“La musica è la versione migliore di me e anche quella più vera dove non riesco a nascondermi, è lo specchio di come sto”. Dopo la partecipazione al Festival di Sanremo 2023, Will ha pubblicato il nuovo singolo “Autogol” (Capitol Records Italy/Universal Music Italia) che segna un nuovo percorso artistico, con sonorità rinnovate.
Il brano è una dichiarazione d’amore all’incertezza: avere il coraggio di rischiare, di buttarsi in una relazione senza davvero rendersi conto se la persona a cui ci si è legati rappresenti un bellissimo nuovo inizio o solo il preludio di una delusione.
“Autogol” è scritto e prodotto in collaborazione con Duffy, producer tra i più promettenti del panorama italiano e False. Il risultato del sodalizio artistico instauratosi tra i due è un pezzo dal sound dinamico, moderno e fresco, comunque capace di mantenere una componente malinconica. Il testo è un susseguirsi di immagini che accompagnano l’ascoltatore in un mix di sentimenti tra affetto, nostalgia e disillusione che gli permettono di immedesimarsi nelle emozioni provate dal protagonista.
Will, è uscito il tuo nuovo singolo “Autogol”, che segna anche l’inizio di un differente percorso artistico…
“E’ nato qualche mese fa in un periodo di pausa in cui mi sono preso una mini vacanza dalla musica o almeno dalle pubblicazioni. C’è stato parecchio lavoro, abbiamo ragionato tanto su come ripartire e Autogol ci sembrava il ponte tra il passato e il futuro, anche a livello di sonorità e scrittura”.
Un brano dalle sonorità pop e urban prodotto da Duffy e False…
“Conoscevo Duffy perchè era venuto con me nel “Chi sono veramente tour” e a livello umano avevamo legato subito. Quest’estate nella noia milanese abbiamo iniziato a lavorare insieme, abbiamo fatto tanti provini, ci siamo mossi tra diversi generi e sonorità e ci siamo divertiti. Autogol è il brano su cui abbiamo sperimentato di meno, essendo legato al mondo del pop del passato ma al contempo si sente l’impronta del nuovo produttore. Abbiamo deciso di non darci dei paletti ma di lavorare su quello che veniva. Poi abbiamo smattato su altro”.

In “Autogol” parli di quelle cose che creano insicurezza e di quanto sia complicato prendere delle decisioni difficili, è un testo autobiografico?
“Come tutti i miei testi arriva dalle mie esperienze. Lo scorso anno ho preso tante decisioni importanti e in questa pausa ho riflettuto se fossero state a fin di bene oppure no. Il brano parla di questo”.
Qual è stata per te la decisione più difficile da prendere?
“Ce ne sono state parecchie, nell’ultimo anno mi sono trasferito, ho partecipato a Sanremo e poi c’è stata la decisione di ricominciare con nuovi amici e stimoli, che non è stata così immediata, ho avuto dei momenti di down in cui sembrava che il mondo in cui vivevo non mi appartenesse e volevo tornare alla semplicità, ma sono contento di averla presa”.
Cosa rappresenta per te la musica?
“Rappresenta tante cose, nel tempo si è evoluto il significato che le do. Al momento è la versione migliore di me, quando sono in studio, quando canto, quando sono a contatto con la gente, e anche quella più vera dove non riesco a nascondermi e mi piace dare il 100%, è lo specchio di come sto. In passato invece è stata la mia valvola di sfogo, l’unica a cui dicevo tutto, la migliore amica, il mio diario”.
Quanto ti ha arricchito l’esperienza al Festival di Sanremo?
“Mi ha arricchito tanto su tutti i livelli, artistico, personale, emozionale perchè ho capito che non bisogna tenersi dentro le cose. La pausa all’inizio non è stata voluta, è stato un reboot in cui ho imparato tanto, avevo bisogno di tempo per tornare con le idee più chiare. Ho lavorato su me stesso e sulla musica. E’ un ritorno legato anche al Festival di Sanremo dell’anno scorso”.
Cos’hai capito di te stesso?
“E’ stata un’esperienza strana, ho vissuto i momenti peggiori della mia vita in cui mi sono sentito fuori controllo su quello che stavo facendo ma anche i migliori, il periodo più sano sia mentalmente che fisicamente e quindi ho imparato a ponderare le emozioni, a gestire i tempi. In un mondo in cui tutto va velocissimo spesso si lasciano marcire in un cassetto dei piccoli traumi, questa cosa mi ha fatto male in passato e spero di non farla più”.

Torneresti in gara al Festival di Sanremo in futuro?
“Sanremo è stata l’esperienza più bella e più brutta al contempo e vorrei rifarla, non so quando, ma vorrei riprovarci. E’ uno degli obiettivi più importanti che ho”.
“Autogol” farà da apripista ad un nuovo disco?
“Certamente. Non ci fermiamo più anche perchè Duffy e False non mollano facilmente (sorride). Sarà un periodo che agli occhi del pubblico potrebbe apparire disordinato, in cui cambierà il mio modo di comunicare ma voglio seguire questa strada e sono nel pieno controllo della barca, sarà rischioso e divertente ma so perfettamente dove andare. E quando riesci ad esprimere attraverso la musica quello che senti sei più sereno”.
di Francesca Monti
