In Italia si parla ormai da tempo di una riforma generale del mondo del calcio. Una riforma che alla fine non si fa mai ma che resta un’idea, sulla falsariga di altri campionati. Diciotto squadre in Serie A, per sfoltire il calendario e dare respiro alle squadre. Una riforma complessiva di tutto il sistema calcio, anche in Lega Pro dove potrebbe assistersi ad una riduzione delle realtà schierate in campo. Insomma, tante idee solo in parte applicate, dai playoff scudetto ai playout retrocessione per esempio.
Cosa ne pensa invece il Ministro dello Sport, Andrea Abodi? Le idee sono chiare anche per lui. Intanto il Ministro ha fatto il punto sulla carta dei doveri all’interno del convegno “I sogni dei giovani costruiscono il futuro”, in ambito festival Orientamenti. Qui Abodi ha parlato anche di gioco illegale, un fenomeno tornato alla ribalta e che ha coinvolto diversi nomi di spicco del calcio italiano. Abodi si è detto sicuro: “La carta dei doveri è per i professionisti e per evitare loto che si interpreti male il mondo stesso del professionismo. La carta non risolve i problemi, ma contribuisce a responsabilizzare”.
Ne hanno parlato anche gli esperti di Gaming Insider: “Quando si parla di ludopatia, si parla di un tema complesso che va al di là del professionismo. Sono coinvolti milioni di italiani, tanti giovani, è una fragilità sociale che riguarda tutti. Il contrasto deve essere regolare ed efficace” – sostengono. Non a caso la questione legata all’azzardo, in Italia, si fa sempre più preoccupante ed è ovviamente sempre più discussa.
Gli ultimi dati sono sempre più eloquenti. La recente ricerca denominato “Il Libro nero dell’azzardo – la crescita impetuosa dell’azzardo online in Italia” ha evidenziato come nel 2022 gli italiani hanno speso 136 miliardi nel gioco d’azzardo. “Attualmente, – si legge nel report -, ci sono circa 3.8 milioni di giocatori attivi, che spendono mensilmente 1600 euro. Le sole scommesse sportive in Italia rappresentano il 7% del PIL, un’enormità se si pensa che il turismo incide per il solo 6%”.
Una riforma è necessaria ed è richiesta da tempo: “Ad oggi il gioco vive nel caos – continuano da Gaming Insider – in un groviglio di leggi regionali e nazionali che penalizzano. Ma la via della riforma è avviata. Presto sarà completato l’iter per il riordino delle concessioni online, che sarà utile a definire il quadro completo degli operatori regolamentati nel nostro paese”. “Il punto principale però riguarda la lotta alle dipendenze, cardine della riforma, che contempla alcune misure interessanti per il gioco sicuro. Infatti, per il gioco online sarà previsto un filtro speciale che bloccherà i giocatori nel momento in cui questi supereranno una determinata soglia di spesa o tempo di gioco. Durante il gioco appariranno una serie di messaggi automatici ed ogni concessionario sarà obbligato a investire lo 0.2% dei ricavi netti in campagne informative che spieghino i rischi del gioco”, concludono da Gaming Insider.
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