Dal 19 dicembre al 1° gennaio Massimo Lopez e Tullio Solenghi tornano insieme sul palcoscenico del Teatro Manzoni di Milano con il nuovo show “Dove eravamo rimasti”, che porta la loro firma, insieme a quella di Giorgio Cappozzo, ed è prodotto da International Music and Arts.
Uno spettacolo straordinario, con nuovi sketch, brani musicali, contributi video, una lectio magistralis di Sgarbi/Lopez, un affettuoso omaggio all’avanspettacolo, il confronto Mattarella-Bergoglio, e un momento dedicato all’indimenticabile Anna Marchesini, che ha composto Il Trio insieme ai due grandi artisti, che sul palco, come ci hanno raccontato, avvertono “la sua presenza, in quanto il nostro modo di raccontare fa parte un po’ anche di lei. I dodici anni passati insieme hanno scolpito qualcosa di ognuno di noi negli altri due”.
Massimo e Tullio, siete in scena al Teatro Manzoni di Milano con il vostro nuovo spettacolo “Dove eravamo rimasti”. Partiamo dal titolo, dove eravate rimasti?
“Eravamo rimasti a casa, come tutti, per un sacco di tempo a causa della pandemia ed essere bloccati ci ha fatto venire una grande voglia di ricominciare. Avevamo portato in scena lo spettacolo precedente, “Massimo Lopez e Tullio Solenghi Show”, ed era andato talmente bene che volevamo tornare con uno show che avesse uno stile simile sotto certi aspetti, narrativamente parlando, ma con contenuti nuovi”.
In “Dove eravamo rimasti” ci sono infatti nuove imitazioni, sketch, un omaggio all’avanspettacolo, cosa potete raccontarci a riguardo?
Tullio Solenghi: “Ci sono personaggi nuovi, un duetto Mattarella-Bergoglio, una lectio magistralis di Sgarbi, un omaggio all’avanspettacolo, la rivisitazione delle favole con il politicamente corretto o scorretto che dir si voglia, un momento musicale molto bello dedicato ad Anna Marchesini. Insomma c’è la possibilità di divertirsi ma anche di emozionarsi”.
credit foto Marco Caselli Nirmal
credit foto Marco Caselli Nirmal
Vi va di regalarci un ricordo della grande Anna Marchesini?
Tullio Solenghi: “E’ come andare in scena con lei, avvertiamo la sua presenza. Il nostro modo di raccontare, di stare sul palco fa parte un po’ anche di Anna. I dodici anni passati insieme hanno scolpito qualcosa di ognuno di noi negli altri due”.
Massimo Lopez: “Stavamo seduti a scrivere per nove-dieci ore al giorno e avevamo un rapporto di amicizia intenso, forte, intimo. Parlavamo continuamente di qualsiasi cosa, si approfondivano argomenti, si buttavano via tante carte che scrivevamo e di cui non eravamo soddisfatti appieno, abbiamo pacchi di copioni mai utilizzati perchè si poteva fare sempre meglio”.
Tenendo conto del politically correct, quanto è complicato oggi far divertire il pubblico?
Tullio Solenghi: “Si può tenerne conto ma il teatro è anche un momento di straniamento da questi discorsi altrimenti Riccardo III di Shakespeare non potrebbe andare in scena essendo politicamente scorretto (sorride). Il racconto teatrale deve restare al di fuori delle logiche della vita e del quotidiano”.
Quanto è importante per voi il valore dell’amicizia, nella vita e nel lavoro?
Massimo Lopez: “Credo sia fondamentale, siamo abbastanza privilegiati, lo eravamo prima con Il Trio, lo siamo ancora adesso. C’è il privilegio dell’amicizia, di un rapporto primario che è fondamentale perchè ci aiuta molto nel lavoro, ci rende ancora più complici”.
Da cosa partite per la scelta dei personaggi da imitare?
Tullio Solenghi: “Partiamo da un’affinità che ognuno di noi ha per il personaggio, uno lo propone all’altro e iniziamo a lavorarci”.
Massimo Lopez: “Nascono anche in macchina, camminando per strada, durante un cappuccino con il latte di soia, parliamo di tutto, di qualsiasi argomento”.

credit foto Marco Caselli Nirmal
Qual è il personaggio che più vi siete divertiti a interpretare nel nuovo show?
Tullio Solenghi: “Forse non è un personaggio ma è lo sketch dedicato all’avanspettacolo, quello del dentista, un pezzo storico. Ci divertiamo tanto”.
Massimo Lopez: “Ci diverte la parte attoriale, rispettare e mettere in pratica i tempi teatrali che abbiamo appreso nel corso degli anni. Sull’imitazione non c’è un amore specifico per uno o per l’altro personaggio perchè li abbiamo scritti e inventati noi avendo voglia di farli”.
Farete compagnia al pubblico milanese durante le feste natalizie. Cosa vi augurate per il nuovo anno?
“Ci auguriamo un 2024 di pace, in tutti i settori, in tutti i campi, sotto qualsiasi fronte”.
di Francesca Monti
credit foto Marco Caselli Nirmal
Si ringrazia Manola Sansalone
