La terza, attesissima stagione di “Doc. Nelle tue mani”, che ha per protagonista il dottor Andrea Fanti, alle prese con il suo passato difficile da recuperare a causa della memoria compromessa da uno sparo di pistola, andrà in onda a partire da giovedì 11 gennaio 2024 in prima serata su Rai 1, per un totale di otto appuntamenti. Il primo arriverà nei cinema il 18 e il 19 dicembre.
La serie è una produzione Lux Vide, una società del Gruppo Fremantle, in collaborazione con Rai Fiction, prodotta da Matilde e Luca Bernabei con la regia di Jan Maria Michelini, Nicola Abbatangelo e Matteo Oleotto, interpretata da Luca Argentero, Matilde Gioli, Sara Lazzaro, Pierpaolo Spollon, Marco Rossetti, Laura Cravedi, Giacomo Giorgio, Elisa Wong, Elisa Di Eusanio, Giovanni Scifoni, Aurora Peres, Diego Ribon. Il soggetto di serie è di Francesco Arlanch e Viola Rispoli.
Se nella prima stagione Doc ha scoperto che il presente è diverso da quello che credeva e nella seconda ha lottato contro la pandemia per proteggere il suo futuro e quello dei suoi cari, nella terza stagione di “Doc. Nelle tue mani” sarà raccontata la sfida più dura per Andrea Fanti: affrontare un passato diverso da quello che gli hanno raccontato. Per poi ricominciare dall’unica cosa essenziale: curare i pazienti per curare sé stesso.
Nelle nuove puntate, infatti, Doc (Luca Argentero), reintegrato nel ruolo di primario, fa del suo meglio per gestire il reparto, cercando di raggiungere gli obiettivi fissati dalla Direzione, senza però rinunciare alla qualità e all’attenzione che pretende nei confronti dei suoi pazienti. Ed è proprio al termine di una dura giornata di lavoro che Andrea viene folgorato da un ricordo dei dodici anni che credeva perduti per sempre. Non è che un frammento della vita che ha dimenticato, ma è sufficiente a generare in lui la speranza che la memoria torni definitivamente. La possibilità, concreta come mai prima d’ora, che Andrea recuperi la memoria è però destabilizzante per le donne che gli sono vicine: Giulia (Matilde Gioli), la sua seconda in reparto, e Agnese (Sara Lazzaro), l’amatissima ex moglie. È lei a essere maggiormente sconvolta dalla possibilità che Andrea recuperi la memoria, perché al risveglio, dopo lo sparo, non è stata del tutto onesta con lui. Ci sono cose, in quei dodici anni, che Agnese ha tenuto per sé, credendole svanite per sempre insieme ai ricordi del suo ex marito.
Intanto, in reparto Riccardo Bonvegna (Pierpaolo Spollon), appena rientrato da un periodo di aspettativa dopo la morte di Alba, sta cominciando l’ultimo anno da specializzando e deve adattarsi a una realtà nuova. Le difficili esperienze vissute nel recente passato gli hanno lasciato in eredità crescenti attacchi d’ansia, che per ora riesce a gestire, ma che rischiano di avere conseguenze sulle sue prestazioni in reparto e nella sua vita privata. Proprio ora che, come tutor, deve occuparsi dei nuovi arrivati: Federico Lentini (Giacomo Giorgio), medico talentuoso e viveur impenitente, che si ritrova a Medicina Interna controvoglia, costretto dal padre a passare sei mesi di vita di reparto prima di iniziare la sua nuova, comoda vita da oculista di grido; Lin Wang (Elisa Wong), timida e schiva, ma con una profonda passione per la medicina che potrebbe metterla in conflitto con la sua famiglia di origine; e infine Martina Carelli (Laura Cravedi), l’astro nascente di Medicina Interna, una ragazza che viene da un piccolo centro di montagna, con un talento cristallino che rischia di oscurare quello di Bonvegna. Ma per fortuna c’è sempre Doc a prendersi cura dei quattro specializzandi, anche se il suo rinnovato ruolo di primario lo tiene lontano dal reparto. La nuova Direttrice Ammnistrativa gli pone subito un aut aut: se gli obiettivi di bilancio non verranno raggiunti, il reparto verrà ridotto e accorpato a un diverso primariato, e lui riassegnato a un reparto minore, lontano. Se questo accadesse, Doc perderebbe non solo il suo gruppo, ma anche la possibilità di risvegliare i ricordi che il suo ruolo di primario ha il potere di rievocare.
credit foto Virginia Bettoja
Luca Bernabei, AD Lux Vide, società del gruppo Fremantle, ha esordito: “In questa terza stagione verranno rivelate cose pazzesche sul passato di Doc. E’ una detection ma sempre con un’attenzione al paziente e con un’empatia particolare. Questo credo sia l’ingrediente chiave del successo della serie”.
Matilde Bernabei, Fondatrice e Presidente Onorario Lux Vide, società del gruppo Fremantle, ha aggiunto: “Ci sarà una quarta stagione. Crediamo molto in questa serie che è un esempio di grande servizio pubblico. La gente si ritrova in queste storie, sono i medici che tutti vorremmo avere e ce ne sono tanti così nella vita reale”.
La direttrice di Rai Fiction Maria Pia Ammirati ha concluso: “DOC. Nelle tue mani” è un grande successo perchè è fatta da una grande squadra. E’ la serie che vogliamo, che ci apre la mente, è un medical, c’è l’approfondimento, ci sono i percorsi umani, l’amore, c’è tutto”.
La parola è poi passata al regista Jan Maria Michelini: “Con i produttori, gli editor, la Rai abbiamo scelto le nuove leve del cast che ce ne faranno vedere delle belle. Luca, Sara, Matilde e il resto della squadra sono talmente rodati che è un piacere guardarli lavorare. Ci sono scene molto forti, belle, di grande importanza dal punto di vista recitativo. Il set è ancora in essere, stiamo lavorando da maggio, quindi la professionalità degli attori è un elemento chiave. Siamo riusciti come per magia a parlare al cuore dell’uomo attraverso questa serie in cui ognuno di noi ha messo tutto se stesso”.

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Luca Argentero torna a vestire i panni del Dottor Fanti: “Ero molto curioso di capire cosa gli sceneggiatori avrebbero creato per questa terza stagione e sono riusciti a stupirci e a mantenere alto il livello della tensione. C’è un ritorno del passato e dei ricordi e parte dai racconti di Pierdante Piccioni che è più che un padre della serie, è la storia stessa che parla attraverso di noi e avrà anche un cameo. C’è questo essere completamente ancorati alla realtà, è difficile avere a che fare con i ricordi se hai perso la memoria, c’è sempre qualcuno che deve certificare che siano veri. L’altro grande tema è la gestione del camice da primario, quindi del potere, del denaro, del fatto che un reparto di medicina interna deve essere economicamente sostenibile, non basta essere bravi nel proprio lavoro e questo stride nell’approccio al lavoro di Doc. Quello che mi piace di questa serie è che non ha paura di affrontare temi sensibili come la salute pubblica del cittadino. Oggi il paziente deve essere una fonte di reddito, da come viene trattato il malato l’ospedale trarrà del profitto. Attraverso gli occhi di Doc scopriremo che in un mondo che funziona al centro deve esserci comunque la persona. Siamo tutti cresciuti insieme ai nostri personaggi, professionalmente l’ho sempre reputato un salto triplo carpiato nel buio perchè non c’era nessun esempio di medical in Italia. La fortuna è stata incontrare questo meraviglioso gruppo di lavoro produttivo e soprattutto Jan con cui abbiamo creato questo mondo. Andrea Fanti è un personaggio che è nel cuore delle persone e lo reputo un lusso, un privilegio essere identificato con lui che ha generato così tanta empatia, mi riempie di orgoglio. Non ho scelto medicina come corso di studio perchè non potrei mai convivere con questa responsabilità di salvare vite o di guarire persone. Sicuramente grazie a questa serie ho imparato molti termini tecnici e oggi so leggere bene gli esami del sangue. io e Fanti abbiamo in comune la capacità di empatizzare e la voglia di prendersi cura degli altri. E’ una grossa responsabilità mettere in scena questa categoria di supereroi veri”.

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Matilde Gioli impersona nuovamente Giulia: “DOC per me è diventata una famiglia, c’è anche un lato affettivo molto forte che si racconta meno. Scorrono dei sentimenti belli e genuini sul set. Giulia sogna di lavorare con Doc, è partita innamorandosi subito dell’uomo e del suo modo di gestire il reparto anche se all’inizio a causa delle tragedie subite era diventato un primario cinico, non si ricorda di lei e del loro rapporto, ma nonostante tutto lei credeva nelle sue capacità mediche. Nella seconda stagione si lascia andare tra le braccia di Lorenzo ma accade un’altra tragedia, nella terza la troviamo appesantita dai fatti accaduti ma con la voglia di andare oltre, di ampliare i propri orizzonti, di realizzare le sue ambizioni. Si racconterà questa sfida di cercare di far funzionare un reparto nonostante le novità che il mondo odierno impone e lei darà una mano a Doc perchè è il suo braccio destro e lui fa affidamento su Giulia”.

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Sara Lazzaro interpreta invece Agnese: “Nella prima stagione il mio personaggio ha voluto combattere il ritorno al passato, nella terza nel momento in cui il ricordo sta tornando cerca di trattenerlo perchè per definire il presente bisogna analizzare il passato. Agnese per una serie di motivi ha voluto tenere segrete alcune cose anche per proteggere se stessa, ha avuto difficoltà, ha imparato ad amare in modo diverso, ha fatto una scelta importante nei confronti di un bambino e il ritorno alla memoria è un ostacolo. Cerca di essere custode del passato per proteggersi”.

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Pierpaolo Spollon dà il volto a Riccardo: “L’arte si propone di essere la proiezione delle nostre emozioni e la gente rivede quello che ha vissuto nel passato e in questa serie succede con ogni personaggio. Offriamo la possibilità alle persone a casa di riflettere su quello che è accaduto recentemente”.

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Giacomo Giorgio è una delle new entries nei panni di Federico Lentini: “E’ uno specializzando oculista, figlio di un noto specialista di Milano. Mi sono divertito a interpretarlo perchè all’inizio non c’entra nulla con il luogo in cui si trova a svolgere questo mestiere ma poi grazie ai medici del Policlinico Ambrosiano e a Doc si rende conto di cosa significhi essere un medico di medicina interna. E’ un personaggio quadridimensionale, con tante sfumature. La prima persona che devo ringraziare è Jan Michelini perchè fin dal primo provino mi sono sentito ben voluto e poi il cast, venivo da una grande famiglia e sono entrato in un’altra. Luca Argentero è stato un esempio di professionalità e serietà ogni giorno sul set”.
di Francesca Monti
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