A Padova l’ultimo saluto a Giulia Cecchettin. Il papà Gino: “La memoria di Giulia ci ispiri a lavorare insieme per creare un mondo in cui nessuno debba mai temere per la propria vita”

Oltre diecimila persone hanno preso parte ai funerali di Giulia Cecchettin, la studentessa 22enne uccisa brutalmente dall’ex fidanzato Filippo Turetta, che si sono svolti a Padova, nella basilica di Santa Giustina, con due maxischermi installati all’esterno.

La cerimonia funebre è stata celebrata da Mons. Claudio Cipolla, vescovo di Padova, che si è rivolto ai giovani durante l’omelia dicendo: “Nella libertà potete amare meglio e di più, questa è la vostra vocazione e questa può e deve diventare la vostra felicità. L’amore non è un generico sentimento buonista, non si sottrae alla verità, non sfugge la fatica di conoscere ed educare se stessi. È empatia che genera solidarietà, accordo di anime e corpi nutrito di ideali comuni, compassione che nell’ascolto dell’altro trova la via per spezzare l’autoreferenzialità e il narcisismo”.

Al termine delle esequie ha preso la parola Gino Cecchettin, il papà di Giulia: “Carissimi tutti, abbiamo vissuto un momento di profonda angoscia: ci ha travolto una tempesta terribile e anche adesso questa pioggia di dolore sembra non finire mai. Ci siamo bagnati, infreddoliti, ma ringrazio le tante persone che si sono strette attorno a noi per portarci il calore del loro abbraccio. Mi scuso per l’impossibilità di dare riscontro personalmente, ma ancora grazie per il vostro sostegno di cui avevamo bisogno in queste settimane terribili. Mia figlia Giulia, era proprio come l’avete conosciuta, una giovane donna straordinaria. Allegra, vivace, mai sazia di imparare. Ha abbracciato la responsabilità della gestione familiare dopo la prematura perdita della sua amata mamma. Oltre alla laurea che si è meritata e che ci sarà consegnata tra pochi giorni, Giulia si è guadagnata ad honorem anche il titolo di mamma. Nonostante la sua giovane età era già diventata una combattente, un oplita, come gli antichi soldati greci, tenace nei momenti di difficoltà, il suo spirito indomito ci ha ispirato tutti”, ha detto Gino Cecchettin esortando tutti a lavorare per trasformare questa tragedia in un vero cambiamento: “In questo momento di dolore e tristezza, dobbiamo trovare la forza di reagire, di trasformare questa tragedia in una spinta per il cambiamento. La vita di Giulia, la mia Giulia, ci è stata sottratta in modo crudele, ma la sua morte, può anzi deve essere il punto di svolta per porre fine alla terribile piaga della violenza sulle donne. Grazie a tutti per essere qui oggi, che la memoria di Giulia ci ispiri a lavorare insieme per creare un mondo in cui nessuno debba mai temere per la propria vita”.

Infine ha letto la poesia “Il vero amore” di Khalil Gibran e ha concluso: “Grazie Giulia per questi 22 anni insieme e per la tua immensa tenerezza. Anch’io ti amo tanto e anche Elena e Davide ti adorano. Cara Giulia, è giunto il momento di lasciarti andare. Salutaci la mamma. Ti penso abbracciata a lei e ho la speranza che, strette insieme, il vostro amore sia così forte da aiutare Elena, Davide e anche me non solo a sopravvivere a questa tempesta di dolore che ci ha travolto, ma anche ad imparare a danzare sotto la pioggia. Sì, noi tre che siamo rimasti vi promettiamo che, un po’ alla volta, impareremo a muovere passi di danza sotto questa pioggia. Io non so pregare, ma so sperare: ecco voglio sperare che tutta questa pioggia di dolore fecondi il terreno delle nostre vite e che un giorno possa germogliare. E voglio sperare che produca il suo frutto d’amore, di perdono e di pace. Addio Giulia, amore mio”.

All’uscita il feretro le tantissime persone presenti all’esterno della Basilica hanno fatto rumore suonando campanelli e altri oggetti, a intervallare un lungo e commosso applauso.

Elena Cecchettin ha ricordato sua sorella Giulia nella cerimonia privata a Saonara, con queste parole: “Ora ti vedo in mezzo alle stelle, che fai a metà gelato con la mamma. Continuerai a essere il mio angelo custode perché in fin dei conti lo sei sempre stata”.

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