“Mio nonno ad inizio Novecento è stato uno dei primi fotografi, camminava per cento chilometri a piedi per fotografare la piazza di un determinato paese, anche mio padre era fotografo, quindi ho ereditato questa passione”. Stefano Gislon è un eccellente musicista, con una lunga e interessante carriera e collaborazioni prestigiose, come quella con Mina per la quale ha scritto il brano di successo “Dr. Roberto”, ma è anche un talentuoso fotografo come ci ha raccontato in questa piacevole chiacchierata.


Stefano, quali sono i soggetti che predilige fotografare?
“Il mio interesse principale è la musica, la fotografia è un mestiere creativo e mi piace molto. Adoro i paesaggi perchè abito in un paese di montagna e ci sono tanti posti belli, dove c’è silenzio, nessun disturbo, ci siamo solo io e la natura. Mi piace anche fare ritratti, dai cantanti come George Aaron e Bobby Solo, agli uomini di Aviano, lavoratori in età, dall’idraulico al pasticciere. Ne ho fotografati una trentina finora. Sono immagini dai colori decisi ed è accentuato il viraggio, sono filigranate, sembrano dei francobolli. Se ci sarà la possibilità farò una mostra ad Aviano, ho visto che l’idea sta piacendo e che c’è interesse verso questo progetto”.
I bellissimi ritratti degli uomini di Aviano realizzati da Stefano Gislon
Com’è nata la collaborazione con Mina?
“E’ una storia strana, sono stato a Brescia per prendere delle lezioni di chitarra su consiglio di un amico che suona la batteria ed è stato il batterista della Rettore, dei Pitura Freska, di Jean Michel Jarre. Conoscevo i musicisti che insegnavano lì e ho fatto sentire loro qualche mio pezzo. Diciotto anni dopo arriva questa telefonata in cui mi dicono che Mina aveva trovato questa cassetta con questo brano folle, Dr. Roberto e aveva cercato chi fosse l’autore finché mi ha rintracciato in quanto le era piaciuto, aveva provato a interpretarla ma non le veniva bene. Così ha chiesto a me di cantarla mentre lei avrebbe fatto i cori. Sono andato a Lugano a registrare un parlato, io facevo il dentista, dottor Roberto, e lei la paziente e si è realizzata una cosa inaspettata. Ho avuto il piacere di incontrare Mina, ma ho lavorato soprattutto con Massimiliano Pani, suo figlio, a cui ho inviato anche altri brani”.

Stefano Gislon a Lugano con Massimiliano Pani
Ci sono state poi tante altre interessanti esperienze…
“Ho collaborato con Bobby Solo con cui sono amico, e con Federico Stragà. Ricordo che aveva vinto da poco Sanremo e durante una piccola tournée abbiamo fatto una data in un campo sportivo dove si erano dimenticati di mettere il palco fisso e abbiamo suonato sull’erba (sorride). Per tre anni ho suonato a Treviso nel locale Il Nilo blu dove passavano tanti musicisti ed è stata una bella esperienza formativa, sono stato a Boston a studiare e in Florida, esibendomi con un gruppo negli Holiday Inn, per poi tornare in Italia”.
Cosa ne pensa dell’attuale panorama musicale italiano?
“Non mi piace niente oggi, trovo tutto forzato, non è una questione di generi perchè sono un musicista che studia, ricerca e trovo in ciascuno di essi qualcosa che lo rende meritevole di esistere, ma è tutto esagerato, deve per forza fare scalpore, con testi che hanno all’interno parolacce non necessarie. Le case discografiche non investono perchè non ci sono vendite, quindi non ci sono fondi. E’ il trend di un paese intero che va verso il peggio e non fa lo sforzo per elevarsi”.
Quali sono i suoi prossimi progetti?
“Recentemente ho preso parte ad un concerto in memoria di Roberto Cassan. C’eravamo conosciuti a Boston dove lui e suo fratello Christian, friulani come me, si erano trasferiti in cerca d’avventura. Dopo molti anni Roberto è tornato al paese a trovare la madre, ma ha avuto un malore e purtroppo è scomparso. Ogni anno Christian organizza un evento in suo ricordo, e io ho suonato con un sacco di musicisti meravigliosi. Ho preparato sessanta brani per due serate con repertori differenti. Per il resto ho tante canzoni nel cassetto e vorrei finalizzarle e registrarle. E’ la cosa che mi preme maggiormente, che mi viene meglio e che mi piace di più”.
di Francesca Monti
credit foto Stefano Gislon
