“Abbiamo scelto dei libri legati alla storia della nostra letteratura, dagli anni Sessanta ad oggi, li ho recensiti e per ogni testo ho scelto una parola, che poi sei giovani e promettenti artisti hanno rappresentato con un’opera d’arte”. Benedetta Parodi è stata la madrina d’eccezione della speciale “mostra – evento” benefica dedicata a Scarabeo, che si è tenuta a Palazzo Bovara a Milano, per celebrare i 60 anni di storia dell’intramontabile gioco di parole, che ha accompagnato l’alfabetizzazione degli italiani e le trasformazioni socio-linguistiche del Paese e che ha ripercorso questi ultimi sei decenni attraverso sei parole chiave della storia italiana e internazionale reinterpretate dai talenti emergenti del panorama artistico italiano Riccardo Ricca, Giacomo Zornetta, Matteo Piccolo (TETI), Sofia Fresia, Andrea Gallotti e Francesco Bambace.
Nell’occasione abbiamo realizzato un’intervista con la giornalista, scrittrice e conduttrice di “Bake Off Italia” parlando di libri e parole.
Benedetta, è la madrina della mostra-evento per i sessant’anni di Scarabeo…
“Sono felice di essere la madrina e anche un po’ l’ispiratrice di questa mostra-evento perchè per i 60 anni di Scarabeo abbiamo fatto una sorta di gioco intellettuale. Abbiamo scelto dei libri legati alla storia della nostra letteratura, dagli anni Sessanta ad oggi, li ho recensiti e per ogni testo ho scelto una parola, che poi sei giovani e promettenti artisti hanno rappresentato con un’opera d’arte”.
Le parole scelte sono sei, famiglia, maternità, ribellione, perdono, caos e anima, mentre i libri spaziano da Michela Murgia a Khaled Hosseini. Com’è avvenuta questa selezione?
“E’ una scelta di cuore, amo leggere, soprattutto farmi emozionare, quindi a volte leggo libri d’amore, per ragazzi o altre volte drammatici. Sono onnivora e ho cercato di spaziare anche attraverso diversi generi”.
Qual è il libro che le ha fatto battere maggiormente il cuore leggendolo?
“E’ una domanda che mi pongo spesso anch’io… se dovessi scegliere un romanzo direi “Shantaram” di Gregory David Roberts che racchiude l’avventura, l’amore, il mistero e anche la mole, perchè mi piacciono i libri lunghi”.

Qual è la parola che la rappresenta?
“La parola che mi rappresenta è famiglia”.
Quali sono invece le due parole più importanti per lei?
“Forse la parola famiglia può essere legata a fiducia e generosità”.
Una mostra-evento che ha anche una finalità benefica, infatti il ricavato della vendita delle opera d’arte andrà ad ANFASS Milano…
“Esattamente ed è bello quando l’arte fa anche del bene”.
In quali progetti sarà prossimamente impegnata?
“Tutti gli spettatori che seguono Bake Off Italia su Real Time sono sulle spine perchè il 15 dicembre ci sarà la finale e scopriremo chi sarà il miglior pasticcere amatoriale di quest’anno, quindi mi godo questo momento di attesa e guardo le puntate un po’ come se fossi una fan, che è quello che in verità sono. E poi c’è il Natale dove lavorerò veramente tanto (sorride)”.
di Francesca Monti
credit foto ufficio stampa
Si ringrazia Elisabetta Zerbato
