UN POSTO AL SOLE – Intervista con Marzio Honorato: “Renato è un personaggio a tutto tondo e mi diverte molto interpretare le scene più comiche”

“Inizialmente doveva essere un esperimento ed ero incuriosito in quanto avevo fatto molto teatro e cinema e anche televisione ma mi mancava un’esperienza nella lunga serialità. Poi ha avuto un grande successo, la gente si è affezionata e tuttora ci segue con affetto e simpatia”. Marzio Honorato ha iniziato la sua splendida carriera a teatro, prima nella compagnia di Nino Taranto, poi in quella di Gino Bramieri, per essere scelto successivamente dal maestro Eduardo De Filippo recitando in varie commedie, tra cui “Natale in Casa Cupiello” nel ruolo di Vittorio Elia, ha preso parte a film di successo diretto da importanti registi, e da ventisette anni è uno dei protagonisti più amati di “Un Posto al sole”, in onda dal lunedì al venerdì alle 20,45 su Rai 3.

Nella soap veste i panni del simpatico, elegante e razionale Renato Poggi, che dopo aver lavorato come commercialista ai cantieri Palladini – Flegrei, è ora in pensione e si dedica in particolare ai suoi adorati nipoti.

Marzio Honorato e Marina Tagliaferri – credit foto Giuseppe D’Anna / Fremantle

Marzio, da ventisette anni dà il volto a Renato Poggi nella soap “Un Posto al sole”. Qual è la caratteristica di lui che ama di più?

“Mi diverte molto interpretare Renato quando ci sono le scene un po’ comiche, in quanto provengo dal teatro napoletano e dalla scuola di Eduardo De Filippo, ma in realtà è un personaggio a tutto tondo, non è un tipico ruolo da soap caratterizzato sempre alla stessa maniera”.

E’ un personaggio che ha avuto tante vicissitudini, che ha vissuto varie storie e che oggi vediamo felicemente nelle vesti di nonno di Bianca e Jimmy…

“Mi piace recitare con i bambini, gli attori e le attrici scelti per interpretare i nipotini di Renato sono bravissimi. Li tratto da grandi e scherzo come se parlassi con un adulto ma nello stesso tempo cerco minimamente di indirizzarli nella recitazione”.

Nelle scorse settimane abbiamo visto che Renato si è mostrato un po’ geloso del rapporto sempre più stretto tra la sua ex moglie Giulia e Luca…

“C’è un risentimento dovuto a questa storia passata che è stata importante per l’ex moglie. In realtà Renato e Giulia non sono stati sempre dei santarelli quando stavano insieme. E’ un tipico rapporto borghese iniziato con un grande amore, poi si sono separati ma in fondo sono rimasti sempre legati e quindi ci sta questo momento di gelosia da parte del mio personaggio. Del resto quale uomo e quale donna non lo avrebbero…”.

Marzio Honorato e Patrizio Rispo – credit foto Giuseppe D’Anna / Fremantle

E poi ci sono questi siparietti divertenti con Patrizio Rispo nei panni di Raffaele Giordano…

“Con Patrizio c’è un rapporto straordinario perchè ci conosciamo da tanto tempo, da prima di recitare insieme in Un Posto al sole e ci intendiamo a occhi chiusi quando lavoriamo, giriamo le scene velocemente, a volte inventiamo e ci divertiamo tanto. E’ un compagno meraviglioso di avventura artistica”.

Quando è andata in onda per la prima volta nel 1996 Un Posto al Sole era una scommessa. Cosa l’ha convinta a prendere parte a questa avventura che poi si è rivelata un successo planetario?

“Quando uscì la possibilità di questa produzione al Centro Rai di Napoli, che inizialmente doveva essere un esperimento, ero incuriosito in quanto avevo fatto molto teatro e cinema e anche televisione ma mi mancava un’esperienza nella lunga serialità. Infatti questo personaggio non ha mai una fine ma affronta la realtà con la cadenza giornaliera di una persona normale. Poi la gente si è affezionata a “Un Posto al sole” e tuttora ci segue con grande simpatia. Siamo trattati molto bene dal pubblico (sorride)”.

E’ un amore che ha oltrepassato il confine italiano, infatti Un Posto al sole è molto seguito anche all’estero…

“E’ vero, tanto che quando con Patrizio Rispo e Francesco Vitiello siamo stati a New York a girare alcune scene le persone ci riconoscevano e ci fermavano per strada ed è stata un’emozione fortissima. E poi riceviamo delle mail dai paesi più impensabili come il Vietnam quindi Rai International ci ha dato una notorietà che va oltre i confini nazionali. Penso che la soap abbia moltissimi segreti per quanto riguarda il suo successo, dalla volontà di volerla produrre da parte della Fremantle e della Rai, a Rai 3 che ci ha aiutati e ci ha permesso di diventare un punto di forza in quella fascia oraria, passando per la scrittura, la sceneggiatura, con autori che hanno la capacità di raccontare da 27 anni la vita di questi personaggi che sembrano veri, che vivono gioie e problemi che fanno parte della quotidianità. Poi ci siamo noi attori che abbiamo sempre cercato di essere naturali e siamo molto uniti, non c’è mai stato un momento di invidia per il numero delle scene o delle battute o per le storie, ci siamo aiutati a vicenda, sia quando siamo protagonisti sia quando la storia ci porta ad essere una spalla degli altri. Infine ci sono il Centro Rai e la città di Napoli con il suo fascino e le sue due facce della medaglia. Questo mix piace tanto alla gente”.

Marzio Honorato sul set di Un Posto al sole – credit foto Giuseppe D’Anna / Fremantle

Quali sviluppi avrà il suo personaggio?

“Non so cosa aspettarmi. Ho 75 anni, più o meno è l’età del mio personaggio. Non ho preferenze particolari, Renato ne ha passate di tutti i colori nel corso delle puntate e penso che continuerà lungo questa strada. Abbiamo degli ottimi sceneggiatori, Un Posto al sole è come una grande insalata, ricca, natalizia ed ogni elemento ha il suo perchè, la sua storia. E mi auguro che il pubblico possa continuare ad appassionarsi a quello che raccontiamo”.

Come diceva poco fa, lei proviene dal grande teatro napoletano. Qual è l’insegnamento più importante che le ha dato il maestro Eduardo De Filippo e com’è stato lavorare nelle sue opere, in particolare in “Natale in Casa Cupiello”?

“Natale in Casa Cupiello è un caposaldo della storia del teatro e della televisione italiani. La mia storia con Eduardo è molto particolare. Avevo già fatto un paio di film e sapevo che cercava delle comparse per un suo spettacolo. Così dissi a un mio amico, Sergio Solli, che lavorava con lui, che mi sarebbe piaciuto fare quest’esperienza e impersonai questa comparsa che usciva in penombra con un impermeabile. Non so come mai si ricordasse di me ma con mia grande sorpresa un anno dopo Eduardo chiese a Solli di chiamarmi per fare un provino di un minuto, mi fece dire le battute di Natale in casa Cupiello e mi prese. Fu una grandissima gioia perchè all’epoca lavorare con De Filippo era il massimo soprattutto per un attore napoletano, era un punto di arrivo e sono stato con lui cinque anni. Il mio rapporto nei suoi confronti era di grande rispetto. La prima cosa che ci insegnava il Maestro era il rispetto per il palcoscenico e per il pubblico, nonché un certo modo di comportarsi sul palco, dietro le quinte, finanche nei camerini. Oltre ai tempi, ai movimenti, da lui ho imparato i comportamenti verso i colleghi e i testi dove ogni virgola aveva e ha il suo senso e questo per un attore è il massimo perchè non ci possono essere errori”.

Qual è la sua opinione riguardo il futuro del teatro?

“Il cinema e il teatro in Italia oggi non sono molto aiutati dalle istituzioni come accade invece in Francia, in Spagna, in Germania. Sembra sempre una grande battaglia per continuare ad esprimersi, a proporre cultura, approfondimento. Si parla molto anche di intelligenza artificiale e sono un po’ preoccupato che tutto venga ridotto a immagini scannerizzate e si perda il senso dell’umanità, la vicinanza, l’afflato, il sentimento diretto. Quindi non sono molto ottimista per il futuro”.

Con Maxima Film ha prodotto “Tempi supplementari” e “Dove si ferma il tempo”. Come nasce la sua passione per la produzione e quali sono i prossimi progetti?

“La passione è nata perchè volevo dare un minimo di riconoscimento alla città di Napoli e al fatto di essere campano e ho deciso di investire cercando di produrre delle opere prime, dei film di non facile lettura e distribuire lavoro a maestranze, attori, registi napoletani. E’ stato un mio sfogo artistico per fare qualcosa in questo campo. Sono usciti “Tempi supplementari” e “Dove si ferma il tempo”, due progetti in cui credo molto, ora stiamo chiudendo un altro film dal titolo “Il peso esatto del vuoto” per la regia di Vincenzo Pirozzi con Cristina Donadio, Peppe Servillo e altri bravissimi attori napoletani. E’ in fase di montaggio finale”.

A livello attoriale invece quali sono i prossimi impegni oltre a Un Posto al sole?

“Escludo il teatro perchè si finisce tardi la sera e io mi alzo ogni mattina alle 6,30 sia quando vado sul set sia quando non giro. Recentemente ho preso parte al film di Marco Mario De Notaris “La tristezza ha il sonno leggero” e ad un corto girato in Calabria. Quando mi chiamano, specialmente i giovani registi, recito volentieri nelle loro opere”.

Qual è il suo ricordo più bello legato al Natale?

“Devo ammettere che non è una festa che mi fa impazzire, soprattutto perché non mi piace la cadenza commerciale. Per me un regalo va fatto quando uno se la sente, non per forza a Natale. Tra l’altro quando recitavo a teatro il 25 dicembre ho sempre lavorato, quindi non ho mai avvertito in modo particolare quell’attesa, quell’atmosfera. Sono un po’ fuori da quel tipo di logica (sorride)”.

di Francesca Monti

credit foto copertina Giuseppe D’Anna / Fremantle

Si ringrazia Stefania Lupi

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