la sua pronipote Carla, che ha partecipato all’evento raccontando il suo rapporto con l’illustre avo.

Pucci Giuffrida, commercialista che nel 2005 ha deciso di buttarsi, con un successo certificato da vari premi, anche nella produzione del vino – seguendo il principio secondo il quale un buon vino è “poesia” e per farlo ci vuole “arte” – ha spiegato cosa sono i suoi “vini da collezione”, lanciando sul mercato un nuovo prodotto enoico.
Come illustrato ulteriormente anche dal direttore commerciale della cantina, Gianluca Calì, Giuffrida ha spiegato come, da quattro anni fino ad adesso, selezioni un determinato vino DOC Etna di cui produce un numero limitato di bottiglie all’anno, tra le 900 e le 1400. Il vino scelto propone una specifica etichetta dedicata con caratteristiche molto particolari. Infatti le etichette delle singole bottiglie di quel vino vengono stampate dalla tipografia, con una base comune ma con parecchie zone lasciate in bianco. In fase di lavorazione, Annachiara Di Pietro, che ha realizzato tutta la parte artistica delle etichette dei vini da collezione, interviene ulteriormente, con delle pennellate successive. Per tale motivo ogni bottiglia appartenente ad una linea peculiare risulta, all’aspetto, simile alle altre, ma non esattamente uguale, divenendo quindi unica”. E’ come se fosse una litografia acquerellata”, ha affermato Giuffrida.
Il percorso dei vini da collezione è iniziato facendo riferimento a Pirandello con “Liolà- Ullarallà”, che era anche il canto di alcuni pescatori.
“Don Candeloro” deve il suo nome al personaggio protagonista della raccolta verghiana di dodici novelle concatenate tra loro, dal titolo “Don Candeloro e i compagni”. Il libro, edito nel 1894, vive, come esposto da Rossella Romano, delle vicende di un burattinaio che viene evocato attraverso l’etichetta della bottiglia di Al-Cantàra per ricordare il centenario, avvenuto nel 2022, della morte di Giovanni Verga.
DOC Etna, Don Candeloro 2019
Nerello Mascalese 100%
Pucci Giuffrida ha deciso di denominare la sua cantina “Al-Cantàra”, che in arabo significa “ponte”, a significare il legame tra arte, vino e poesia. Anche per questo suo amore per le arti lo stesso Giuffrida ha creato un piccolo museo nella propria azienda con al suo interno etichette, bottiglie e tappi che costituiscono 400 piccole ed uniche opere d’arte create da circa 300 artisti italiani, fra cui Oliviero Toscani, Ferdinando Scianna, Bruno Caruso, Alessandro Bronzini e altri. Al Vinitaly 2023 la cantina ha ottenuto ben otto premi vincendo il titolo assoluto di miglior rosato con il DOC Etna Rosato Amuri di fimmina e amuri di matri 2021.
L’azienda si trova in Contrada Feudo Sant’Anastasia, a Randazzo, a 620 s. l.m. e insiste su terreni dal suolo alluvionale, ricco di scheletro che godono della mineralità dei terreni vulcanici. I Possedimenti si estendono per circa venti ettari, di cui quindici vitati con vitigni autoctoni quali nerello mascalese, nerello cappuccio e carricante, risalenti al 1965, e alloctoni come il pinot Nero e il cabernet sauvignon.
Di questo vino, generato in un’annata calda, vengono prodotte 1340 bottiglie. Fa affinamento per un anno in tonneaux di castagno ( tipo di legno che consente una maggiore ossigenazione) , per dodici mesi in acciaio e per almeno un anno in bottiglia.
Il colore è il rosso scarico proprio del Nerello Mascalese, con una certa brillantezza donata dal castagno.
Al naso si avvertono sentori floreali e di piccoli frutti rossi, di spezie dolci e anche pungenti (pepe nero in primis). Si schiudono anche leggere note balsamiche..
In bocca si palesa un’eleganza interessante, con i tannini ben integrati, con intriganti vivacità e persistenza
La presentazione si è conclusa con una deliziosa cena – all’insegna dei gusti della tradizione -e con l’assaggio di Lu disiu – che tradotto dal siciliano significa desiderio, voglia -, passito di Nerello Mascalese, la cui etichetta rappresenta una donna incinta e florida , ispirandosi ad una poesia di Nino Martoglio, letta dallo stesso Pucci Giuffrida.
di Gianmaria Tesei
